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Pinerolo Indialogo

Febbraio 2015


Dialogo tra generazioni

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 Politica Giovane Young 



Intervista a Federico Valetti, consigliere regionale M5Stelle

«Sono sufficienti raddoppi parziali e la rimozione di alcuni passaggi a livello per garantire treni ogni 20 minuti con Torino»

a cura di Emanuele Sacchetto  

Pinerolo Indialogo - Anno 6 - N. 2 - Febbraio 2015

 

  
 
Incominciamo dal personale per farla conoscere ai più: ci parli di sè e della sua militanza politica.
Ho cominciato a interessarmi di temi ambientali prima ancora che nascesse il Movimento 5 Stelle, a cominciare dal comitato contro l’inceneritore di Torino.
Ho fatto informazione e sensibilizzazione sul tema dei rifiuti e quando il M5S è nato, ho contribuito a formare il gruppo di Pinerolo nel 2010.

Lei insieme a Rostagno è rappresentante di un territorio in profonda crisi economica e di identità. Qual è a suo parere la scossa fondamentale per rivitalizzarlo.
Nella politica pinerolese manca un certo amore per la propria città e il territorio. La tendenza a concentrare tutta l’economia sull’edilizia di certo non è soluzione alla crisi, perché già siamo circondati dal cemento e pieni di case vuote. Non consola che il problema sia ampiamente condiviso in Italia. Rivalutare il patrimonio storico e culturale della città e delle nostre valli, incentivare le produzioni locali e trasporto pubblico efficiente e capillare. Dobbiamo fare sistema su progetti che attraggano risorse sia dai fondi europei che da privati. Pinerolo può e deve diventare un esempio anche nella qualità della vita.

Veniamo ai singoli problemi del territorio. Incominciamo dalla città metropolitana: lei è un nostalgico delle provincie o pensa che sia un’opportunità per ripensare anche la realtà locale?
Il movimento 5 stelle è stato sin dall’inizio per l’abolizione delle province, per questo non ci siamo presentati alle elezioni in nessuna occasione. Per la città metropolitana il discorso è diverso, si tratta di un’elezione di secondo livello dove i consiglieri comunali votano sé stessi per formare l’assemblea e come presidente è nominato d’ufficio il sindaco di Torino. Abbiamo ritenuto questo Torino-centrismo pericoloso per i territori, specie con il listone unico PD-Forza Italia; i nostri 2 consiglieri garantiscono che esista almeno un’opposizione.

Chi saranno i nuovi referenti per i servizi che dava la Provincia, come quelli per le scuole e le strade?
Le funzioni non mutano ma con la formazione dei quadranti si cercherà di trasferirne alcune laddove possibile a livello territoriale: il Consiglio Metropolitano è un ente leggero rispetto alla Provincia, con ruolo strategico, d’indirizzo e coordinamento.
Non vi sono più assessori ma avremo 10 consiglieri delegati per le varie materie quali scuola, politiche sociali, viabilità etc. Questi saranno nominati da Fassino dopo l’approvazione dello Statuto.

Un tema che noi sosteniamo da anni è quello del collegamento ferroviario veloce con Torino. Nell’arco del suo mandato si riuscirà a fare qualcosa?
I nostri amministratori, sia in Comune che in Regione, non riescono più a proporre soluzioni utili senza sfociare in progetti faraonici. Dopo appena 6 mesi di mandato e con l’aiuto di tecnici ferroviari, ho realizzato che per migliorare il collegamento con Torino non serve il costoso raddoppio della ferrovia da 360 milioni di € (abbiamo già 140M di € di debito pregresso sul TPL). Sono sufficienti raddoppi parziali e la rimozione di alcuni passaggi a livello per garantire treni ogni 20 minuti. Questo progetto costa un terzo di quello già elaborato e quindi più facile da realizzare: intendo portarlo avanti coinvolgendo gli amministratori locali da Pinerolo sino a Vinovo.

Inoltre Trenitalia deve rispondere per i continui disservizi ai pendolari: stiamo lavorando con l’assessorato affinché ci siano penali adeguate nel prossimo contratto di servizio.

Altro tema caldo è quello della ristrutturazione degli ospedali e del servizio sanitario. Come sarà coinvolto il nostro territorio?
Saitta ha scelto come ospedale di riferimento della zona ovest il Mauriziano che si trova in centro a Torino: poteva indicare il San Luigi, molto più raggiungibile dal pinerolese, ma non l’ha fatto. Pinerolo era già diventato marginale con le giunte precedenti: manca del tutto una pianificazione basata sulle esigenze dei territori e lo stesso Consiglio Regionale non è stato coinvolto nelle decisioni.

Pure la valorizzazione dei territori montani è un argomento che la tocca come rappresentante locale. È d’attualità il discorso di chiudere Pracatinat.
Pracatinat è il caso esemplare: centro d’eccellenza nell’educazione e formazione ambientale, è preso a modello dal Ministero dell’istruzione. La parte alberghiera è stata pressoché ignorata causando un deficit annuale e oggi la Regione si sveglia e minaccia di sfilarsi perché non ha più un soldo: non poteva pensarci prima? Sto facendo una battaglia politica per tenerlo aperto e presenterò un atto per evitare la chiusura.

Ci sono altri temi del territorio (in positivo o in negativo) di cui si parla in Regione?
Sfortunatamente, l’attenzione si concentra spesso sull’area metropolitana e poco oltre. Le province e le aree montane ricevono attenzione marginale da parte della giunta Chiamparino perché il PD torinese prevale spesso. Molte le nostre proposte su dissesto idrogeologico e trasporto pubblico: su quest’ultimo il M5S ha ottenuto l’approvazione di numerosi emendamenti sulla nuova Agenzia della Mobilità Regionale, in particolare sulle aree a domanda debole e sul coordinamento tra i diversi mezzi bus e treno.

Veniamo alla città di Pinerolo, dove si discute del Polo culturale intorno alla caserma Bochard. Che idea si è fatto?
Il M5S di Pinerolo, tramite il nostro consigliere Luca Salvai, ha appoggiato l’acquisizione della struttura, pur contrari al piano proposto (alienazione dei due fabbricati laterali con relativa speculazione edilizia). L’idea dello spostamento della biblioteca ci pare riduttiva e anti-economica: un polo culturale dovrebbe prevedere aule studio per gli studenti, co-working e servizi informatici. Faremo le nostre proposte dettagliate affinché non si attuino compromessi inaccettabili.

Il ruolo dell’opposizione oltre che di pungolo è di controllo della maggioranza. Dopo gli scandali di Roma sugli appalti nel sociale ci siamo chiesti se a Pinerolo non corriamo lo stesso rischio. Avete fatto dei controlli?
Per un consigliere comunale è difficile fare un’operazione di controllo efficace su atti che nemmeno sono visionati dalla Giunta, ma dagli uffici e dai dirigenti. I fenomeni di corruzione, se presenti, emergono di solito da indagini della magistratura. Si dà per scontato (a torto o a ragione) che non vi siano a Pinerolo fenomeni di corruzione eclatanti, ma più probabilmente meccanismi clientelari incancreniti negli anni. La Commissione antimafia istituita in questa legislatura ha lavorato sul discorso del gioco d’azzardo a Pinerolo con scarsi risultati e ad oggi non si riunisce più.
L’anno scorso abbiamo svolto in collaborazione con A. Chiabrando un lavoro di verifica delle spese del Comune e beneficiari per il 2013, poi pubblicate online. Ne sono emerse voci poco chiare che probabilmente andrebbero riviste (contributi ad associazioni, strutture sportive e culturali, contributi agli affitti, ecc...). Infine proporremo a febbraio una mozione che impegna la Giunta e gli uffici a rispettare una norma contenuta nella legge anti-corruzione per la rotazione dei dirigenti pubblici.

Una parola sul Movimento 5 stelle a livello nazionale. Si ha l’impressione di dilettanti allo sbaraglio. Che cos’è a suo parere che non funziona? È colpa del Palazzo, vi sentite incompresi?
C’è stata ingenuità iniziale, specialmente comunicativa. Un movimento neonato non può avere l’esperienza di partiti con 50 anni di storia, ma stanno emergendo figure importanti come Roberto Fico o il piemontese Alberto Airola. Constatiamo che i difetti di gioventù del M5S a volte hanno più risalto mediatico di Mafia Capitale o le tangenti Expo, scandali con al centro PD e Forza Italia: ammettiamo con onestà che cosa è più rilevante politicamente.