Pinerolo Indialogo

MAGAZINE DI CULTURA E DI INFORMAZIONE LOCALE

 



Home page
Redazione
Contatti
Archivio
Album fotografico
Testate giornalistiche
Links utili
 
   

 


 




Pinerolo Indialogo

Dicembre 2016


Dialogo tra generazioni

Home Page :: Indietro

 Uomini del pinerolese 



Intervista a Guido Castiglia, una vita con il teatro

"A Pinerolo non c'è solo una rassegna teatrale"

di Sara Nosenzo  

Pinerolo Indialogo - Anno 7 - N.12 Dicembre 2016

Dire Castiglia in Pinerolo per i più vuol dire teatro, soprattutto teatro per i ragazzi. Lo incontriamo per parlarne,

Ci racconta di sé e di come è nata la sua grande passione per il teatro, diventata poi il suo mestiere?
Il Liceo Artistico e l’Accademia di Belle Arti sono stati i luoghi di una formazione di base che mi hanno fornito gli strumenti tecnici e culturali per poter esprimere le mie visioni del mondo; fu proprio in quegli anni che il teatro entrò con tutta la sua forza vitale e "rivoluzionaria" a far parte della mia vita. Gli insegnamenti maieutici del professore e drammaturgo Gian Renzo Morteo mi aprirono gli orizzonti della realtà teatrale e della sua forza espressiva. Fu la visione di un teatro popolare capace di parlare alla società contemporanea, un teatro "politico" capace di uscire dai fasti del teatro borghese per entrare nelle piazze, nelle fabbriche e nelle scuole, parlando e comunicando alla gente comune, ai bambini e ai ragazzi con la grande forza della metafora, del linguaggio poetico, dell’ironia o della comicità, in poche parole con la narrazione di storie capaci di "parlare alla gente comune"... non senza le tecniche adeguate ovviamente, che appresi alla Scuola di dizione e fonetica del centro Rai di Torino e alla Scuola di Pantomima e Acrobazia di Milano.
All’età di vent’anni cominciai la mia attività professionale con il Teatro dell’Angolo di Torino, la compagnia storica che diede il via al Teatro Ragazzi in Italia. Seguirono altre esperienze (importante quella con la compagnia Granbadò) fino alla fondazione, con l’organizzatrice teatrale Claudia Casella, della compagnia e struttura organizzativa Nonsoloteatro (1992), con una drammaturgia rivolta al pubblico dei ragazzi.

Qual è il rapporto dei giovani con il teatro? Crede sia una forma d’arte di indiscussa attrazione?
Il teatro è necessario da sempre, ma per scoprire e rivalutare questa necessità occorre un’opera di avvicinamento ad esso, perché il mondo della tecnologia ha portato ad una visione superficiale dello spettacolo; il mondo dell’immagine è tendenzialmente limitato ad una fruizione passiva, mentre il teatro è relazione fisica.
Il teatro è il contrario dell’apparire televisivo, dell’effetto cinematografico, dell’esibizionismo superficiale del successo; il teatro è comunicazione articolata e complessa che parte dal corpo e dall’essere, dalla profondità, dalla conoscenza e dalla relazione.
Quindi i ragazzi, in particolar modo nella fascia adolescenziale, non ne sono attratti automaticamente, necessitano di un lavoro adeguato e approfondito di linguaggio e drammaturgia, di conoscenza dello sguardo e di costruzione simbolica e metaforica che ne tenga conto. Ma posso affermare che, nel momento in cui essi entrano in contatto con il teatro essenziale, con una drammaturgia capace di parlare del contemporaneo con un linguaggio ed un immaginario a loro riconoscibile, i ragazzi ne riconoscono immediatamente il valore emotivo e sociale.
E’ per questo motivo che la mia compagnia (insieme a tante altre realtà nazionali) ha deciso di dedicare la propria attività all’infanzia e all’adolescenza.

Alla luce della rassegna teatrale cittadina appena avviata, come vede il panorama teatrale di Pinerolo?
Non esiste una rassegna teatrale della città di Pinerolo, ne esistono diverse e rivolte a pubblici diversificati, cosa da non sottovalutare perché sono il vero humus della cultura teatrale diffusa.
Come dicevo esiste una stagione di teatro per ragazzi, con una sezione dedicata al pubblico delle famiglie e una alle scuole di ogni ordine e grado, oltre ad una rassegna estiva per le famiglie in un parco cittadino.
Esiste un teatro che si occupa in modo particolare di teatro di figura e che da anni realizza un Festival ad esso dedicato, c’è una rassegna di teatro dialettale che risponde ad un pubblico appassionato e una rassegna di "microteatro" in uno spazio piccolo e accogliente ed infine c’è il Teatro Sociale con la sua stagione; ma non possiamo guardare a quest’ultimo come l’unico e vero teatro a Pinerolo.
Per ora vedo che il Teatro Sociale, in collaborazione con il Circuito Regionale Multidisciplinare Piemonte dal Vivo, ospita e offre alla cittadinanza spettacoli senza dubbio di qualità (pur nelle diversità stilistiche); auspico però un maggiore sviluppo dal punto di vista dell’identità.

Cosa cambierebbe della città di Pinerolo dal punto di vista culturale-teatrale?
Io credo nella produzione di una cultura diffusa e quotidiana, capace di restituire al territorio l’immagine metaforica di una visione del mondo, credo in una pratica teatrale pragmatica in grado di costruire un punto di riferimento culturale chiaro e inequivocabile.
In conclusione quindi, sapendo che tutto può essere migliorato, mi sento di dire che il panorama complessivo dell’offerta teatrale nel pinerolese non è sotto la media nazionale dei piccoli centri, anzi, nella sua eterogeneità, probabilmente riesce a rispondere alle diverse esigenze di pubblico.