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Pinerolo Indialogo Giugno 2015

Dialogo tra generazioni

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 Officine del suono 


Musica emergente

Ilaria Lemmo


di Isidoro Concas

Pinerolo Indialogo - Anno 6 - N.6 - Giugno 2015

 

Ilaria Lemmo è una giovane chitarrista che compone colonne sonore per spettacoli teatrali. Il 7 giugno debutterà all’Arca di Torino con "Un nastro intorno alla bomba", uno spettacolo incentrato sulla figura di Frida Kahlo.

Ilaria, qual è il ruolo che pensi abbia la musica all’interno del teatro, a differenza della musica a sé stante? In che modo sviluppi le tue composizioni per la scena?
La musica nel teatro può avere più valenze. Può essere un semplice abbellimento, una cornice, o invece può avere un ruolo attivo. La scelta sta al regista, e in ciò che si vuole rappresentare. Ovviamente quando una persona scrive una canzone per proprio piacere personale può esprimere qualcosa di suo, strettamente individuale. Nella realtà teatrale (o in generale quando si scrivono delle colonne sonore) non vi è più la tua sola individualità, ma vi è tutto un mondo pieno di segni, di storie, di pensieri che bisogna tenere in considerazione. Si deve fare una musica che sia un tutt’uno con questo mondo, bisogna unire più prospettive. Di solito quando riesco (quando le tempistiche e le situazioni lo permettono) cerco di vivere prima di tutto la scena, di osservarla, di "entrarci dentro". Poi suono quello che provo, quello che la scena mi ha dato, cercando successivamente di costruire da quello scheletro iniziale qualcosa di più.

Come ti è venuta l’idea di cominciare a comporre per il teatro?
Non ho iniziato a scrivere musica per teatro di mia spontanea iniziativa. Un giorno due miei amici mi hanno detto "Ila, c’è questo spettacolo fighissimo, ti va di venire a suonare?". Ovviamente il primo impatto, a livello esteriore, è stato negativo. Non me la sentivo, avevo già scritto musica per me, ma non mi ritenevo per niente in grado di scrivere qualcosa di "più importante", che coinvolgesse più persone. Poi però, entrando nel vivo delle prove, ascoltando gli attori, giocando con essi e coi registi, mi sono innamorata di questa realtà, e ringrazio questi amici che inizialmente dovettero insistere un po’, perché il teatro mi ha fatto scoprire non solo un mondo impregnato di una cultura vastissima, ma mi ha fatto lavorare anche su di me e sul mondo fuori dal teatro.

Per chiudere, puoi darci un paio di anticipazioni riguardo ad "Un nastro intorno alla bomba"?
Beh, da dove partire? Ho conosciuto Francesca qualche mese fa perché abbiamo partecipato insieme ad un’audizione teatrale per un bando torinese. Lei stava cercando qualcuno che scrivesse la musica per lo spettacolo che stava mettendo in scena e via, abbiamo iniziato a lavorare insieme. Questo spettacolo parla della vita di Frida Kahlo, mettendo in rilievo i suoi sentimenti, e ponendo un accento particolare su alcuni aspetti del suo pensiero. La musica è presente praticamente per tutta la durata dello spettacolo (poco meno di un’ora) perché io e Francesca (entrambe in scena) siamo la stessa persona. Lei è propriamente Frida, mentre io rappresento l’immaginazione, l’arte, quella spinta di cui ha sempre avuto bisogno per non cadere nella depressione dopo tutti gli avvenimenti disastrosi della sua vita. E’ stato entusiasmante intrecciare parole e musica, stupendo. La musica dona alle parole una grande pienezza, e quella musica senza parole sarebbe piatta, senza senso. Insomma, abbiamo sempre cercato di unirci e di lavorare insieme. La prossima settimana faremo una piccola anteprima per alcuni amici, e poi da settembre (o forse già da quest’estate) inizieremo a portarlo in giro. Devo assolutamente ringraziare con tutto il cuore Francesca che mi ha dato l’occasione di fare qualcosa di nuovo, di incredibilmente emozionante e forte. Questo spettacolo mi ha insegnato ad urlare "Viva la vida" anche nei momenti più pesanti, e l’obiettivo che io e Francesca speriamo di raggiungere è quello di trasmettere questo messaggio.