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Pinerolo Indialogo

Gennaio 2016


Dialogo tra generazioni

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Dibattito sul futuro di Pinerolo /5

Il nostro patrimonio storico-culturale


«Pinerolo dev'essere pronta a giocare le sue carte e gli assi che possiede»

«Una risorsa straordinaria del nostro territorio è la sua unicità antropologica, essendo terra di frontiera, pianura e montagna, multi-culturale e multi-confessionale fin dal Medioevo». «Un lavoro prioritario che l’Amministrazione non ha mai avviato è l’inventario del Patrimonio Culturale della città»

di Dario Seglie, direttore del CeSMAP Pinerolo

Pinerolo Indialogo - Anno 7 - N. 1 Gennaio 2016

 

Proseguono gli interventi sul futuro di Pinerolo e sulle sue risorse da valorizzare (nella stesura dei prossimi programmi elettorali!): con Dario Seglie, direttore del CESMAP vediamo le risorse storico-culturali. AD

Nel decennio 1960 - 1970 un gruppo di giovani cattolici e valdesi, studenti universitari, liceali, impiegati, idraulici, tipografi, cuochi, agricoltori, avevano il loro punto fisso di ritrovo alla Gelateria D’Isep di Piazza Barbieri. Recentemente, il Sindaco Buttiero ha scoperto una targa sotto i Portici Nuovi a ricordo di quel sito dove si erano formati al confronto libero ed alla discussione democratica persone che hanno successivamente ricoperto anche ruoli apicali pubblici tra cui un Sindaco di Pinerolo, di Porte e di San Pietro. Anche lo scrivente era della "Gela"; un giorno -nel 1960- la nostra attenzione fu attratta da un evento eccezionale: un grande traliccio rotante con una palla di ferro attaccata ad una catena, una sorta di gigantesca mazza ferrata, ruotava e sbriciolava il "Palazzo di Cristallo" in Piazza Cavour. L’amministrazione di allora della città perpetrava una colossale infamia: in una settimana abbatteva proditoriamente l’enorme edificio, costruito nel secolo XVII dal Vauban, architetto militare del Re Sole Luigi XIV; era la caserma detta Hotel di Cavalleria e l’annesso maneggio (il cui ultimo uso fu come cinema, l’Onarmo); in pochi giorni a Pinerolo si stavano cancellando tre secoli di storia europea. L’intellighenzia dell’epoca non profferì parola.

Ma l’evento ebbe un effetto maieutico sui giovani della "Gela" che cominciarono a riflettere più a fondo sull’importanza del passato e dei beni che rappresentano la cultura di un territorio. Infatti, pochi anni dopo, dalla matrice della "Gela" sorgerà, nel 1964, il CeSMAP, Centro Studi e Museo d’Arte Preistorica il cui primo Presidente fu l’Ing. Cesare Giulio Borgna, già Comandante Partigiano, co-liberatore di Pinerolo nel 1945 e primo Vice Sindaco nel dopoguerra. In quegli anni si erano gettate le basi per fondare il Museo Civico a Pinerolo di Arte Preistorica, Archeologia ed Antropologia, con grande attenzione al territorio ed al contesto internazionale. Mezzo secolo di attività locale e di ricerca nei quattro angoli del mondo costituiscono il curriculum di questa istituzione che ha posto, fin dal 1974, un particolare impegno per la qualificazione dei giovani e per strutturate attività didattiche con le scuole di ogni ordine e grado che decretano -annualmente- il successo dei percorsi e laboratori interattivi (ben 16) oggi offerti alle scolaresche (http://cesmap.it/ ).

Tra pochi mesi, i cittadini saranno chiamati alle urne per eleggere i loro rappresentanti al Consiglio Comunale. Democraticamente, tutti dovremo esprimere, con la partecipazione al voto, la nostra idea di governance locale. Pinerolo, che rinnova la sua Amministrazione comunale, è la città capofila del territorio e quindi deve avere una visione ampia di area; ogni sua decisione (o indecisione) crea effetti territoriali vasti e complessi. Il disegno del nostro futuro sarà da porre in mano a persone - elette - capaci e determinate a trovare la sintesi tra interessi locali e quelli dei comuni limitrofi.

Una risorsa straordinaria del nostro territorio è la sua unicità antropologica, essendo terra di frontiera, pianura e montagna, multi-culturale e multi-confessionale fin dal Medioevo; i Governi centrali, dopo aver dichiarato che «con la cultura non si mangia» (Giulio Tremonti), recentemente, per bocca del Ministro per i Beni Culturali e Turismo (Dario Franceschini), hanno variato il tiro dichiarando che la Cultura è come «petrolio» per l’Italia, la più importante fonte di risorse a nostra disposizione. Pinerolo deve essere pronta a giocare le sue carte e gli assi che possiede.

La notizia della acquisizione della ex-Caserma di Cavalleria «Bochard di S. Vitale», passata in proprietà al Comune di Pinerolo per usi culturali, è un segnale nella direzione espressa dal Ministro Franceschini; il «polo culturale» che intende creare il Sindaco Eugenio Buttiero nei grandi edifici militari è esattamente su questa linea. I temi da affrontare per riempire di contenuti concreti questo «polo» sarebbero ancora tutti da ulteriormente discutere; un concorso di idee per un progetto di fattibilità non è stata la via scelta dall’Amministrazione che ha affidato direttamente ad un solo professionista il Progetto da tracciare. Si auspica che questo «polo» non debba essere soltanto un centro di servizi per la città, ma dovrà avere una valenza ed un valore a livello territoriale per tutto il Pinerolese. I punti forti del territorio pinerolese potranno avere alla «Bochard» una vetrina centrale multimediale ed interattiva, un info-point in grado di mettere in sinergia le risorse dei beni culturali ed ambientali, beni patrimoniali che ora sono isolati e molti anche abbandonati all’oblio, al degrado, al saccheggio ed alla scomparsa.

Conservare vuol dire avere un profondo senso di essere immersi nella cultura che è il retaggio del passato. Quindi la città come coacervo di memorie, stratificazione di edifici, di pieni e di vuoti, di giardini e di orti, è la patria piccola, la portatrice della storia piccola (a volte anche grande), con le sue pagine più o meno importanti e più o meno ben conservate, è la nostra carta di identità perché non vogliamo essere apolidi; aperti con tutti gli altri e con tutte le tradizioni e le culture, ma senza rinunciare ai millenni che stanno alle e sulle nostre spalle.

Pinerolo si è trasformata nei millenni: insediamento umano dal Neolitico Medio (V millennio a. C.) nucleo preistorico durante l’Età del Bronzo e del Ferro, quindi oppidum gallo-romano, sempre sulle medesime alture collinari affacciantesi sulla pianura, città murata e fortificata dall’alto Medioevo fino alla fine del XVII secolo, prima capitale del Piemonte con i Principi d’Acaja – Savoia, fortezza francese di prima classe col Re Sole, sede di Provincia e di sotto-Prefettura con Napoleone, città artigiana fin dal Medioevo; da sempre città militare, con il periodo aulico della Cavalleria e col prestigio internazionale - tra Ottocento e Novecento - per essere la sede più importante per l’equitazione moderna; Pinerolo città operaia la cui vocazione attuale, tra post-industriale, terziario avanzato e centro di servizi territoriali, stenta a trovare una regia autorevole con una linea che miri alto verso il futuro, disegnando la città che sarà Pinerolo nella seconda metà di questo primo secolo del terzo millennio d. C.

Concludo con un segno positivo di politica culturale: l’Amministrazione di Pinerolo aveva istituito - nel 2009 - una Commissione Civica per i Beni Culturali della città, formata da vari esperti per dare consulenza all’Amministrazione sulle tematiche di cui abbiamo trattato. Un lavoro che era stato individuato dalla Commissione come prioritario per la Città era l’inventario completo del Patrimonio Culturale da realizzarsi con schede ad hoc, progetto che l’Amministrazione non ha mai avviato. A casaccio, elenco alcuni nodi irrisolti del patrimonio monumentale edilizio cittadino: Palazzo Vittone, Chiesa di S. Agostino, Collegio "Louis-le-Grand" dei Gesuiti, Caserme francesi (ex Tribunale), Palazzo Acaja, Follone Turck, Arsenale francese (lato ex Carceri), ex Mascalcia e Veterinaria militare e, dulcis in fundo, l’acquisizione della ex Caserma "Bochard" che si aggiunge al già pesante fardello dei beni culturali monumentali di proprietà comunale, tutti in attesa di un piano generale che possiamo auspicare sia nei programmi dei candidati a Sindaco per la prossima tornata primaverile 2016 di elezioni amministrative. Ovviamente per fare questi programmi si può e si deve parlare con tutti, cittadini, associazioni, enti vari, perché o siamo in democrazia reale o torniamo in un astorico ed inaccettabile feudalesimo. Ma dopo il feudalesimo e l’assolutismo ci fu la presa della Bastiglia e su tutti i municipi di Francia, sulla facciata, è ancora oggi scritto a caratteri cubitali "Liberté, Egalité, Fraternité"; Pinerolo fu Francia per tre lunghi periodi, nel 1500, nel 1600 ed a cavallo tra 1700 e 1800. Non sarebbe di troppo e tanto meno sconveniente se sulla facciata fascista del Municipio (che maschera l’Arsenale francese del 1650) fosse scolpito, almeno idealmente, l’illuministico trinomio rivoluzionario.

Se sì, ce lo spiegheranno i candidati alle prossime elezioni che, sono certo, anche loro avranno messo nei loro intenti programmatici la Cultura al primo posto, seguendo le indicazioni governative del premier Matteo Renzi che ha dichiarato "ad ogni euro per la Difesa un euro anche per la Cultura".

Dario Seglie, Direttore del CeSMAP, Museo Civico di Archeologia e Antropologia di Pinerolo.