Pinerolo Indialogo

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Pinerolo Indialogo

Maggio 2015


Dialogo tra generazioni

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 Uomini del pinerolese 



In ricordo di Priamo Arca - Intervista ad Annina Marras

Un poeta in versi in "limba sarda" 

di Alessia Moroni  

Pinerolo Indialogo - Anno 6 - N.5 Maggio 2015

È da pochi mesi che è mancato un pezzo di storia pinerolese, un grande poeta amante della cultura sarda ed italiana. Fondatore del Circolo dei Sardi "Grazia Deledda" e autore di numerose raccolte poetiche, Priamo Arca si è distinto per la sua dedizione al mondo sardo ed ha dedicato la sua vita alla famiglia, al lavoro e alla scrittura, che egli stesso ha definito «il mio grande amore segreto». Poche settimane dopo la scomparsa di Priamo, abbiamo incontrato la moglie, Annina, che ci ha raccontato i momenti più belli e importanti della vita di Priamo. «Ha amato la scrittura fin da quando era ragazzino e l’ha sviluppata molto durante gli anni della pensione. Da Abbasanta, in Sardegna, è arrivato in Piemonte nel 1962 e ci siamo trasferiti a Pinerolo nel 1966. Priamo si è subito innamorato di questa cittadina solare». Nella nota dell’autore della raccolta di poesie in lingua Sarda "Su donupiusbellu – Poesias in limba sarda" Priamo ha parlato del suo interesse verso la metrica e del suo continuo studio dei più noti poeti sardi, fra i quali ha citato il suo preferito, Pauliccu Mossa. Annina ci spiega che «Il bagaglio culturale che aveva se l’era fatto tutto da solo, leggendo e interessandosi di tutto, dalla poesia alla politica. Era un lettore accanito e curava moltissimo i suoi lavori». Dopo i primi tempi a Pinerolo seguono gli anni del Circolo dei Sardi che, non a caso, porta il nome di una grande scrittrice, ovvero Grazia Deledda. «Abbiamo tutti i libri di Deledda» – racconta Annina - «All’inizio gli iscritti al Circolo si riunivano in una sede in Via De’ Rochis e poi si sono spostati definitivamente in Via San Giuseppe. Mio marito è stato il primo presidente e vi è rimasto per diciotto anni». L’idea del Circolo è nata proprio perché si voleva preservare la cultura del popolo sardo e farla conoscere anche ai pinerolesi, che sono sempre stati ben accetti al Circolo. «Priamo era un’amante della pace ed ha proprio fondato il Circolo con l’intenzione di non perdere le radici della Sardegna e dei paesi da cui gli iscritti provengono». Sempre nella nota dell’autore leggiamo infatti che è stata la nostalgia delle sue origini a dargli la forza di riprendere a scrivere "in limba" (in lingua) e, grazie al supporto della sua famiglia e degli amici, si è iscritto a dei concorsi di poesia, riscuotendo molto successo in tutta Italia, ma soprattutto nella sua amata isola. «Scriveva in sardo, ma anche molto in italiano ed ha vinto molti premi. Esprimeva quello che aveva dentro e spesso scriveva di notte o quando andavamo in qualche posto in cui gli veniva l’ispirazione». Il poeta a cui si ispirò di più nella sua vita? Probabilmente suo padre, Salvatorangelo Arca-Ponti, "che in paese era famoso per quella sua abilità nel declamare i versi adatti per ogni occasione e fare la rima a qualunque cosa" (Da "Nota dell’autore"). A lui Priamo ha dedicato il libro sopra citato, nel quale è presente gran parte delle sue poesie, molte delle quali vincitrici di numerosi riconoscimenti.