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Pinerolo Indialogo

Settembre 2015

Dialogo tra generazioni

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 Viaggiare


Il sole delle 23

Lassù a Capo Nord

di Angelica Pons

Pinerolo Indialogo - Anno 6 - N.9 - Settembre 2015

   

Al Nord ci si arriva lungo una strada che si snoda attraverso boschi di betulle, pini, larici e abeti rossi, dapprincipio immensi e fitti, come a formare alte ed impenetrabili pareti ai lati della via, poi sempre più bassi e radi, fino a diventare cespugli sparsi e striminziti, ridotti a ciuffi ed infine solo più piantine di bacche rasoterra, mirtilli neri, funghi, licheni ed erbette fini.

Il tempo è sempre una scommessa, non puoi esser certo di come sarà. La pioviggine ticchetta sulle mantelle durante le prime camminate nella Lapponia finlandese. I boschi sembrano incantati, colline felpate di mirtilli e di un verde così luminoso, nonostante il tempo cupo, da lasciare esterrefatti. Al fiordo più vicino a North Kapp ci stabiliamo in un campeggio, a Skarsvag, quindi andiamo in giro per il porticciolo norvegese, il più a Nord, con le casette rosse dagli infissi bianchi, i pescatori con le reti stese, i ricci di mare buttati dai corvi sugli scogli come da noi le noci sull’asfalto; quattro ragazzine bionde saltellano sulla piattaforma elastica nel giardino di casa; una coppia di papere nere dalle zampe rosse pesca nella baia; piante di Angelica Arcangelica alte 2 metri in ogni angolo; all’ufficio del turismo ci propongono di vedere i granchi imperiali larghi più di un metro, una delle specie importate che qui ha avuto fin troppo successo; noi ci incamminiamo nonostante i nuvoloni, per vedere il panorama dalla sommità. Si vede il promontorio successivo, uno scoglio che sembra un gigantesco sauro, rocce che paiono piegate come carta, ed il "corno" che sporge in avanti, segno distintivo di Capo Nord. Nel nostro passeggiare in solitaria incontriamo un branco di renne bianche e grigie, libere e quiete, intente a brucare. Gli ampli palchi di corna sembrano coperti di muschio. Sono a pochi metri da noi, per nulla spaventate. Sono le 7 di sera e la luce diffusa ci inganna. Ma sembriamo rassegnati a tornare, sperando in un domani soleggiato per poter andare ad ammirare il sole notturno.

Mentre rientriamo buttiamo l’occhio ancora verso Nord e da sotto la coltre emerge un lucore rosato che fa presagire il prossimo tramonto, lunghissimo. Alle 22 decidiamo di prendere l’auto per colmare i 10 km di distanza verso l’estremità del nostro continente. Paghiamo i circa 27 euro a testa per un biglietto di validità 24 ore ed entriamo nell’area di sosta, tra camper e motociclisti, poco prima dello sperone roccioso che si allunga nel mare. Un’ampia schiarita di fronte a noi, un arcobaleno alle nostre spalle. Tutta la gente che non abbiamo trovato durante l’intera vacanza è lì, ai piedi del globo, vicino all’edificio con le ampie vetrate che si erge tra i due osservatori. In contemplazione.

Il sole piano piano si fa strada per mostrarsi in tutta la sua bellezza e maestosità calando nel Mare del Nord.

La mattina dopo, col sole pieno, si cammina tutto il giorno sul fiordo ancora più a Nord per poi tornare a questo momento di emozione. Ecco che cosa abbiamo visto.