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Pinerolo Indialogo

Ottobre 2016


Dialogo tra generazioni

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 Politica Giovane Young



L'assessore alla Cultura di Pinerolo Martino Laurenti

"Uno dei progetti a cui stiamo lavorando riguarda i musei che vanno rinnovati"

 

di Antonio Denanni  

Pinerolo Indialogo - Anno 7 - N. 10 - Ottobre 2016

 

Incominciamo con una domanda sulla città, agganciandoci a una persona di cultura come De Amicis che ha soggiornato a Pinerolo a fine Ottocento e l’ha definita "La Nizza del Piemonte". Qual è la situazione oggi? La potremmo ancora definire così?
   Per il suo clima e per la sua posizione paesaggistica la Pinerolo di oggi non è cambiata rispetto a quella di allora, forse è peggiorata a livello di clima per via dell’inquinamento e anche dal punto di vista sociale perchè non ci sono i fermenti della Belle Epoque di allora. Forse De Amicis in questo paragone vedeva anche l’influsso francese che c’è stato nei secoli sulla città e che è ancora rimasto in numerose realtà architettoniche cittadine.

L’amministrazione di cui fa parte è fresca di elezioni. Quindi molte idee sono probabilmente ancora in fase di elaborazione. Per il suo assessorato ha delle progettualità già definite da portare avanti?
  
Sì, una riguarda i musei, che vanno rinnovati negli allestimenti e nel sistema di gestione. Ci stiamo lavorando con chi oggi li gestisce. Un’altra progettualità nota riguarda il Palazzo Acaja dove c’è un grosso lavoro da fare nel recupero dell’immobile in una prospettiva di aprirlo al pubblico per far conoscere il patrimonio che c’è. Abbiamo anche altri progetti, ad es. nel campo della musica. Quello di cui sentiamo il bisogno però è una programmazione d’insieme dei diversi assessorati e su questo stiamo lavorando.

In città ci sono molte associazioni culturali, persino troppe. Si è parlato di "nanismo culturale" nel senso che queste associazioni non hanno la forza di andare oltre il territorio della città. Quale politica culturale intende mettere in atto con queste associazioni?
  
Su questo tema si sfonda una porta aperta. Arrivano decine di associazioni a chiedere contributi che presentano cose simili e non c’è la capacità di una progettazione comune. Stiamo facendo un regolamento sulla concessione di contributi che è basato sulla sinergia tra associazioni come criterio premiante per l’assegnazione di contributi. Cerchiamo di invogliare le associazioni a far sistema: più si fa sinergia e più si è in grado di ottenere fondi. Un altro elemento premiante saranno i criteri di priorità stabiliti dalla Giunta di anno in anno.

Parliamo di centro storico. Ci racconta del progetto di valorizzazione dei giardini degradati che vi sono e di altre progettualità?
  
Il progetto sui giardini è partito e aspettiamo la risposta della Compagnia di San Paolo per fine febbraio. È un progetto molto bello che parte dalla volontà di riqualificare queste aree, con l’idea poi che la manutenzione di questi spazi venga fatta da gruppi di cittadini attivi che si prendono cura di questi luoghi e su questo stiamo già ricevendo la candidatura di associazioni, comitati, gruppi spontanei. È un’iniziativa che faremo comunque vada il bando, magari in tono minore, perchè oltre ad abbellire il centro storico è anche un modo di aggregare persone che si prendono cura del territorio. Un altro progetto che abbiamo messo in pista con la Fondazione CRT è un percorso turistico di riscoperta della Cittadella, cioè una visita dei luoghi dove ci sono ancora le vestigia della cittadella medioevale distrutta. Vi è poi il discorso del Palazzo Acaja a cui abbiamo accennato.

Qualcuno vorrebbe che Palazzo Vittone diventasse la residenza unica del sistema museale cittadino. Che cosa intende fare?
  
L’Amministrazione sta ragionando su questa soluzione, compatibilmente con le disponibilità economiche. Naturalmente una location unica deve portare in qualche modo a un coordinamento e a una gestione unica, altrimenti ha poco senso. Lo stare insieme deve portare in qualche modo ad una programmazione e ad un coordinamento degli spazi e degli allestimenti, in modo che il visitatore che va a Palazzo Vittone incontri un corpo museale organico, funzionale e coordinato.

Abbiamo letto che intende lanciare il progetto di guide museali pagate. Qualcuno però ha posto la domanda: Pinerolo ha dei musei così attrattivi da giustificare una simile spesa?
  
Io non ho mai detto una cosa del genere. Certamente avere delle guide qualificate aiuta, ma sono i musei che innanzitutto devono qualificarsi.

Un altro dei problemi in città è la gestione del Teatro Sociale. Che progetti ha in proposito?
  
Stiamo elaborando un progetto. Prima di presentarlo pubblicamente c’è ancora bisogno di parlarne con tutti i soggetti coinvolti. Stiamo lavorando per trovare una strada per ridurre i costi di gestione. Già quest’anno avremo un piccolo risparmio, col quale cercheremo di diversificare e di potenziare l’offerta.

"Lunga vita al Museo della Cavalleria" dice qualcuno. Non c’è il rischio che ci portino via anche questa istituzione di rilevanza nazionale se non si avviano delle ristrutturazioni adeguate ai tempi che stiamo vivendo?
  
Nella gestione del Museo della Cavalleria noi non abbiamo voce in capitolo in quanto è di proprietà del Ministero della Difesa. Sicuramente per valorizzarlo bisogna metterlo in rete con realtà simili, ad es. con le fortificazioni militari del territorio, come il forte di Fenestrelle o l’Armeria reale di Torino. Essendo un museo non comunale abbiamo poco spazio di manovra, però è vero dobbiamo stare attenti per evitare brutte sorprese.

È possibile fare in città un’attività artistico-culturale attrattiva oltre il territorio senza agganciarsi con Torino? Cioè è indispensabile uscire dal localismo ed aprirsi al traino della città capoluogo?
  
Certamente per emergere è necessario fare massa critica ed agganciarsi con il circuito torinese. Ad es. nel campo della musica si potrebbe creare un aggancio con la rassegna MITO e simili. Nella progettazione bisogna sicuramente lavorare in tale direzione.

Per finire una domanda sulla Bochard e sul polo culturale che vi si vuole realizzare. Lei è favorevole o contrario?
  
Leggendo il progetto uno dice:"caspita che bello: è da fare!". C’è però in città un problema di tipo architettonico-strutturale che riguarda tutto il patrimonio di edifici storici di proprietà comunale dove a livello di programmazione si è in ritardo di almeno 25 anni, per cui ci sono tutta una serie di edifici come il Palazzo degli Acaja, Palazzo Vittone, il circolo sociale, l’ex Tribunale, la Bochard, ecc, che hanno dei costi di gestione non indifferenti oppure in stato di abbandono. Quindi prima di qualsiasi discorso sulla Bochard è necessaria una programmazione di tutto il patrimonio di beni immobili comunali, programmando anche l’alienazione di beni non necessari o non curati.

 

A PROPOSITO DI REFERENDUM DEL 4 DICEMBRE
Su WIKIVERSITY il testo della riforma costituzionale del governo Renzi               
https://it.wikiversity.org/wiki/La_Riforma_Costituzionale_del_Governo_Renzi