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Pinerolo Indialogo

Marzo 2015

Dialogo tra generazioni

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  Teatro


Al Teatro Sociale 

Lombardi-Tiezzi in Non si sa come

di Sara Nosenzo

Pinerolo Indialogo - Anno 6 - N.3 - Marzo 2015

 Non si sa come è un ottimo esempio di dramma pirandelliano. Non si sa come le cose accadono, senza che qualcuno le premediti o vi si opponga. Ci sono colpe nella vita che non si possono evitare di commettere, e come viene detto per tutta la durata dello spettacolo, esse non devono essere espiate. Delitti innocenti, innocenti sì, perché è il corpo a muoversi, il corpo a decidere, il corpo a commettere. Quali sono le colpe della mente in una situazione del genere? Quanto tu rimani tu in queste "non scelte"? Vi è una colpa?

Una trama con un’articolazione complicata e un effetto di straniamento dato dalla prima scena: il sipario si apre rivelando sulla scena quattro figure umane che suonano violini e violoncello, ma con le teste, invece che umane, di lucertola. Fine della canzone, si chiude il sipario. In quel momento lo spettatore non può che essere incuriosito ed essendo un’opera del grande Luigi Pirandello, si inizia a pensare involontariamente al fatto che poco probabilmente ogni dubbio verrà tolto.

Seconda scena, gli attori sono tornati "umani" e viene presentato il fulcro del problema: il signor Romeo è diventato pazzo. Gli amici cercheranno quindi di scoprire il motivo di questo smarrimento di sé ripercorrendo le vicende e le parole del "pazzo - non pazzo". Ogni persona tende a razionalizzare ogni avvenimento, perché così facendo vi è una causa e un effetto previsti, ma non si sa come alcuni episodi non seguono questo procedimento. O meglio, questo è ciò che dice il signor Romeo. Perché le colpe non si possono chiamare colpe se non vi è stato l’intento di commetterle. Perché l’animo, di per sé, è innocente.

La maestria dei cinque interpreti è davvero degna di nota. Nemmeno un errore che si sia fatto notare e un tono di voce così chiaro e alto da sentirsi in tutto il teatro anche quando gli attori davano le spalle al pubblico. Le scenografie, molto curate per rappresentare gli interni della villa, erano accompagnate da intense luci al neon che scandivano il tempo del racconto con il nascere e il calar del sole. Inoltre venivano usati tempi standardizzati per sottolineare i momenti di tensione, suspense e rivelazione, come avveniva nei film del cinema classico (ognuno di noi ricorderà il "da da dan" del pianoforte). L’uso del passato remoto nella narrazione, come fedelmente vuole l’opera prima di Pirandello, dona atmosfera e un sapore nostrano all’intera messa in scena e permette allo spettatore di immergersi nel dramma. Impossibile non pensare a una propria visione di insieme, magari diversa da quella esposta in scena.

La spiegazione di Romeo e Ginevra non potrà essere accettata da tutti, ma la bravura della Compagnia Lombardi Tiezzi è indiscutibile. Le ambientazioni sono curate, come la dizione e le emozioni estreme, spesso accentuate da risate incontrollabili e sonore. Uno spettacolo particolare, ma di ottima fattura che segue bene l’eredità di Pirandello.