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Pinerolo Indialogo Aprile 2015

Dialogo tra generazioni

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 Officine del suono 


Musica emergente

The Yellow Traffic Light


di Isidoro Concas

Pinerolo Indialogo - Anno 6 - N.4 - Aprile 2015

 

 I The Yellow Traffic Light sono un gruppo shoegaze attivo dal 2011 con due EP ed una densa esperienza live che dal bacino di Torino si sta espandendo in tutto il nord Italia: è di poche settimane fa l’uscita di un video live registrato all’Edonè di Bergamo di un loro pezzo inedito. Il gruppo sta continuando a lavorare, e noi abbiam voluto conoscerli meglio.

Allora, voi nascete come trio con influenze dallo psych-rock anni ’60-‘70, ma dal vostro secondo EP, Dreamless, avete virato decisamente più verso un sound shoegaze e neopsych: nei vostri live spuntano accenni dream pop e space rock, ed in tutto questo avete anche cambiato formazione. Come siete giunti a quell’impasto sonoro che è, ad ora, il vostro suono?
Diciamo che principalmente sono stati due i fattori che hanno portato la band al progressivo cambiamento di sonorità e attitudine sia nel suonare sia nel comporre i brani di Dreamless e soprattutto delle new entries di questi mesi. Il cambio di formazione, forse meno essenziale del secondo fattore, ha comunque contribuito nel cammino che ci ha portato dalla psichedelia doorsiana e pinkfloydiana, cui comunque siamo ancora legati, alle sonorità shoegaze e dream pop degli ultimi brani. Quando infatti Federico e Lorenzo sono entrati nel gruppo e Angelo lo ha nel frattempo lasciato, la loro diversa esperienza e modo di approcciarsi all’esecuzione dei brani, composti principalmente da Jacopo, ha portato una forte ventata di cambiamenti nel sound generale, che è diventato più corposo e nel frattempo si è svecchiato dalle prime influenze 60’s e 70’s. Sicuramente sono però gli ascolti sia dei singoli membri che quelli condivisi da tutti e quattro ad aver portato al suono che ora ci rappresenta maggiormente. Partendo da Jacopo e anche da Luca, infatti, la band si è avvicinata allo Shoegaze e quindi sia ai gruppi storici della scena (da My bloody valentine agli Adorable, dagli Spaceman 3 ai Jesus and Mary Chain) sia alle band odierne che ne ripropongono, ognuna alla sua maniera, le classiche tinte eteree e sognanti (dai TOY ai DIIV sino all’indie pop dream degli Alvvays senza tralasciare la scena più psichedelica che ci lega ancora al passato con i Tame Impala e se vogliamo anche gli inglesi SPLASHH).

Né nella vostra biografia, né nelle vostre interviste c’è un accenno al motivo per cui vi chiamate così. Come avete scelto il vostro nome?
Il nostro nome nasce da un’idea pseudo-filosofica venuta ben tre anni fa a Luca. The Yellow Traffic Light significa semplicemente semaforo giallo, ma lui ne ha proposto una sua personale (e condivisa dalla band) interpretazione: il semaforo giallo rappresenta infatti il punto focale del comportamento sia sociale che più in generale umano degli individui. Secondo questa teoria dal semaforo giallo si evince la personalità di ognuno: se si è persone decise e razionali, non si hanno problemi ad attraversare; se invece si è previdenti, insicuri, irrazionali, si aspetta che esso diventi rosso oppure si tentenna fino all’ultimo. Ultimamente sempre Luca ha rivisitato questa teoria dopo aver consumato la serie tv "Twin Peaks", dove viene detto riguardo al semaforo giallo : "Does it mean to speed up or to slow down?". A voi la scelta.

Poche settimane fa avete pubblicato il video live di Fall, un brano che presentate come "nuovissimo", e che presenta atmosfere più uptempo di quelle di Dreamless e richiami più marcati allo psych-rock. Avete inoltre pubblicato una foto in studio annunciando di star scrivendo altro materiale: cosa bolle in pentola, in casa TYTL? Quali sono i vostri progetti futuri?
Sì e tra l’altro cogliamo l’occasione per ringraziare Daniele Ti, videomaker della Exibhition Night, la serata da cui il video di "Fall" è tratto. Fall presenta un ritmo molto più sostenuto e motorik alla TOY ispirato alle ritmiche kraut-rock dei Neu!. Gli intrecci basso-chitarristici sono invece più vicini come sound ai brani guitars-driven degli eterei newyorkesi DIIV. Prossimamente abbiamo in programma di far uscire in autoproduzione un videoclip e un brano singolo in free download sulla nostra pagina Bandcamp, ma di ciò ancora non possiamo rivelarvi nulla. In seguito il nostro progetto oltre a cercare date per questa stagione in Italia e perché no anche in Europa, è quello di tornare in sala di registrazione a Settembre per lavorare su un nuovo freschissimo EP che racchiuderà tre dei brani, tra cui presumibilmente Fall, che meglio rappresentino il nostro suono attuale. Perciò mantenetevi sintonizzati sulla nostra pagina facebook e su youtube perché presto ci saranno novità.