Pinerolo Indialogo

MAGAZINE DI CULTURA E DI INFORMAZIONE LOCALE

 
 



Home page
Redazione
Contatti
Archivio
Album fotografico
Testate giornalistiche
Links utili
 
   

 


 




Pinerolo Indialogo

Dicembre 2016


Dialogo tra generazioni

Home Page :: Indietro

 Benchmarking territoriale 



Mantova, 50mila abitanti

Prima città italiana per la qualità della vita

 

di TAC - www.tac-lab.it

Pinerolo Indialogo - Anno 7 - N.12 - Dicembre 2016

È notizia della fine del mese scorso che Mantova sia la prima classificata tra le città italiane per la qualità della vita. Poco meno di cinquantamila abitanti, secondo la ricerca di ItaliaOggi-Università La Sapienza di Roma (che posiziona Torino al 70° posto), nella città lombarda non solo si vive bene, ma questa condizione è chiaramente percepita dalla popolazione. Il lavoro si basa su indicatori – ben 84 – che prendono in esame affari e lavoro, ambiente, criminalità, disagio sociale e personale, popolazione, servizi finanziari e scolastici, sistema salute, tempo libero e tenore di vita.

Facile ottenere risultati del genere – potrebbe obiettarsi – per una città che fa parte della lista del Patrimonio Mondiale dell’Umanità dell’UNESCO, dove non mancano di certo turisti e investimenti sostanziosi. Seppure i risultati siano eclatanti, e la base sulla quale si è agito comprenda capolavori di Leon Battista Alberti, Giulio Romano, Andrea Mantegna e di altri grandi artisti che fecero della città gonzaghesca un centro rinascimentale senza pari, è interessante constatare come gli interventi più recenti di rigenerazione urbana, attuati in occasione dell’insignazione della città quale capitale italiana della cultura per l’anno corrente, si caratterizzino per il fatto che venga nuovamente attribuito un ruolo nodale agli spazi esterni tradizionalmente dediti alla socialità: strade, piazze e portici.

Scorrendo il resoconto degli interventi (visionabili all’indirizzo http://www.mantova2016.it/it-ww/centro-storico-1.aspx), si potrà prendere atto di come l’amministrazione abbia avuto una progettualità globale sul centro storico, con azioni mirate a una profonda riqualificazione, la quale però si è attuata anche attraverso semplici – quasi banali – atti di cura. Infatti, la prima opera che viene segnalata è una pulizia di tutti i camminamenti, ossia marciapiedi e portici, che si è estesa anche ai soffitti di questi ultimi, dove sono state eliminate con perizia tutte le ragnatele (che non sono mai un buon biglietto da visita!). Sempre dei portici, sono state pulite le colonne e, nei casi più gravi, si è proceduto a veri e propri interventi di restauro. Dopodiché, si è passati alla realizzazione di un progetto unitario di illuminazione, che si focalizza principalmente sugli elementi voltati e sui pavimenti.

In generale, tutte le pavimentazioni di piazze e strade sono state riviste e sistemate, qualora ve ne fosse stato il bisogno.

Si è anche intervenuti sul verde urbano, con la riqualificazione del Giardino Valentini. Questa ha previsto la riprogettazione dei principali percorsi al suo interno, con il ripristino delle panchine e l’inserimento di nuovi cestini porta rifiuti. La zona è fruibile ovviamente da tutti, ma un occhio di riguardo è stato attribuito ai bambini, per i quali è stata inserita un’area giochi inclusiva, e per i cani e i loro padroni, grazie ad una zona specificamente pensata per loro.

I disagi alla cittadinanza e alle attività commerciali sono però stati ridotti al minimo, poiché si sono utilizzati cantieri mobili di limitata entità, all’interno dei quali i lavori potevano essere eseguiti contemporaneamente in parti diverse della città. Per rendere poi ancor più partecipe la popolazione nei confronti di questi cambiamenti, l’Amministratore Comunale ha previsto una comunicazione dell’intervento mediante totem che indicavano e segnalavano l’operazione che si stava svolgendo all’interno di ogni cantiere.

Riassumendo, le buone pratiche per rendere una città più bella e vivibile, e per percepirla come tale, non sono certo trascendentali. Ovvio, ci vanno lungimiranza e impegno di tutti: alle pubbliche amministrazioni l’onere di avere il coraggio di investire, e la visionarietà di una città migliore; ai privati quello di sopportare eventuali momentanei disagi e, una volta compiuti i lavori, una costante cura del bene di tutti. Ma è solo così che si può creare uno spazio dove si è contenti di vivere!