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Pinerolo Indialogo

Febbraio 2016


Dialogo tra generazioni

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 Benchmarking territoriale 



Imparare dalla Ruhr

Un esempio di riqualificazione del patrimonio industriale

 

di TAC - www.tac-lab.it

Pinerolo Indialogo - Anno 7 - N.2 - Febbraio 2016

Pinerolo e il pinerolese hanno avuto un glorioso passato industriale che, con la crisi di settore, ha lasciato in eredità importanti e, a volte, ingombranti complessi in declino, completamente vuoti, oppure usati impropriamente e che favoriscono degrado urbano e sociale. In tal senso, un intervento a livello territoriale è assolutamente necessario: una progettualità di ampia scala e sinergica che possa tramutare un pesante fardello in un’importante occasione di rilancio.

Un esempio quasi incredibile – ma non per questo motivo da non tenere ben presente in un’ottica di valorizzazione cittadina – è la riconversione che ha riguardato la grande e depressa regione della Ruhr, in Germania, famosissima per il settore di estrazione del carbone e la siderurgia, e altrettanto celebre perché immancabilmente presente sui libri di scuola quando si studia il periodo attorno alla Prima Guerra Mondiale. Oltre a ciò, la regione è nota anche per un altro triste primato: il pesantissimo inquinamento che l’afflisse per quasi tutto il secolo passato. Significativamente Willy Brandt, che fu tra l’altro Cancelliere Federale di Germania, nel 1961 disse: «Il cielo sopra il Distretto della Ruhr deve tornare ad essere di nuovo blu!».

E allora, in poco più di vent’anni, come si è potuti passare da una regione la cui massima aspirazione era rivedere l’azzurro del suo cielo, a un polo in grado di far convergere sul suo territorio 3 milioni di turisti nel solo 2013?

Tutto è partito dalla ferma volontà di non negare il passato industriale, ma di tramutare l’immagine di declino – fossilizzato sulle fabbriche abbandonate – in uno di più ampio respiro: un paesaggio unico e irripetibile, che racconta la storia di moltissimi cittadini e del loro lavoro. Per far ciò, è stato istituito un piano di coordinamento regionale (basato però su interventi specifici e di dettaglio, gestito dalle singole amministrazioni), che ha da subito previsto una progettazione partecipata che comprendesse attivamente sia l’autorità pubblica sia i privati, dai semplici cittadini al mondo imprenditoriale. La popolazione ha così potuto esprimere le proprie esigenze, tradotte in azioni grazie a investimenti sia a capitale pubblico che privato; tuttavia, la natura industriale dei luoghi è stata conservata, divenendo il motore della riqualificazione.

Ovviamente, non tutto il patrimonio è stato mantenuto: molto è stato trasformato, qualche esempio considerato meno importante abbattuto. Ciononostante, ogni intervento è stato indirizzato da un attento giudizio di valore, dettato da precise analisi tese a far emergere le peculiarità dei luoghi, senza restrizioni ideologiche.

Tra le realizzazioni più significative, un’ex area siderurgica sita lungo il fiume Emscher a Duisburg è divenuta un parco (Duisburg-Nord Landschaftpark) dalle molteplici vocazioni: sportive, naturali e agricole, sede di eventi culturali e musicali. Ora in questa ex industria è possibile praticare l’arrampicata all’interno delle cisterne svuotate, pattinare, fare jogging e camminate, in un paesaggio che ha saputo coniugare le peculiarità industriali con quelle naturali. Addirittura, in una regione assai lontana dal mare, è possibile fare immersioni subacquee, all’interno di gasometri dove sono state allestite grandi e profonde piscine.

A pochi chilometri di distanza, è sorto invece lo Zollverein Park di Essen: questo immenso complesso estrattivo è divenuto un parco culturale multifunzionale, che dal 2001 è perfino iscritto nella lista del Patrimonio Mondiale dell’Umanità dell’UNESCO.

Certamente, tutto questo è stato possibile grazie a un’attenta pianificazione e alla voglia di rilanciare un territorio in grande crisi, senza volerne cancellare il passato. Un ottimo esempio per chi vede in Pinerolo le industrie dismesse non solo come bruttura e degrado e, soprattutto, per chi siederà sulle poltrone direzionali negli anni a venire...