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Pinerolo Indialogo

Ottobre 2016


Dialogo tra generazioni

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 Uomini-Donne del pinerolese


Intervista a Isabella Grandis, presidente dell'Associazione M. F.

Le donne del popolo della Maschera di Ferro

a cura di Sara Nosenzo  

Pinerolo Indialogo - Anno 7 - N.10 Ottobre 2016

 

È appena terminata la diciottesima rievocazione storica della Maschera di Ferro che ha portata in città migliaia di persone e ha visto la partecipazione di centinaia di pinerolesi figuranti in costume d’epoca. Questo evento - si può dire senza tema di smentita - è quello più importante che avviene in città, sia per il numero di partecipanti sia per la forza attrattiva che ha oltre il territorio. Dietro la rassegna c’è l’Associazione della Maschera di Ferro, composta per lo più di persone semplici e comuni, come amano definirsi, così come un evento comune e di popolo è la rievocazione storica. Una delle animatrici della manifestazione fin dalle sue origini è Isabella Grandis, presidente da parecchi anni dell’Associazione Maschera di Ferro. L’abbiamo intervistata.

Ci racconta della sua vita, dei suoi studi... Come si descriverebbe?
La mia è la storia di una persona comune legata principalmente alla famiglia e alla vita di comunità del territorio in cui abito. Ho la licenza media e mi considero una persona molto semplice con la passione per la storia della mia città, che è ricchissima.

Come ha incominciato ad interessarsi agli aspetti storici della città?
Ho iniziato anni addietro quando alcuni amici mi hanno coinvolta nella rievocazione storica della Maschera di Ferro, personaggio che è realmente stato imprigionato nella fortezza di Pignerol; l’idea mi ha subito coinvolto ed appassionato.

Ci parli della Maschera di Ferro: quali sono le fasi della sua preparazione?
Le fasi di preparazione della manifestazione sono abbastanza complesse, anche perchè la rievocazione ha raggiunto livelli di notorietà molto alti, praticamente lavoriamo alla realizzazione della manifestazione tutto l’anno. Per farle un esempio: la scorsa settimana si è svolta la diciottesima edizione e noi in questo periodo dobbiamo espletare diverse incombenze burocratiche, al termine iniziamo subito a lavorare per organizzare la prossima edizione.

Dopo tanti anni, a cosa vi ispirate per rinnovare la manifestazione? E come può essere possibile dopo così tante edizioni?
Prendiamo ispirazione da attenti studi di testi storici, ed ogni anno cerchiamo di rappresentare aspetti e situazioni storiche legate al periodo.

Cosa vorrebbe vedere in Pinerolo? Vorrebbe cambiare qualcosa?
Cosa vorrei vedere a Pinerolo? Vorrei vedere una città più aperta agli aspetti storici e turistici, vorrei vedere una città più attenta alle esigenze dei giovani che, secondo me, troppo spesso non vengono presi in considerazione, ed è a mio avviso un grande errore, dovrebbe esserci maggior attenzione ai giovani perchè loro sono il nostro reale futuro.