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Pinerolo Indialogo

Giugno 2015


Dialogo tra generazioni

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 Politica Giovane Young



Intervista al gruppo  TAC

Progettare il territorio in maniera sostenibile
«Individuare funzioni compatibili con le esigenze sociali prima di investire migliaia di euro in progetti in nome della logica "costruiamo tanto per costruire"» 

di Emanuele Sacchetto  

Pinerolo Indialogo - Anno 6 - N. 6 - Giugno 2015

 

TAC è un gruppo di giovani professionisti pinerolesi che affrontano temi legati al territorio. Il nucleo fondatore, formato da tre giovani architetti, Filippo Fassio, Candido Bottin e Fabio Vignolo, di recente si è allargato ad altri tre componenti, Luca Consiglio, Marta Carrera e Francesca Costarelli, impegnate nel settore della cultura e degli eventi (cfr. www.tac-lab.it)
Incontriamo Filippo Fassio e Luca Consiglio, che ci espongono alcune idee del gruppo.

Incominciamo col chiedervi cos’è e che cosa vuol essere TAC.
Innanzitutto TAC sta per Territorio Architettura Cultura, ed è un tavolo di lavoro, senza una forma istituzionalizzata. Siamo un gruppo di architetti che, dopo aver avuto esperienze anche all’estero, abbiamo deciso di restare sul nostro territorio e cercare di fare qualcosa di utile. Con il concorso per il Turk ci siamo resi conto che c’è fermento urbanistico e abbiamo capito che bisogna spingere nella direzione di uno sviluppo urbanistico-sociale. È necessario individuare funzioni compatibili con le esigenze sociali prima di investire migliaia di euro in progetti in nome della logica "costruiamo tanto per costruire" che purtroppo ha dominato il passato urbanistico più o meno recente. Allargando il campo di dibattito anche a non architetti, ci proponiamo quindi di incentivare un modo di progettare il territorio in maniera sostenibile, che rifugga dalla logica del consumo di suolo e sia realmente portatore delle esigenze della società.

Parliamo di Caserma Bochard e il progetto di Polo culturale: è un altro sogno utopico come la Cavalleria o qualcosa dalle basi solide?
È un sogno utopico finché non viene garantita la copertura economico-finanziaria del progetto. E per fare questo non bastano i fondi UE, ma bisogna guardare alle modalità di gestione. Inoltre bisogna guardare all’edificio in sé, che certamente non ha la struttura per diventare un modello di biblioteca contemporanea sul modello delle città europee più avanzate. I 20 000 m² che andrebbero a ospitare la biblioteca non sono forse esagerati per Pinerolo? E inoltre, è quello l’edificio più adatto per ospitare una biblioteca o ce ne sono altri come l’ex ufficio del registro, l’ex università che potrebbero assolvere la stessa funzione?

Non vi sembra che esser partiti subito con l’idea di ospitare la biblioteca abbia falsato e condizionato l’intero progetto? Cosa non vi convince dei progetti presentati finora?
Certamente quello che noi critichiamo di più è l’esser partiti dal rivalorizzare l’immobile della ex Caserma. C’è invece bisogno prima di tutto di domandarsi a che cosa serva la valorizzazione per il territorio. C’è la assoluta necessità di domandarsi quale sia la domanda della società in quell’ambito. Bisogna interpellare i cittadini e lasciare loro lo spazio per esprimere le proprie esigenze. Prima di chiedersi cosa fare della caserma Bochard, bisognava chiedersi: "c’è bisogno di una nuova biblioteca a Pinerolo?". È necessario un cambio di prospettiva.

Ha senso pensare di finanziare il progetto con la costruzione di garage sotterranei? Pinerolo ha davvero bisogno di parcheggi?
Assolutamente no. Bisogna capire se eventualmente ci potrebbe essere un ritorno economico. Sinceramente, vedendo molto spesso la metà a pagamento di Piazza Fontana vuota, ho qualche dubbio sulla disponibilità della cittadinanza a pagare per quel servizio. Ecco allora che torniamo all’esigenza primaria, che è sempre quella di guardare alla domanda pagante prima di effettuare un investimento. Inoltre, pensare, come altri hanno sostenuto, che il progetto sia sostenibile per il solo fatto di ammettere compensazioni di utilizzo di altri immobili pubblici o di parcheggi a pagamento, è pura fantasia. Infatti in questo caso abbiamo un minus se si deve privare dell’introito i parcheggi a pagamento. Noi pensiamo a un diverso modello di sostenibilità, un’attività, infatti, che sia in grado di autofinanziarsi.

Voi avete una proposta alternativa per la Caserma Bochard. Ce la riassumete in breve?
Il nostro progetto nasce dall’esigenza di incentivare il lavoro, il "saper fare" sul territorio, esigenza centrale riteniamo, specialmente in questo momento di crisi. Dunque la nostra idea è quella di creare degli spazi funzionali in cui professionisti e artigiani possono entrare con un canone a prezzo agevolato e svolgere le proprie attività, forniti già di tutti i macchinari necessari (una sorta di fab-lab insomma). Questo porterebbe alla creazione di una rete professionale capace di attrarre capitali anche da fuori Pinerolo, cosa che ahimè non vediamo molto possibile con una biblioteca di 20.000 m² (tanto più nel mondo di oggi sempre più digitale e meno cartaceo). Certamente siamo consapevoli della natura pubblica dell’immobile e per questa ragione pensiamo sarebbe compito dell’amministrazione selezionare attraverso bandi ad evidenza pubblica a quali personalità lavorative concedere gli spazi, potendo in questo modo puntare alla creazione di un vero e proprio artigianato di qualità, che avrebbe le capacità di diventare una scuola di alto livello capace di attrarre lavoro.

Pinerolo ha appena stanziato 100.000 € per le piste ciclabili: cosa ne pensate?
Sicuramente è molto meglio del progetto di nuovi parcheggi. Va infatti nella direzione di valorizzare ciò che più piace di Pinerolo, ossia il "viver bene" della nostra cittadina. Infatti, un progetto ben costruito di piste ciclabili servirebbe prima di tutto per migliorare la mobilità per chi vive a Pinerolo. Ma in second’ordine potrebbe anche diventare una fonte di turismo (pensiamo al collegamento delle Abbazie). Potrebbe addirittura diventare una delle identità di Pinerolo. Certamente questo si inserisce in un progetto più ampio che necessita di un percorso di formazione-informazione per far passare il messaggio che in bici è meglio e fa meglio.

L’amministrazione di Pinerolo pensate abbia l’apertura giusta per realizzare tutti questi progetti o è un po’ autoreferenziale?
Noi pensiamo che l’Amministrazione sia aperta nelle intenzioni ma che non abbia le capacità per farlo nel modo corretto. Formalmente sono disponibili, ma manca la capacità tecnica di far politica in un modo più giovane e partecipativo. E allora a volte, nell’incapacità dell’amministrazione, è meglio associarsi tra associazioni e realizzare ciò di cui abbiamo bisogno. Ciò che l’Amministrazione dovrebbe riuscire a fare è semplicemente dare spazio ad associazioni e soggetti che abbiano progetti interessanti per la città e poi scegliere cosa realizzare, perché la scelta certamente è e deve restare una scelta politica.

Collegamento veloce con Torino e centro storico: due grandi temi di attuale importanza per Pinerolo. Cosa ci dite?
Il collegamento diretto in 20 minuti senza fermate intermedie con Torino è semplicemente fondamentale. È la base per poter anche solo pensare a un progetto che veda Pinerolo non come città dormitorio ma come posto ideale per insediarsi. Dunque inserire alcuni treni diretti nelle fasce orarie più importanti della giornata è la priorità e non è nemmeno impossibile dal momento che in passato era già stato sperimentato.
Per quanto riguarda il centro storico, l’unico modo per valorizzarlo è portarci delle attività, delle funzioni. E per fare ciò è necessario introdurre alcune deroghe per agevolare l’insediamento di tali attività anche in edifici storici, nel rispetto comunque sempre delle esigenze di tutela del bene storico-artistico.

Il gruppo TAC