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Pinerolo Indialogo

Settembre 2015


Dialogo tra generazioni

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 Primo piano 



Docenti universitari pinerolesi / 22
Intervista a Caterina Guiot, Fisico

«Essere aperti a piccole e grandi idee che possono prefigurare un diverso futuro della città»

 

a cura di A D
Pinerolo Indialogo - Anno 6 - N.9 - Settembre 2015

Ci parla di sè e del suo insegnamento?
Mi sono laureata in Fisica nel 1981 e da allora ho seguito un lungo percorso, dettato in parte dalle condizioni esterne (opportunità più o meno favorevoli in diversi settori) e in parte dall’interesse personale. Sono approdata (con grande soddisfazione!) alla fisica applicata alla medicina. Nella attività didattica si spazia dal corso di medicina e chirurgia alle varie lauree triennali, che comprendono indirizzi assistenziali (infermieristica e ostetricia), riabilitativi (fisioterapia, logopedia, ortottica,…) e tecnici (audioprotesistica,…). Ciascun corso ha (molto) bisogno di basi fisiche specifiche!

Di che cosa si occupa la sua disciplina e che cosa ha da dire sulle problematiche dell’uomo contemporaneo?
La medicina contemporanea è interdisciplinare, i contributi della fisica sono importanti sia sul piano della comprensione dei meccanismi biologici (oltre alle sperimentazioni ‘in vitro’ e ‘in vivo’ sta nascendo quella ‘in silico’, che simula con modelli matematici la complessità delle reti cellulari) sia per lo sviluppo di nuovi sistemi di diagnostica e di terapia ‘personalizzati’ (pensiamo alle bionanotecnologie) sia per la gestione dei ‘big data’ e lo sviluppo di reti di comunicazione dei dati biomedici in tempo reale (telemedicina).

Lei vive a Pinerolo, ma ha le sue radici in montagna: ci racconta?
Mio padre era originario del Duc di Pragelato, dove i nonni paterni hanno vissuto fino agli anni 70.
Ho avuto la fortuna di vivere con loro una parte della mia infanzia, e di condividere alcune esperienze antiche (il pascolo, la raccolta della legna,…) che sono tra i miei più cari ricordi.

Come è cambiata la montagna rispetto agli anni della sua gioventù? Riuscirà a tornare come allora?
Della montagna di allora manca la gente, sia in termini numerici (sono restati pochissimi autoctoni e qualche trasferimento da altri territori) sia in termini di impatto sul territorio (gestione degli spazi, tradizione, capacità di pesare sulle decisioni politiche). Indietro non si torna, ma l’impegno e la motivazione di qualche giovane residente (e non) può fermare il declino.

Montagna, turismo, resort, seconde case o anche luogo di rigenerazione, luogo dove vivere dignitosamente. Sono realtà conciliabili?
Credo che soprattutto nei territori fragili, come le nostre montagne, il criterio che dovrebbe guidare le scelte sia quello della loro sostenibilità. Dove c’è un contesto umano, economico e sociale che può reggere una attività turistica correttamente dimensionata (mi viene in mente Prali come esempio) il turismo è una risorsa utile. Dove invece l’offerta locale e la domanda (o le aspettative) dei turisti sono molto slivellate si rischia di fare terra bruciata.

Veniamo a Pinerolo. Come vive questa nostra città? Ci dice di un suo pregio e di un suo difetto?
Ho sempre vissuto a Pinerolo, ma ne fruivo molto di più da ragazza che non ora…Rischio pertanto di dare valutazioni molto datate e che non corrispondono più alla realtà.

Università, oltre che studio e cultura vuol dire soprattutto ricerca. Le risulta che sia in atto qualche collaborazione tra università e territorio? C’è qualche settore dove questa collaborazione si potrebbe attivare?
Purtroppo nell’ ambito delle mie attività i legami sono molto deboli (qualche collaborazione con reparti ospedalieri che sono disponibili per le attività di tirocinio del nostro Master in metodiche eco guidate). In altri ambiti per fortuna c’è più fermento. La settimana scorsa ho partecipato ad un incontro a Pragelato in cui i colleghi della Facoltà di Agraria hanno presentato una interessante proposta, frutto della loro attività di ricerca con fondi pubblici, per la creazione di una Associazione Fondiaria (AsFo) tra i proprietari di terreni per ottimizzare la loro fruizione silvo-pastorale. Chapeau!

Una proposta alla classe politica di questa città in declino?
Il declino riguarda il nostro intero modello di sviluppo, l’unico atteggiamento utile è essere aperti e attenti alle piccole e grandi idee che possono prefigurare un diverso futuro assetto delle nostre città.

I laureati nella sua disciplina hanno buone prospettive di lavoro o anche per loro è difficile oggi trovare un’occupazione?
I fisici sono per definizione molto eclettici ed hanno una formazione generale che rende più facile adattarsi ai successivi cambiamenti. Ci vuole certamente molta pazienza e resilienza, e anche creatività e disponibilità a mettersi in gioco.

Il Pinerolese e i giovani, soprattutto quel 25% di giovani laureati. Hanno reali possibilità di spendere il titolo nel territorio o devono ragionare su confini più vasti, compreso l’estero?
Sempre di più il territorio dei giovani è il mondo.