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Gennaio 2016


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 Editoriale 

Caserma Bochard: serve un piano B!

di Antonio Denanni

Pinerolo Indialogo - Anno 7 - N.1 - Gennaio 2016

 
Ho partecipato alla conferenza organizzata dal Comitato Pin Hub per la valorizzazione culturale della Caserma Bochard. Numerosi i partecipanti, quasi tutti politici, qualche architetto, nessuno delle associazioni culturali della città. Già questa assenza è stata un segnale dell’interesse della città per una caserma abbandonata da ristrutturare: forse non si crede che una caserma ristrutturata possa rilanciare una città in decadenza. Altri assenti erano i giovani, ai quali si vorrebbero dedicare questi locali ristrutturati per avviare degli spazi di fab lab e altre attività culturali da inventare. Nel frattempo è partito l’affido dello studio di fattibilità da parte del Comune di Pinerolo.
È da ammirare l’impegno che si è assunto il Comitato Pin Hub, ma grande è il rischio che venga creato un altro sogno per la città come quello della "città della cavalleria", i cui nodi e costi stanno venendo al pettine.

Urge un piano B!

Forse è da rivedere tutto il progetto e l’idea di partenza di crearvi un "polo culturale" che abbia la forza di rilanciare la città. Sta qui, a nostro parere, la debolezza del progetto: Pinerolo non è una città che ha forza culturale attrattiva, i suoi musei sono dei piccoli musei di provincia, così anche le iniziative culturali delle varie associazioni che hanno una dimensione prettamente casalinga che non vanno al di là della città, sovente non hanno forza attrattiva oltre l’associazione stessa (il nanismo culturale di cui abbiamo parlato altre volte!). I giovani stessi a cui si vorrebbe dedicare questa caserma ristrutturata non credono che questo edificio (ce ne sono altri vuoti in città!) risolverebbe i loro problemi di disoccupazione e valorizzerebbe il territorio. Inoltre questi giovani gravitano dal punto di vista dello svago e della cultura su territori più vasti, principalmente su Torino, Pinerolo non basta loro, non vi trovano e non vi troverebbero la ricchezza culturale di cui hanno bisogno.

Urge un "piano B", come dicevamo, che a nostro parere non può che essere incentrato sul "polo formativo", considerato un’eccellenza della città, che ha forza attrattiva sul territorio circostante, specie alle Superiori, con giovani che arrivano fino dalla periferia di Torino (Nichelino, Candiolo, ecc.). Lo ha affermato la stessa presidente del Comitato Pin Hub Patrizia Polliotto affermando che la sua formazione giovanile presso il Liceo Porporato "non aveva niente di meno qualificante di quella di altri prestigiosi licei torinesi".

E se dedicassimo la Bochard ad insediarvi il Liceo Artistico, potenziando così il sistema formativo cittadino, con laboratori e locali espositivi aperti alle iniziative della città?

Antonio Denanni

      

                                                                        
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