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Pinerolo Indialogo

Febbraio 2015


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 Editoriale 

Basta "Pinerolo città della cavalleria"!

di Antonio Denanni

Pinerolo Indialogo - Anno 6 - N.2 - Febbraio 2015

 
 
L’altro giorno uno dei ragazzi che ruota intorno a questo giornale se ne è uscito con la frase: «Basta! Smettiamola di chiamare Pinerolo "Città della cavalleria", non se ne può più, siamo fermi all’’800!»

E sì, ha ragione, basta con il continuare a identificare Pinerolo come "citta della cavalleria", che tanto piace al sindaco Buttiero, al generale Di Staso e a tanti altri nostalgici dei tempi gloriosi che furono e che non torneranno più. Sa di vecchio, di ottocentesco, di nostalgia. È un vivere girati all’indietro, a un passato che non può dar forza al presente.

È giusto ricordare quei tempi gloriosi, commemorarli, scriverne, celebrarli, ma finiamola con l’identificazione del presente. Innanzitutto perchè a Pinerolo non c’è una cavalleria e la città non ruota intorno all’economia del cavallo, e poi perchè blocca il cambiamento, la ricerca di nuovi percorsi identitari. Parliamo piuttosto di Pinerolo che ha delle buone attrezzature sportive, un palaghiaccio d’avanguardia, dei campi di calcio e da tennis, un buon centro per il tiro con l’arco nel vicinato (Cantalupa) e anche un buon maneggio coperto dove si possono praticare gli sport equestri con delle gare a livello nazionale e internazionale.

Ma finiamola di parlare di "Pinerolo, città della cavalleria", nessun giovane, nessuna azienda, nessun docente universitario verrà a Pinerolo per questo. Non buttiamo al mare i ricordi e quello che rappresentano. Valorizziamo pure tutto quello che ci è stato lasciato, ma il presente è tutt’altra cosa. Ha un bisogno tremendo di innovazione!!
Per almeno 20 anni siamo stati prigionieri di un sogno irrealizzabile!!

Incominciamo a parlare di Pinerolo come città accogliente, che ha un buon clima e buone scuole per educare i figli, che è una città pulita (?) e che accoglie a braccia aperte chi vuole venire ad abitarci e ad insediarvi un’azienda hi-tech.

Bisogna essere assolutamente capaci di attrarre imprese e lavoratori capaci di innovazione per far ripartire il territorio.
Sta qui la scommessa!

Il grande difetto di Pinerolo - ecco il provincialismo - è l’incapacità di rinnovarsi; è il rimanere prigioniera del mito di una realtà che non c’è più.

Antonio Denanni

                                                                              
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