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Pinerolo Indialogo

Dicembre 2016


Dialogo tra generazioni
 
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 Il Passalibro 

Jonah Lomu
L'Uragano nero

 



di Cristiano Roasio

 

Pinerolo Indialogo - Anno 7 - 12 - Dicembre 2016

Ho sempre trovato il concetto di "profondità" calcistica, quella spinta inarrestabile a filtrare, passare attraverso le maglie della difesa, a spingersi verso l’area avversaria grazie all’invezione del singolo, decisamente adeguato ai miei atteggiamenti esistenziali e anche grazie al fuorigioco, limite giuridico al superuomo; per contro, il rugby con la sua democratica, balbettante, attesa di tutti, con in suoi passaggi indietro, col suo "dobbiamo arrivare tutti alla meta" non mi ha mai entusiasmato. Certo, una parziale conoscenza dello sport in questione che non ho mai praticato (e come avrei potuto coi miei settanta chili di ossa friabili), non aiuta. Nonostante ciò, questo libro, pur con tutti i suoi difetti, primo tra tutti una scrittura a pizzichi e bottoni, enfatica fino alla nausea, mi ha fatto cambiare idea sul nobile sport del rugby: chissà se potrà avere anche ripercussioni filosofiche, in fondo che senso avrebbe leggere se, ogni tanto, non accadesse?

Proprio nei giorni della storica prima vittoria della nazionale italiana sui maestri sudafricani, ho capito che il singolo fenomeno è raro ma esiste anche nel rugby: Jonah Lomu, l’uragano nero, è stato forse il più grande. Basta guardare su youtube le sue mete per rendersi conto di quanta potenza e velocità questo tir di puro orgoglio neozelandese potesse esprimere. Il fenomeno, però, può farsi cinquanta metri in solitaria dribblando, sfondando e resistendo, ma avrà sempre un compagno a cui affidare la palla, piccolo passaggio all’indietro, che concluda l’azione per lui. Il libro di Pastonesi mentre racconta la crescita sportiva di Lomu, dai bassifondi di Auckland ai successi anche economici, passando per la vita privata turbolenta e la grave malattia ai reni che lo ha stroncato nel 2015, fa di questo essenziale passo indietro una vera e propria cifra stilistica, raccontando in capitoli veloci e agili esperienze di rugby al limite, passate presenti e future, come nel caso di squadre amatoriali, di carcerati o addirittura di istituti di cura. E questi passaggi indietro si uniscono alla travolgente avanzata del gigante Jonah, forse il più famoso nella squadra più famosa in assoluto, gli All Blacks, i tuttineri orgoglio di una nazione che il po-popopo-po dei Mondiali 2006 non è altro che una temporanea illusione. Avanti e poi un po’ indietro. Avanti alla grande che tanto si torna sempre indietro. La vita sembra non essere tanto distante da questo avanzamento, un gioco dell’oca dove le pedine arrivano al traguardo sapendo che, prima o poi, tocca ripartire.

Le biografie sono sempre un po’ tristi perchè raccontano il genio quando ormai è invecchiato, sfiorito o addirittura morto (guardare l’haka del funerale è commovente). In questo caso, come nel rugby, del quale comunque continuo a non capire molto le regole e le mischie, è inutile piangere troppo per i falli che quasi non esistono o per i torti arbitrali anch’essi quasi assenti, bisogna andare avanti sapendo che tanto si torna sempre indietro.

Marco Pastonesi
L’URAGANO NERO
66th and 2nd
18,00 €