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Gennaio 2016


Dialogo tra generazioni

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 Primo piano 



Docenti universitari pinerolesi / 24

Intervista a Luca Ridolfi, Idraulica e Meccanica dei Fluidi

«Una priorità è il reale coinvolgimento dei giovani nella vita della città»
"Dal punto di vista idraulico penso che nel Pinerolese non ci siano pericoli eclatanti... Naturalmente ci sarebbero tante cose che andrebbero approfondite e capite"

 

a cura di A D
Pinerolo Indialogo - Anno 7 - N.1 - Gennaio 2016

Ci parla di sé e del suo lavoro in ambito universitario?
Insegno Idraulica e Meccanica dei Fluidi nel Politecnico di Torino. Mi occupo di fisica e di ingegneria dei fluidi, con particolare attenzione all’ambito ambientale. Vista la sua grande importanza per la vita sulla Terra e in quasi ogni ambito dell’attività umana, il fluido che ho maggiormente studiato è l’acqua. Mi sono così occupato della dinamica dei fiumi, delle coste, delle onde marine e dei ghiacciai, del moto degli inquinanti negli acquiferi e delle correnti oceaniche. Ho dedicato diversi anni a studiare come la variabilità spaziale e temporale della disponibilità di acqua regola i processi ecologici di cooperazione e competizione tra le specie vegetali. Un argomento che mi ha affascinato negli ultimi anni è lo stretto legame tra acqua e cibo; si tratta di un problema globale enorme con importanti ricadute economiche, politiche e sociali per tanti popoli. Infine vi è anche il grande tema dei fluidi del corpo umano, in primis il sangue e il sistema cardiovascolare.

Ci dà qualche ulteriore dettaglio della sua disciplina?
Ci si occupa di descrivere in maniera quantitativa, attraverso modelli matematici e sperimentali, il comportamento dei fluidi, ovvero come essi si muovano, quali traiettorie percorrano, quali azioni esercitino sulle pareti che li confinano, cosa accada alle sostanze trasportate, ecc.. Si tratta di moti estremamente complessi, basti guardare con attenzione il moto del fumo che sale dalla brace di una sigaretta o le fiamme (che altro non sono che fluidi in movimento) o, ancora, il moto delle onde sul mare o la forma delle nuvole per accor-gersi dell’estrema varietà
dei comportamenti di un fluido.

La gestione delle acque in Italia è soddisfacente?
In generale, assai poco. C’è una scarsa abitudine allo studio serio e approfondito dei fenomeni. In generale si interviene sull’emergenza e si cerca di rimediare con interventi di rattoppo, che usualmente hanno alti costi. Manca una saggia, continua e attenta pianificazione e gestione del territorio, che porti a prevenire i problemi piuttosto che a curarli una volta conclamati. Ciò ha tante cause, storiche, economiche e sociali, ma forse quelle più preoccupanti sono quelle culturali, perché fanno temere che ci vorranno molti anni prima che anche in Italia si abbia una rapporto equilibrato col territorio. Anche se devo dire che in Piemonte le cose vanno decisamente meglio che in altri luoghi.

Nelle sue proposte di tesi di laurea agli studenti abbiamo visto anche argomenti inerenti l’organismo umano: ce ne parla?
Per capire come funziona il sistema cardiovascolare oltre a competenze mediche c’è anche bisogno di competenze riguardanti la dinamica dei fluidi. Il sangue è un fluido che si sposta all’interno di una rete adatta a portare le sostanze nutritive a tutte le cellule e raccogliere i prodotti di scarto. All’interno di questa rete avvengono tutta una serie di fenomeni complessi che si prestano a essere modellati e studiati dal punto di vista fisico e matematico. In particolare stiamo studiando, insieme ai medici e ad altre istituzioni universitarie, gli effetti delle aritmie cardiache sulla circolazione cerebrale e sull’innesco delle demenze. Altri problemi importanti che stiamo studiando sono l’azione dei farmaci ipertensivi e l’evoluzione degli aneurismi aortici e cerebrali. Infine collaboriamo con ospedali infantili per studiare e migliorare la pratica chirurgica nel caso di gravi malformazioni cardiache.

Nello sviluppo industriale del pinerolese i corsi d’acqua hanno avuto un ruolo cruciale. Acqua e sviluppo economico vanno di pari passo ancora oggi?
Moltissimo e l’esempio più emblematico è il legame tra acqua e cibo. C’è pochissima consapevolezza che il 90% dell’acqua che utilizza l’uomo è usata per produrre cibo (p.es., per produrre un chilo di zucchero serve un metro cubo d’acqua e per una cotoletta ne servono due di metri cubi!). Poiché però l’acqua è distribuita sul pianeta in modo molto eterogeneo, c’è qualcuno che ne ha tanta e qualcuno che ne ha poca. Ciò significa che ampie regioni del mondo non sono in grado di produrre il cibo di cui necessitano e vivono grazie al cibo importato. Tale commercio mondiale del cibo comporta lo spostamento virtuale dell’acqua che è servita per produrre quel cibo. Pertanto, chi controlla le risorse idriche per produrre il cibo sempre più sta controllando la distribuzione del cibo nel mondo, che è ovviamente un bene fondamentale per l’uomo. Ne consegue un forte legame tra l’acqua e la potenza politica di uno Stato o di un territorio.

Dal punto di vista idraulico il Pinerolese è un territorio sicuro o ci sono dei pericoli?
Penso non ci siamo pericoli eclatanti. Inoltre il Pinerolese è un territorio abbastanza ben gestito rispetto ad altre parti d’Italia. Naturalmente ci sarebbero tante cose che andrebbero approfondite e capite. Ad esempio, l’utilizzo dell’acqua a scopi idroelettrici, i cambiamenti geomorfologici dei corsi d’acqua, valutare la sicurezza idraulica nei confronti delle future alluvioni, studiare l’impatto dei cambiamenti climatici, ecc.. Direi però che non ci sono grosse situazioni patologiche delle quali spaventarsi.

Soffermiamoci su Pinerolo. Ci dice un pregio e un difetto di questa nostra città?
Sono torinese di nascita e abito a Pinerolo da 17 anni. Sin da subito sono rimasto colpito dalla personalità di Pinerolo, che gode di una bella posizione geografica e ha una lunga storia affascinante, testimoniata da un centro storico gradevolissimo. L’aspetto negativo è la sensazione del poco spazio dato ai giovani; forse se ne parla tanto, ma in realtà mi pare che siano esclusi da tutte le decisioni che contano. Lavoro in un ambiente fatto di giovani e ogni giorno ho la prova della loro grande forza e dell’importanza di coinvolgerli nelle decisioni. C’è bisogno di idee nuove e di entusiasmo: tutte doti che solo i giovani possono portare.

Acqua vuol dire anche ambiente, paesaggio, cura del territorio, ecc. Pinerolo e il circondario da questo punto di vista sono territori curati?
Discretamente sì. A confronto con altre zone d’Italia tutto sommato non possiamo lamentarci, c’è una buona cura del territorio.

Tra qualche mese si rinnova l’amministrazione comunale. Lei vede una priorità da suggerire alla classe politica della città?
Come detto prima, penso che una priorità sia un reale coinvolgimento dei giovani nella vita della città, non a parole ma nei fatti. Coinvolgerli nelle scelte, discutere con loro, lavorare ai loro progetti, rendere la città più viva e fiduciosa nel futuro.

Un giovane laureato nella sua disciplina che tipo di sbocco lavorativo può avere?
Quando si tratta di acqua si parla di una possibilità infinita di applicazioni e quindi il lavoro spesso non manca, anche in ambiti che parrebbero lontani dall’ingegneria. Per esempio, recentemente due miei tesisti hanno trovato lavoro nella FAO e si occupano di studiare i problemi acqua-cibo nei paesi dell’Africa, un dottorando sta invece per essere assunto in un centro di ricerca medica olandese.