Pinerolo Indialogo

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Pinerolo Indialogo

Giugno 2015


Dialogo tra generazioni

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 Uomini del pinerolese 



Intervista ad Enrico Lantelme

Una vita in Rai e con la passione della musica 

di Sara Nosenzo  

Pinerolo Indialogo - Anno 6 - N.6 Giugno 2015

Ci racconti della sua vita: la sua formazione, il lavoro, gli interessi.
Con La professoressa Tajo (medie inferiori) ho un grande debito di riconoscenza: mi ha insegnato ad amare la letteratura, la poesia, il teatro. Gli anni del Liceo e dell’Università mi hanno fornito gli strumenti per intraprendere un percorso culturale tuttora in corso. Ringrazio chi mi ha introdotto nel mondo della musica: il M° P. Comorio (chitarra classica), il M° P.G. Bonino (canto corale), il M° D. Castellano (flauto dolce). Per scoprire percorsi creativi e tecniche di regia sono state molto significative le esperienze presso gruppi teatrali locali. Un’altra mia grande passione,fin dai primi anni ’70, è lo studio dell’etnomusicologia e delle culture "non materiali".

Ci interessa la sua esperienza in RAI. Come ha fatto ad entrare, qual è stato il suo percorso formativo, quali gli errori e i successi più clamorosi?
Sono entrato in RAI tramite concorso pubblico nazionale nel 1980: mi sono state di grande aiuto le esperienze musicali e teatrali, la passione per la tecnologia e la partecipazione a Master specialistici. 30 anni di RAI sono stati una scuola d’eccezione: approdare al ruolo di regista è stato possibile grazie al quotidiano contatto con grandi attori, registi, intellettuali, musicisti, scienziati, di rilevanza nazionale ed internazionale, che mi hanno trasmesso conoscenze, passioni e segreti del mestiere. Per quanto riguarda successi o insuccessi, lascio al pubblico giudicare: ringrazio la critica che, sui media nazionali, ha valutato positivamente il mio lavoro; posso affermare di aver realizzato con onestà e passione circa 200 programmi trasmessi in rete nazionale.

La televisione di oggi come la vede?
L’offerta televisiva è enormemente aumentata con l’avvento delle tecnologie digitali e satellitari: però accade spesso che la fruizione di contenuti di buon livello (a parte quelli trasmessi dalle broadcastings generaliste nazionali) sia riservata agli abbonati delle pay-tv. Persino gli eventi sportivi di massa sono ormai visibili soltanto ad un’élite, il che configura un futuro in cui il pubblico televisivo sarà suddiviso non in base alle legittime necessità di informazione e arricchimento culturale, ma piuttosto in relazione alle disponibilità economiche di ciascuno.

Sappiamo che ora è impegnato all’Unitre nella pubblicazione degli eventi del territorio. Come vive questa nuova avventura?
L’Unitre mi ha dato l’opportunità di entrare a far parte del corpo docente (etnomusicologia) e mi ha affidato la gestione del sito web. Questo lavoro mi permette di entrare in contatto con le realtà culturali del territorio e di fornire un servizio gratuito rivolto a tutti.

Da questo osservatorio come vede il territorio pinerolese? È aperto al dialogo o le associazioni sono chiuse nel "proprio cortile"?
Non è facile per chi opera nel campo della cultura interagire con le altre realtà cittadine. Inoltre esistono almeno tre diversi aspetti della gestione del patrimonio culturale: quello degli amministratori pubblici, che si devono muovere dentro una gabbia normativa e con stringenti limitazioni di bilancio; quello degli operatori culturali, che devono reperire competenze, fondi e strutture per espletare la loro attività; quello del pubblico, che è latore di legittime richieste e aspettative culturali. Trovare un equilibrio tra queste esigenze, non sempre concordanti, dovrebbe essere il proposito di tutti per una crescita culturale della città e del territorio.