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Pinerolo Indialogo

Ottobre 2016


Dialogo tra generazioni
 
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 Il Passalibro 

Bussola di Mathias Enard
La rotta sbagliata d'Europa

 



di Cristiano Roasio

 

Pinerolo Indialogo - Anno 7 - 10 - Ottobre 2016

Mentre tutto il mondo aspetta l’ottavo Harry Potter, ennesima conferma di come nulla, compresa la guerra in Siria, e nel mondo arabo in generale, possa terminare, finire ed essere concluso perchè è il mercato stesso a richiedere una perenne risorsa di lettori, saghe, armi, ribelli, stati fantoccio da poter inondare di merci, siano libri fotocopia o ak-47, arriva per il mercato italiano, eccolo di nuovo lì che spunta coi suoi capelli radi e la sua faccia unta e satrapica, il nuovo romanzo di Mathias Enard, premio Goncourt 2015, Bussola.

Le rovine di Palmira prima di Isis campeggiano in copertina e conducono attraverso un viaggio verso l’Est. Da Vienna, la Porta dell’Oriente, il professor Ritter, etnomusicologo specializzato in musica orientale, ormai ammalato di qualche male innominato, ripercorre in un’unica notte insonne, fumosa d’oppio e di ricordi, la sua vita, i suoi viaggi, puntando deciso verso Est: Istanbul, Damasco, Aleppo, Teheran. Ago magnetico di questa bussola è Sarah, un amore intenso, interrotto e distante, ancora più ad est dell’est, direttamente nell’estremo oriente, accademica esperta di poesia araba in crisi esistenziale. Nella notte estenuante di questo romanzo si susseguono un numero sterminato di esponenti del mondo culturale europeo, affascinati e influenzati da altrettanti sapienti, poeti, musicisti del mondo arabo, quasi a dimostrare che lo scontro di civiltà è stato, è e sarà, semmai un incontro, uno scambio, e anche un reciproco lancio di teste mozzate. La bussola del titolo punta ad est perchè è stata modificata, ma è la testimonianza di una rotta millenaria, sbagliata, disorientante verso l’oriente e la storia d’amore, corredata di foto, lettere, email tra Franz e Sarah, sembra proprio essere la storia tra un’Europa terminale, piena di malattie gravi, eppure sempre viva nonostante tutto, ed un mondo arabo nevrotico, pieno di incongruenze, sempre a rischio: i due si amano appassionatamente, parlano un sacco e di rado concludono. Ora sono molto, molto distanti come testimonia la dedica dell’autore ai siriani.

Il libro edito da E/O è sia eccessivamente erudito sia un po’ banale, da un lato una devastante cultura ai più sconosciuta, dall’altro una storia d’amore (tra Franz e Sarah) sempliciotta, eppure affascina soprattutto per quel mare di deserto e dune spazio-temporale che riesce a ricreare attraverso racconti continui. Enard scrive raramente in maniera lineare e si lascia andare a periodi lunghi, ricchi di incisi, tante stelle nel buio del deserto. A chi ne sarà conquistato, ma anche a coloro che ne saranno un po’ annoiati, consiglio comunque il capolavoro di Enard, Zona, decisamente più aggressivo e innovativo, che pur concentrandosi maggiormente sul conflitto balcanico degli anni 90, sembra gestire meglio lo stesso macrotema Occidente vs Oriente. A dir tutta la verità, speravo che Bussola potesse esserne un ideale proseguimento temporale, ma non è così: Bussola è un romanzo importante, scritto con l’urgenza di dimostrare quanto sia folle scontrarsi con una civiltà che è parte integrante della nostra. E viceversa.