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Pinerolo Indialogo

Gennaio 2016

Dialogo tra generazioni

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  Teatro


Al Teatro Sociale

Lo Schiaccianoci

di Sara Nosenzo

Pinerolo Indialogo - Anno 7 - N.1 - Gennaio 2016

Uno spettacolo di grande prestigio e fama, replica di lunedì sera a Pinerolo sull’onda degli applausi della sera precedente a Torino. Il Teatro Sociale è trasformato, gremito di gente, i biglietti sono stati interamente venduti e la tensione per lo spettacolo è nell’aria. Il balletto è diviso in due atti e le musiche sono le creazioni di Pëtr Il’ic Cjakovskij. Bastano poche note per far scendere sulla platea la sensazione di torpore natalizio.

La bravura del corpo di ballo, il balletto di Mosca "La Classique", è percepibile dopo pochi passi e la loro sincronia nei movimenti è notevole e degna di nota. "Lo Schiaccianoci" è solo uno dei quattro spettacoli offerti dalla compagnia nella stagione 2014-2015: seguono "Don Chisciotte", "Il lago dei cigni" e "Giselle". Visto il periodo, prenatalizio, lo Schiaccianoci è stato certamente il più adatto per regalare alla città un augurio di buon Natale ricercato e di classe.

Le scenografie, quattro in totale, sono una vera opera d’arte: nella prima si entra in una via di città dove i personaggi si salutano e si scambiano i doni. Nella seconda, con un climax direzionale, entriamo nel castello della famiglia borghese che ospita la festa di Natale: i genitori della giovane protagonista, colei che si innamorerà dello schiaccianoci che riceverà in dono, accolgono i loro ospiti nella sala da ballo addobbata a festa con un altissimo abete, punto focale della stanza. La terza scenografia è un paesaggio innevato in cui la ragazza e lo schiaccianoci, ora principe liberato dal sortilegio, danzano sotto la neve. Nella quarta e ultima scenografia la storia si sposta nel castello del principe schiaccianoci dove i suoi ospiti si esibiscono.

Benché la bravura sia innegabile, soprattutto nel secondo atto si notano mancanza di trama o, per meglio dire, pare che la trama non sia in alcun modo importante per la narrazione di una storia. Nel castello del principe a coppie i ballerini si esibiscono in danze caratteristiche di alcuni paesi ritornando non una, ma due volte, per raccogliere gli applausi facendo crollare la quarta parete ripetutamente e facendo perdere allo spettatore il senso della favola. Questa è ovviamente una scelta di regia e può essere contestata fino a un certo punto, ma tolto l’esibizionismo estremo lo spettacolo può essere apprezzato dagli amanti del balletto.

Ciononostante uno spettatore medio semplicemente curioso e inesperto dell’opera perderebbe in fretta la voglia di acquistare un biglietto: una sera a teatro in questo caso costa come una cena per uno in un ristorante esclusivo. Come minimo si può dire che lo spettacolo non sia per tutti. Inoltre essendo un balletto, la bravura nella recitazione passa in terzo piano, dopo la danza e le scenografie. Essendo un teatro ad ospitare l’evento, questa mancanza è un peccato.