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Pinerolo Indialogo Gennaio 2015

Dialogo tra generazioni

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 Officine del suono 


Musica emergente

I Flashback From Future


di Isidoro Concas

Pinerolo Indialogo - Anno 6 - N.1 - Gennaio 2015

 

  Qualche giorno fa hanno presentato sul prestigioso palco del Cap10100 di Torino il loro nuovo concept EP "Leaving Bangkok" ed il videoclip del primo singolo da esso estratto, Another Day On The Sofa, infiammando il pubblico con la loro miscela di funk, post-rock ed alternative. Sono i Flashback From Future, in attività dal 2009, ed in occasione di questa nuova importante tappa artistica li abbiamo intervistati.

Dunque, prima di tutto, la domanda è doverosa: presentate il vostro ultimo lavoro come un concept: qual è la storia che avete voluto raccontare?
Il concept vede la cittá di Bangkok al centro di tutto. Abbiamo deciso di sviscerare le peculiarità che la caratterizzano, estrapolando la dualitá tra sacro e profano, l’opposizione tra quartieri chiassosi e luoghi in cui regnano il silenzio e la meditazione, tra vie illuminate da luci ai led e piccoli templi buddhisti. Queste contraddizioni le abbiamo ritrovate all’interno della mente, dei pensieri che rimbombano nella testa del protagonista dell’EP: brani come Rise Again o Big Bang rappresentano momenti di serietá, di malinconia, di difficoltá nell’approccio alla vita di tutti i giorni e allo stesso tempo di speranza nel trovare una via d’uscita dalle preoccupazioni. Questi si contrappongono e si intrecciano a brani più scanzonati come Another Day On The Sofa e On The City Catwalk, i quali presentano la parte più strafottente e spensierata dei pensieri del personaggio. Pa(e)Tong, il brano con cui termina il concept, é una sintesi di questo percorso: il protagonista prende coscienza di sè dopo aver raggiunto un momento di massimo caos, la fine del brano, trovando la pace in se stesso.
Leaving Bangkok rappresenta un percorso mentale, passando dalle vie più buie a quelle più estroverse del proprio io.



Il vostro bagaglio di sonorità è molto ampio, mescolate diversi generi usando strumenti come il sax o l’hang (usato nell’intro di uno dei pezzi dell’EP) che si affiancano ai più tradizionali basso, chitarra e batteria. Quale percorso vi ha portato a creare questa fusione di suoni?
L’utilizzo dell’hang é prettamente relativo al concept album. Il suo ruolo in esso é peculiare: rappresenta il processo di inizio e fine della meditazione del protagonista nell’EP.
Il sax, invece, é presente nel nostro complesso fin dalle origini. Il nostro approccio alla composizione, infatti, é sempre stato ibrido, volto in particolare alla fusione fra sonoritá jazz/funk e alternative rock.

Dallo scorso EP, Stasera Si Suona Silenzio, si nota che avete abbandonato la scelta di cantare sia in inglese che in italiano, scegliendo di scrivere solo in inglese. Quali sono le ragioni di questa scelta?
Le motivazioni che ci hanno spinti a tale scelta sono le seguenti:
In primo luogo desideriamo che il messaggio della nostra musica sia universale e l’inglese è la lingua che permette a chiunque di comprendere i nostri testi.
In secondo luogo vi è una questione pragmatica che riguarda il carattere prettamente anglosassone delle nostre canzoni (dovuto al nostro bagaglio culturale/musicale) al quale secondo noi la lingua italiana non si adatterebbe.

Dopo il live con cui avete presentato il vostro nuovo EP, quali sono i vostri progetti? Ci sono altri concerti all’orizzonte, o state già lavorando ad altro materiale?
Il progetto preponderante che ci siamo posti é quello di far conoscere la nostra musica attraverso una attenta capillaritá di diffusione dell’EP Leaving Bangkok, utilizzato come oggetto di attenzione per rendere nota la musica secondo i Flashback From Future. Questo ci sarà possibile grazie a concerti a livello locale e nazionale e mediante l’utilizzo dei social network.
Allo stesso tempo stiamo continuando a lavorare su materiale nuovo, perché riteniamo importante creare sempre qualcosa di nuovo.