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Pinerolo Indialogo

Dicembre 2016


Dialogo tra generazioni

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 L'ambiente siamo noi



Aggiustare le cose 
migliora la vita

di Beppe Gamba

Pinerolo Indialogo - Anno 7 - N.12 - Dicembre 2016

Si stanno diffondendo in giro per il mondo le "library of things" (biblioteche delle cose, dove sugli scaffali non ci sono libri ma oggetti), i "repair cafè" e i "restart party" (esercizi pubblici e feste delle riparazioni), ovvero luoghi fisici o siti on-line dove le persone prestano e prendono in prestito oggetti di uso comune (piccoli elettrodomestici, attrezzi e utensili del fai da te, per la cucina e il tempo libero) e/o si scambiano esperienze su come riparare e ridare vita alle cose. I nomi inglesi ci dicono che si tratta di iniziative nate nel mondo anglosassone, che si stanno però diffondendo rapidamente anche da noi.

Nelle nostre case si moltiplicano gli attrezzi per il saltuario fai-da-te che finiscono per prender polvere nello sgabuzzino. Il tasso di utilizzo di un trapano domestico non supera i 13 minuti l’anno, i tosaerba e i decespugliatori lavorano qualche ora la settimana nella bella stagione.

Quante volte di fronte a un apparecchio guasto ci è stato detto che, visto il costo della riparazione, era preferibile sostituirlo? Una mentalità, a volte anche una apparente convenienza economica, che finisce per intasare le discariche, far lievitare la tassa rifiuti e le spese famigliari.

E il sistema di raccolta, recupero e smaltimento delle apparecchiature elettriche ed elettroniche intercetta oggi solo il 25% circa di quelle sostituite, il resto finisce con gli altri rifiuti. Ma ci sono anche gli oggetti "non elettrici ed elettronici" che non hanno un sistema speciale di recupero.

Le Biblioteche delle cose e i laboratori della riparazione offrono una risposta a questi problemi: ridurre l’acquisto di oggetti che useremo poche volte, combattere lo spreco di risorse e l’inquinamento dell’ambiente, diffondere la cultura della riparazione e del riuso. I modelli organizzativi sono vari, dal volontariato dei gruppi di quartiere (le ciclofficine delle Case di Quartiere torinesi), alle imprese sociali eventualmente sostenute dal pubblico che ne riconosce il valore etico, economico e ambientale, a sistemi commerciali puri di noleggio oneroso.

Alcuni dispongono di un luogo fisico ove conservare gli strumenti e offrire il servizio di scambio, altri si basano sul contatto e l’assistenza on-line con appuntamenti cadenzati di consegna e restituzione. I Restart Party sono chiaramente eventi saltuari che utilizzano l’esperienza di chi gestisce le altre attività.

E’ pensabile che anche a Pinerolo nasca una Biblioteca delle cose dove conferire gli attrezzi che usiamo di rado e dove prendere in prestito quelli che non abbiamo? Che magari abbia dei tavoloni dove sederci con chi "ci sa fare" e imparare ad aggiustare con poca spesa il ferro da stiro, cambiare un termostato rotto, smontare un piccolo elettrodomestico e valutare la convenienza di una riparazione? Un’attività di alto valore sociale e ambientale e, volendo, anche occupazionale che potrebbe interessare tanti: chi è stufo di sentirsi dire "mi lasci 20 euro per la diagnosi, poi vediamo", i pensionati o gli esodati abili col cacciavite e stufi di stare a casa, i bricoleur forniti di attrezzi e buona volontà, i giovani in cerca di mestiere e, infine, gli amministratori pubblici interessati a ridurre i rifiuti in discarica e i costi della gestione. Soprattutto interessati a stimolare nuove forme di socialità, economia e tutela dell’ambiente.