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Pinerolo Indialogo

Maggio 2015


Dialogo tra generazioni


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Dibattito sul Polo culturale /4

Il documento del PD Pinerolese

«L'area della caserma Bochard è una sfida storica per Pinerolo». Però è necessaria «una regia complessiva affidata a chi ha competenze specifiche»

di Luca Barbero, segretario PD

 

Pinerolo Indialogo - Anno 6 - N.5 - Maggio 2015

 

 
L’acquisizione al patrimonio della città di Pinerolo del complesso della Caserma Bochard di San Vitale e la sua trasformazione rappresenta una grande intuizione, una grande speranza ed una straordinaria possibilità per tutto il Pinerolese.

Il documento che segue prova a presentare scenari, criteri, linee ed azioni al fine di mettere in campo idee inedite in grado di attrarre e attivare risorse economiche, sociali, culturali e umane, sulla falsariga di analoghe esperienze che hanno saputo intrecciare, in modo innovativo, istituzioni e presidi culturali (e turistici) di carattere tradizionale, processi di innovazione sociale e imprenditoriale, animazione territoriale.

Il Pinerolese è una "buona terra", che ha storia, tradizioni, culture, servizi, energie umane, intellettuali ed economiche. Questo pa-trimonio non è però un elemento immutabile, si può impoverire. Si è impoverito. La causa principale è la crisi economica, grave e perdurante. La crisi non deve però impedirci la ricerca di un futuro migliore, in un momento in cui si avverte una diffusa voglia di fare e di partecipare. Gli ingredienti di questo sforzo comune devono essere idee, visione strategica, passione e partecipazione civili.

Perché restare a vivere a Pinerolo? Perché crescere i propri figli? Perché decidere di venire ad investire? Perché intraprendere un’attività? Perché visitare Pinerolo? Queste domande ci interrogano su quale idea, progetto di domani, abbiamo.

Cogliere questa occasione permette di rivitalizzare il nostro patrimonio, di reinterpretarlo e rigenerarlo, proiettandolo su un orizzonte temporale ampio e futuro.

Il progetto Bochard è l’opportunità per costruire una idea di città e di territorio possibili e per ragionare sulle priorità da affrontare: le vocazioni per generare sviluppo economico locale e coesione sociale.

La crisi ha modificato condizioni, abitudini, consumi, certezze e molto altro ancora. Ha modificato e modificherà, inoltre, i paradigmi con cui interpretiamo la realtà e con cui proviamo ad intervenire nella realtà stessa. La crisi sta cambiando il concetto stesso di cultura e i modelli di offerta culturale.

La vera frontiera è così, oggi, intraprendere iniziative culturali, ma anche economiche e sociali, con una visione che sappia intrecciarsi non solo con la dimensione del loisir e del turismo, ma anche con altri bisogni, più profondi e nuovi, delle nostre società. La vera sfida è sollecitare, attraendoli, finanziamenti pubblici e privati, nonché attitudini e comportamenti partecipativi inediti della cittadinanza.

La sfida è difficile perché significa ricondurre a unità dinamiche divergenti che investono temi di diversa natura: economica, finanziaria, decisionale e partecipativa, gestionale, culturale, sociale, ambientale, infrastrutturale, urbanistica e architettonica.

Questi incroci impongono di affrontare le criticità, le potenzialità e gli scenari complessi con un approccio olistico ed integrato.

Alcuni criteri di fondo

a) La prima questione discriminante è la sostenibilità della iniziativa, nelle sue diverse valenze: democratiche, partecipative, culturali, sociali, economiche, gestionali, ambientali, ecologiche, urbanistiche ed edilizie.

b) L’intervento sull’area in questione non può essere inteso come alternativo, sostitutivo di altre iniziative già intraprese o isolato dallo scenario circostante. L’idea di fondo è quella del tessuto, di una trama e di un ordito che sia capace di mettere in relazione positiva e competitiva le risorse, le potenzialità esistenti affinché acquistino coerenza e ordine in un disegno di scala spaziale e strategica adeguato. L’idea è quella di ragionare su tutta l’offerta culturale e turistica della città.

c) Un percorso come quello intrapreso non può che muovere dal tentativo di rispondere al seguente interrogativo "di cosa abbiamo realmente bisogno, che l’operazione-Bochard è in grado di soddisfare?"

d) Non si può pensare a questa area solo come una ristrutturazione e ricollocazione di funzioni già esistenti. Le proposte devono nascere da un’intensa competizione di immaginari che sappiano trovare coerenza ed armonia, con tradizioni, vocazioni, culture, fili già presenti, ma avendo ben chiaro che questo luogo deve avere una sua marcata originalità.

e) È fondamentale riflettere sulla dimensione architettonica, spaziale, morfologica e fisica dell’intervento e sul rapporto tra il futuro complesso della Bochard e il contesto urbano.

f) Pensare, progettare, sognare in grande.

g) Il progetto si deve spendere in chiave territoriale e deve saper interagire con altre ini-ziative presenti che possono venire da tutto il Pinerolese e dalla Città Metropolitana.

Alcune linee generali di indirizzo

• La possibilità di trasformare la caserma Bochard, consente di ragionare su temi che toccano piani diversi e complementari tra loro, in grado di ridefinire alcuni contenuti di fondo per Pinerolo Domani:

• organizzare un modello e un’offerta culturale per dare una risposta sociale ai bisogni di cultura, in grado di modificare l’attuale sistema di welfare locale e di generare anche richiamo turistico.

• pensare ad un nuovo modello di biblioteca orientato a fornire una pluralità di servizi diversificati;

• valorizzare l’esistente e creare sinergie con le altre polarità culturali (in primis gli spazi museali esistenti o previsti) di Palazzo Vittone e con gli altri manufatti architettonici di valore, spazialmente prossimi (ad esempio la Cavallerizza Caprilli), configurando un vero e proprio quadrante a valenza turistica, culturale e sociale;

• valorizzare e mettere in rete le realtà maggiormente significative (quelle tradizionalmente culturali e associative, ma non solo) del contesto cittadino e del territorio locale;

• attrarre nuove forme di socialità e imprenditorialità, capaci di sostanziare progettualità e vocazioni (il turismo, la cultura, il commercio, ecc.);

• ripensare l’assetto, l’utilizzo (compresi la mobilità e la sosta) e l’immagine di tutta la parte di città che si è venuta a consolidare sino ai primi del Novecento, sia per l’uso dei fabbricati esistenti, sia per l’impiego degli spazi vuoti (le piazze, i giardini, le strade);

• censire il patrimonio edilizio pubblico, utilizzato e non, le aree destinate a servizi pubblici (per tipologia d’uso) e pensare ad una loro valorizzazione e messa in rete;

Alcuni impegni amministrativi immediati

• Per poter dare vita a un progetto di tale rilievo e ambizione, garantendo al contempo efficacia e sostenibilità economica dell’operazione, è indispensabile mettere in campo un percorso articolato, condiviso, inclusivo e capace di mobilitare – sotto il forte indirizzo dell’amministrazione pubblica locale – le forze migliori della società pinerolese.

• La necessità di redigere un studio di fattibilità tecnica ed economica e allo stesso tempo, la necessità di incrociare temi e questioni
plurimi e differenti richiedono che la regia complessiva venga affidata a chi ha competenze specifiche, savoir faire, professionalità e autorevolezza scientifica per gestire le fasi e le "lavorazioni" successive:

• la definizione del quadro complessivo delle risorse esistenti, dei bisogni e degli interessi diffusi e delle necessità;

• la mappatura dei portatori (anche potenziali) di interesse di diverso tipo (locali e non) per costruire alleanze e partenariati;

• l’elaborazione di una proposta (o di una rosa di proposte) di layout distributivo-funzionale che risponda a quanto condiviso;

• la gestione dei tavoli di confronto con tutte le realtà interessate (culturali, sociali, scolastiche, imprenditoriali) attraverso l’esplicitazione chiara delle regole e degli obiettivi del processo partecipato;

• la messa a punto di tutti gli scenari per la valorizzazione dell’area, con la definizione delle funzioni, delle tipologie e del più generale progetto urbano complessivo, al fine di determinare sinergie e convergenze rispetto a quelli che risulteranno essere gli obiettivi sociali, culturali e imprenditoriali emergenti del progetto;

• l’elaborazione di un masterplan generale che contenga tutte le indicazioni delle cose da fare;

• le valutazioni in ordine alla sostenibilità complessiva della proposta.

• I prossimi 12 mesi saranno quindi utilizzati per attuare un percorso per provare a rispondere ad alcuni interrogativi:

• Cosa ne facciamo della caserma Bochard? Quali compiti, ruoli dovrà svolgere e assolvere?

• È economicamente sostenibile la sua realizzazione e la sua gestione futura?

• In quale visione strategica interagirà con gli altri fili del nostro tessuto?

Se saremo in grado di dare risposte positive, convincenti, motivate e condivise, andremo avanti. In caso contrario, ci si dovrà assumere la responsabilità ed il coraggio di fermarsi e di rinunciare.

Il documento completo:
http://www.partitodemocraticopinerolo.it/wp-content/uploads/2015/04/PD-Pinerolo-Domani.pdf