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Febbraio 2016

Dialogo tra generazioni

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 Giovani & Lavoro 

Il sistema dei bandi

Beretta Liverani: "Non si tratta di credere, ma di provare"

Da metà degli anni '90 una calo di domande dal Pinerolese


di A.D.

Pinerolo Indialogo - Anno 7 - N.2 Febbraio 2016

Il sistema dei bandi è un modo per le fondazioni di realizzare la propria mission distribuendo risorse per lo sviluppo del territorio e per le associazioni di finanziarsi per realizzare i propri progetti. Il mondo dei giovani non crede molto nei bandi perché pensano che siano appannaggio delle grandi associazioni e dei soliti noti. Abbiamo provato a parlarne con un funzionario del settore istituzionale della Fondazione CRT, Massimo Beretta Liverani.

Che cosa sono i bandi delle fondazioni od enti che li promuovono?
Sono degli atti formali attraverso i quali le fondazioni (come la Fondazione CRT) erogano dei contributi a fondo perduto al territorio per attività senza scopo di lucro che hanno finalità sociali. Quindi possono fare domanda per accedere a questi fondi associazioni senza scopo di lucro o enti pubblici che per fine istituzionale hanno un’attività che non è lucrativa. La partecipazione a questi bandi avviene ormai quasi esclusivamente con la compilazione di una domanda online. Ci sono richieste ordinarie e bandi specifici inerenti vari tipi di attività.

È vero che i bandi li vincono sempre i soliti noti?
No, non c’è niente di prefigurato o di predeterminato. E’ vero invece che chi dedica più energie a seguire le attività dei bandi, nel tempo impara a presentare progetti sempre meglio configurati e più confacenti al bando emanato. Ma, è importante sottolinearlo, il fatto che un’associazione abbia vinto il bando un anno, non è garanzia che lo vinca anche l’anno successivo. Conta l’esperienza dell’associazione: chi segue da più tempo i bandi è più attrezzato e attento agli obiettivi che vengono posti.

Dal Pinerolese vi arrivano molti bandi?
Non abbiamo una statistica di provenienza delle domande nel dettaglio. Però abbiamo notato che dalla metà degli anni ’90 c’è stato un calo di domande. Da un lato può essere dovuto ad un calo delle progettualità nel territorio e dall’altro magari alla minore attenzione a seguire quelle che sono le proposte delle fondazioni, come se ci fosse in qualche modo minore attenzione ai bandi. Va anche ricordato che tra Fondazione e Banca CRT, pur essendo due realtà distinte, in passato vi era un canale di collegamento che favoriva la presenza sul territorio, che nel tempo è venuto meno.

Un progetto di partecipazione a un bando quali caratteristiche dovrebbe avere per essere vincente?
La cosa importante è leggere il bando ed è una cosa che molto spesso non si fa. Si pensa che scrivendo una lettera, facendo una domanda si riesca a mettersi in luce e ad ottenere un contributo. Non è così. Dato il numero alto di richieste che riceviamo abbiamo bisogno della formalità dei bandi per valutare i progetti. Quindi prima di buttarsi nella compilazione della domanda bisogna leggersi approfonditamente il bando, tenendosi sottomano il regolamento dei requisiti minimi. Sovente vengono presentate domande che hanno un substrato di attività valido, ma il progetto è esposto in modo carente.

I giovani non credono molto nei bandi delle fondazioni. Può dare un consiglio?
Non si tratta di credere, ma come sempre nella vita di provare e magari scoprire che provando in realtà l’obiettivo era più vicino di quanto non sembrasse. Anche se il progetto che viene presentato è piccolo o l’associazione è sconosciuta, tutte le domande che riceviamo le valutiamo senza pregiudizio. Quindi il consiglio è di provare: in media un progetto su due ce la fa!

Anche le giovani associazioni stentano un po’ ad intercettare i bandi dei vari enti. È solo colpa dell’inesperienza di queste giovani associazioni oppure vi è anche diffidenza da parte degli enti?
Qui ci sono due aspetti che coinvolgono tutti gli enti che erogano contributi: uno è la garanzia che i soggetti che ricevono i contributi facciano le cose che nel progetto dicono di fare e l’altro che dimostrino con la propria storia di avere una certa esperienza, cioè che con i propri mezzi abbiano realizzato un’attività per almeno due anni. Le fondazioni nell’erogare i loro contributi hanno bisogno di questa affidabilità. Quindi anche qui il consiglio ad un’associazione neocostituita è di fare esperienza per un paio d’anni e poi di provare a partecipare ai bandi.