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Pinerolo Indialogo

Aprile 2015

Dialogo tra generazioni

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  Teatro


Al Teatro Sociale 

Risate sotto le bombe

di Sara Nosenzo

Pinerolo Indialogo - Anno 6 - N.4 - Aprile 2015

 Otto settembre 1943, un piccolo teatro in provincia di Genova ospita le prove generali di una compagnia appena formata, di fortuna. Quando tutto è dilaniato dalla guerra, non rimane che l’arte più nobile: la recitazione, al servizio del popolo per rallegrare gli animi.

Ad essere onesti la commediola musicale, così viene definita dalla voce fuoricampo, inizia prima che si apra il sipario. I personaggi sfilano davanti al tendone rosso introducendo i protagonisti: le prime sono due sorelle del trio Sorelle Marinetti (Nicola Olivieri, Andrea Allione e Marco Lugli), Scintilla e la maggiore Turbina, il pubblico non può non accorgersi che le sorelle sono in realtà interpretate da attori. Un misterioso impresario salverà le sorti delle sorelle?

Si apre il sipario, da Milano si arriva a un piccolo paese di provincia. Durante le prove gli attori e i musicisti si devono riparare nel logoro scantinato del teatro a causa di un attacco aereo. Mussolini è stato arrestato, gli inglesi volano sulle città sganciando bombe, nessuno è al sicuro e non si può far altro che passare il tempo. È così che all’unanimità si decide di continuare a provare per accrescere la possibilità di vincere il concorso che garantirà alla miglior compagnia un buon numero di spettacoli sicuri a Genova. Il malcontento aleggia tra i personaggi, sofferenti per la fame e le promesse non mantenute da Altiero Fresconi, l’impresario che ad ogni scena perde credibilità davanti ai suoi collaboratori.

La commedia in due atti si sviluppa di pari passo con gli avvenimenti storici. Il fascismo è caduto, gli alleati vengono a liberare l’Italia. Le carte in gioco cambiano, come gli abiti di scena. La componente musicale dello spettacolo, in tutto dodici canzoni, rigorosamente cantate e suonate dal vivo, intrattengono e divertono la platea, permettendo agli spettatori di apprezzare non solo la voce, ma anche le espressioni facciali e ciò che accade alla prima metà dei personaggi mentre la seconda è impegnata nelle prove "dal vivo".

Il ritmo è trascinante e la bravura del cast sfuma gli errori di pronuncia a cui è soggetto maggiormente Gianni Fantoni, nel ruolo di Altiero Fresconi.

Degna di nota è la scenografia che riproduce per intero uno scantinato completo di scale utilizzate dagli stessi attori. I costumi ripercorrono bene gli anni narrati e permettono più facilmente di calarsi nella storia del nostro paese. Il sogno italiano di questa compagnia che cerca e investe tutto per una seconda occasione, una rinascita dalle ceneri.

La storia spazia dal genere romantico al musicale, al politico, ripercorrendo fatti reali e fittizi con coerenza e credibilità. Le battute degli attori coinvolgono e rilassano l’atmosfera drammatica dell’ambientazione lasciando solo sorrisi sotto le bombe.

Unica pecca i continui problemi con i microfoni: spesso le voci non si sentivano distintamente, creando confusione e fastidio nel seguire la storia narrata.