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Pinerolo Indialogo Settembre 2015

Dialogo tra generazioni

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 Officine del suono 


Musica emergente

La Cour des Miracles


di Isidoro Concas

Pinerolo Indialogo - Anno 6 - N.9 - Settembre 2015

 

   Su Facebook vi presentate così:"siamo un gruppo che ha deciso di andare oltre la "solita" musica. Siamo la fusione di mondi distanti, di diversi modi di suonare e di intendere la musica". Cosa intendete con questo? In che direzione vanno le vostre sperimentazioni?
Ogni musicista della Cour des Miracles ha un diverso modo di intendere il folk, una diversa sensibilità artistica e, soprattutto, un diverso bagaglio musicale.

Per esempio io (Francesca Mercurio, voce) sono una grande ascoltatrice di De Andrè e dei Modena City Ramblers e penso che la musica sia un modo per esprimere le proprie idee, il chitarrista ama il blues e il country, e il violista è del conservatorio, quindi conosce bene la musica classica, il bassista e il percussionista ascoltano molto punk. Questo ha un effetto davvero interessante sui nostri brani perchè le influenze di ognuno di noi, in qualche modo, creano una sonorità particolare.

Tra i vostri progetti c’è una collaborazione con la Modern Dance Academy, una scuola di danza con la quale portate una performance con loro coreografie sulla vostra musica in livello. Come è nato questo connubio? Cosa si prova a suonare per dei ballerini?
Un giorno, Katia Tromboni, la direttrice della Modern Dance Academy, è venuta a sentirci in sala prove perché aveva in mente un progetto che unisse musica live e danza. Le siamo piaciuti ed è iniziata la collaborazione. Ci ha fatto piacere che abbia apprezzato alcuni dei nostri brani e li abbia usati anche come intermezzi tra una performance danzata e l’altra.

Che dire, suonare per dei ballerini è sicuramente impegnativo. Un errore semplice, sbagliare un attacco, un ritmo, accelerare o decelerare al momento sbagliato può compromettere l’intera performance. Bisogna suonare a metronomo, ognuno deve sapere esattamente cosa sta facendo e ci dev’essere molta sintonia nel gruppo. E’ una bella soddisfazione, ma è anche mentalmente stancante. Dopo 5 ore di prove coi ballerini hai sempre il cervello in pappa, ma sei anche felice.

Spesso, quando il tempo è bello, vi si può vedere far prove per i parchi torinesi: pensate che suonar per strada possa insegnar qualcosa, ad un artista?
Sfondi una porta aperta. Le migliori esperienze musicali della mia vita le ho fatte per strada. Io mi reputo un’artista di strada a tutti gli effetti. La Cour Des Miracles è un gruppo che rende molto bene su un palco, ma il palco migliore che si possa avere è la strada. Per strada ti accorgi del tuo livello, di quanto la tua musica piaccia alla gente. Abbiamo incontrato parecchi musicisti che hanno condiviso con noi momenti indimenticabili. Pochi minuti in cui, un accordo cambiato, una nota stridula su un violino o, semplicemente, un diverso modo di suonare gli stessi accordi, hanno totalmente rivoluzionato un nostro brano. La strada insegna, la strada ispira, la strada ti mette alla prova.

Ricomincia settembre, ricominciano le attività: quali sono i vostri prossimi progetti?
Settembre, un mese pieno di emozioni. Naah. Abbiamo un live a Cumiana il 12 settembre insieme alla Modern Dance Academy, ma il progetto che più sta prendendo me in prima persona e, secondariamente, la Cour Des Miracles, è un film. Sono stata chiamata a creare da zero la colonna sonora di un corto e ho inserito la Cour in alcuni brani per le esecuzioni. Questo vorrà dire: sala prove, impegno, idee. Quest’anno cercheremo di far uscire il primo CD della Cour Des Miracles, suoneremo per strada e siamo aperti ad ogni progetto ci si presenti. Diciamo che sarà un periodo di studio per ripartire in maniera più consapevole e creativa.