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Gennaio 2016


Dialogo tra generazioni
 
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 Letture al giornale

Bilanci & Previsioni


Quelli che salveranno il nuovo anno

«L’anno nuovo ci porterà quello che noi saremo capaci di immettervi»


di Elvio Fassone

 

Pinerolo Indialogo - Anno 7 - N.1 - Gennaio 2016

 
Ad ogni inizio d’anno i bilanci e le previsioni si sprecano. E tuttavia sono inevitabili, come il morbillo da piccoli e le multe da grandi. Se è difficile sottrarsi a questo gioco, è però possibile dargli un senso diverso: ad esempio rammentando che l’anno nuovo ci porterà esattamente quello che noi saremo capaci di immettervi; ovvero, per dirla altrimenti, pensando che il nuovo anno avrà un sapore un po’ migliore se saranno molti quelli che salvano il mondo senza saperlo.

L’espressione "salvare il mondo" è iperbolica, ma è cara ai poeti e tanto vale usarla. Chi sono costoro? Ne fa un elenco J.L. Borges: "Chi è contento del fatto che sulla terra esiste la musica. Due impiegati che in un caffè del sud giocano in silenzio a scacchi. Chi cerca di giustificare il male che gli hanno fatto. Chi preferisce che abbiano ragione gli altri"; e tanti altri sconosciuti.

Possiamo arricchire l’elenco. Una donna che legge una fiaba ad un bimbo. Un ceramista che intuisce una forma nuova. Un uomo e una donna che hanno tentato in molti modi di avere un figlio, e, venuti a contatto con un piccolo abbandonato, decidono che quello sarà il loro figlio.

E ancora: chi si sente offeso non dalla scarsa considerazione che il mondo gli riserva, ma dal fatto che le donne che non ridono più, che gli uomini non piangono più, i bambini non giocano più, i vecchi non insegnano più.

Salva il mondo chi decide che d’ora innanzi non guarderà più gli anziani che incontra come se fossero esseri trasparenti. Chi si domanda che cosa ha sacrificato in favore dei senza casa che crepano di freddo, e si risponde di aver dato l’equivalente di due pacchetti di sigarette. Chi decide che non fumerà più.

Salva il mondo il politico che smette di usare le consuete frasi che rivestono il nulla, il dare un segnale forte, il chiedere che si assumano le loro responsabilità, e le sinergie e la strada che è tutta in salita, e le fasce deboli e l’approcciarsi alle problematiche guardando al futuro. E in cambio va a prendere parte a una manifestazione di immigrati che protestano contro il caporalato, anche se questo gli costerà un bel pacchetto di voti.

Salva il mondo il giovane che, di fronte alla disoccupazione giovanile del 40%, pensa che il 60% ce l’ha comunque fatta, e non c’è motivo perché lui non entri a far parte di questa quota.

Porta il suo piccolo contributo alla salvezza chi raccoglie la lordura gettata in terra dall’imbecille che lo precede, e si trattiene dal notificargli questa qualifica. Lo salva il padrone di casa che, pur in credito di varie mensilità di affitto, rinuncia a sfrattare la donna sola con due bambini, che porterebbe sulla strada la sua disperazione.

Lui non lo sa neppure, ma contribuisce alla salvezza l’uomo che è disposto a cambiare idea, a dire all’altro: mi hai convinto. Quello che avrebbe anche delle buone ragioni per dire basta agli immigrati, ma rinuncia ad invocarle. Quello che rivolge un complimento a una donna brutta in presenza di una molto bella. Che non considera virile l’interiezione triviale ogni cinque parole. Che legge a un bambino le terzine di un canto, perché sa che il bambino capisce, anche senza illustrazioni.

Lo salva chi ha appreso che non si può stare ovunque nel mondo; che alla fine bisogna scegliere un posto dal quale guardarlo, questo mondo; e questo posto è la strada dalla quale vedi la sofferenza degli altri.

Tutti questi personaggi non sono citati dagli oroscopi di fine anno, ma giustificano le scemenze ottimistiche che essi contengono.