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Pinerolo Indialogo

Febbraio 2015


Dialogo tra generazioni

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 Primo piano 



Docenti universitari pinerolesi / 21
Intervista a Maurizio Martina, Politecnico

«Spesso ci sono idee che nascono in tempi e luoghi insoliti ed hanno poi uno sviluppo stupefacente»

 

a cura di A D
Pinerolo Indialogo - Anno 6 - N.2 - Febbraio 2015

Ci parli di sè, delle sue competenze e del suo lavoro all’università.
Sono nato a Pinerolo nel 1975, sono sposato con Silvia dal 2001 ed ho due bimbi, Andrea ed Anna. Viviamo a Bibiana. Sono figlio unico di genitori molto giovani che mi hanno sempre sostenuto nelle mie scelte, dal liceo scientifico (al Curie di Pinerolo) al Politecnico di Torino dove mi sono laureato in Ing. Elettronica nel 2000. Nel 2004 ho conseguito il dottorato di ricerca, nel 2011 sono diventato ricercatore e dal 2014 sono professore associato presso il dipartimento di Elettronica e Telecomunicazioni del Politecnico di Torino.

Faccio parte del personale stutturato del laboratorio VLSI e mi occupo di progettazione di circuiti integrati, quei ragnetti neri con tante zampe grigie che si trovano in quasi tutti gli oggetti elettronici. Principalmente le mie competenze ed i circuiti che progetto sono legati al mondo delle telecomunicazioni.

Di che cosa si occupa un laboratorio VLSI?
VLSI indica quei circuiti integrati che vengono prodotti in larga scala (ormai praticamente tutti), quindi un laboratorio VLSI si occupa di progettare, montare, misurare e verificare circuiti integrati che saranno poi fabbricati in diverse migliaia o milioni di esemplari.

Ci sono diverse sfaccettature in questo tipo di attivita’, principalmente problemi di velocita’ di elaborazione, consumo di potenza, affidabilita’, tecnologia e costi di produzione.

Ci tengo a spendere qualche parola per ricordare il prof. Pierluigi Civera, che e’ stato fondatore e membro del laboratorio VLSI e che ci ha lasciati improvvisamente lo scorso 28 ottobre. Personalmente ho avuto il privilegio di essere stato prima suo studente e poi suo collega, era una persona eccezionale.

L’informatica in Italia sembra che abbia perso il treno. C’è qualche prospettiva che rinasca? È più un problema di capitale umano o di capitale economico?
E’ molto difficile fare questo tipo di previsione, la situazione e’ stagnante, ma spesso ci sono idee che nascono in tempi, modi e luoghi insoliti ed hanno poi uno sviluppo stupefacente. Mettersi a competere adesso con i giganti mondiali non avrebbe senso, ma una buona idea per conquistare ampie fette di mercato puo’ nascere ovunque.

Nel Pinerolese ci sono aziende di pregio nel settore elettronico?
Nel pinerolese ci sono alcune aziende che si occupano di elettronica e che sono realta’ interessanti e variegate tra di loro. Le tematiche coinvolte sono molteplici, dalle telecomunicazioni alle misure di precisione all’elettronica di potenza.

Un giovane ingegnere elettronico per emergere ed essere valorizzato deve sognare la Silicon Valley o esiste anche qualche prospettiva in zona o nell’area metropolitana di nuova costituzione?
In generale all’estero le possibilità sono molte di più di quelle che ci sono in Italia.
Tuttavia ritengo che qualunque lavoro, l’ingegnere elettronico non fa eccezione, possa emergere ed essere valorizzato senza necessariamente doversi spostare troppo dal pinerolese. La chiave sta nella prospettiva a cui uno ambisce.
Nel 2002/2003 sono stato al Politecnico di Losanna per qualche mese, mi venne chiesto di restare ancora un po’, ma io preferii tornare a casa. Lo stipendio che mi offrivano era piu’ alto di quello che percepivo in Italia, ma io volevo tornare dalla mia famiglia.

Lei ha ricevuto anche un premio per l’innovazione. Ce ne parla?
Si tratta di un risultato che non avevo assolutamente previsto. Il mio compagno d’ufficio, Massimo Ruo Roch (la famiglia viene da Bagnolo Piemonte), era stato contattato da un rivenditore di prodotti informatici, Flavio Ghirardi (originario di Pinerolo), che da poco si occupava anche di importazione e vendita di lampade a led. Flavio voleva venderci dei computer, ma il discorso fini’ subito sui led.

Massimo aveve delle idee innovative: costruire lampade a led "intelligenti" che potessero comunicare tra di loro mediante la luce e mi coinvolse per vedere cosa si potesse fare. Abbiamo lavorato circa un anno tra studi, prove e simulazioni, poi abbiamo deciso di partecipare a Start-cup 2013, una competizione tra progetti d’impresa innovativi provenienti da Piemonte e Valle d’Aosta. Siamo arrivati quarti ed abbiamo potuto partecipare al premio nazionale dell’innovazione 2013, una competizione nazionale: siamo arrivati primi. Ogni anno il presidente della repubblica conferisce un riconoscimento (premio dei premi dell’innovazione) ad una serie di enti ed aziende che si sono distinte nell’ambito dell’innovazione. Cosi’ a settembre 2014 abbiamo ricevuto questo ulteriore ricoscimento.

Il nostro territorio del Pinerolese è in forte declino. Per aree come queste si parla anche di Poli dell’innovazione. A suo parere nel Pinerolese un polo di questo tipo (magari con tanta elettronica) potrebbe attecchire?
Ritengo ci sia del forte potenziale dietro questi poli dell’innovazione per questo sono possibilista. Tuttavia per funzionare bene devono essere accompagnati da infrastrutture adeguate e devono diventare appetibili per le aziende.

Nel settore di sua competenza, c’è qualche filone che si sentirebbe di consigliare a dei giovani in cerca di lavoro o che intendono avviare una start-up?
In questo momento tutto cio’ che riguarda la riduzione del consumo di potenza e’ sicuramente di grande interesse. Inoltre se si guardano gli obiettivi della comunita’ europea la tecnologia applicata alla salute ed al benessere e’ sicuramente un tema che puo’ attrarre finanziamenti.

A Pinerolo si parla di creare un Polo culturale. Un centro o un piccolo laboratorio tecnologico pensa che ne potrebbe fare parte? Nell’ambito della sua disciplina, per dei giovani appassionati si può fare ricerca anche in un garage, come hanno fatto Bill Gates e Steve Jobs?
Perche’ no, l’idea mi sembra interessante. Ci sono aspetti della mia disciplina che si possono sviluppare anche in un garage, sarebbe divertente.

Il suo, insieme a tanti altri da noi intervistati, è un esempio dove si concilia la vita tranquilla di provincia e il lavoro in un ambiente stimolante e prestigioso come quello universitario. Che cosa manca o non funziona per renderlo ancora più attraente?
Per quanto mi riguarda al momento l’aspetto piu’ "difficile" e’ il trasporto. Se uso i mezzi pubblici esco di casa alle 7:00 per arrivare in ufficio alle 9:00.