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Pinerolo Indialogo Febbraio 2016

Dialogo tra generazioni

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 Officine del suono 


Musica emergente

Martina Vinci


di Isidoro Concas

Pinerolo Indialogo - Anno 7 - N.2 - Febbraio 2016

 

Martina Vinci è una cantautrice e polistrumentista genovese attiva fin dal 2008 in diversi progetti.

Martina, quest’estate hai dato alla luce, dopo un intenso viaggio a Berlino, il tuo primo EP da solista, intitolato per l’appunto "Berlino". L’intero EP è permeato di suggestioni dalla città, dallo Zoo a Checkpoint Charlie, fino alle impressioni del ritorno. In che modo questo viaggio è stato così importante da averti ispirato un intero EP?
Credo che ciò che mi ha spinta a scrivere di Berlino sia il fatto che ho sentito molto vicina a me questa splendida città. Mi sono identificata nei suoi contrasti visivi e storici, negli angoli nascosti della periferia ricchi di graffiti, nei giovani in giro per le strade a riprendere, fare skateboard, dipingere, negli anziani in bicicletta, nel cibo, nelle lunghe camminate, nella musica. Ricordo la sensazione che ho provato la sera al ritorno dal concerto di Bobby McFerrin e Chick Corea alla Philarmonie: tutto era rilassato, anche la città sembrava in pace, c’era questo bellissimo contrasto tra i palazzi moderni e grigi sullo sfondo e più vicino a me vedevo il giallo caldo dell’edificio della Philarmonie, il cielo rosa-azzurro, la strada semi-vuota e un ragazzo in bicicletta. Ho pensato per un attimo che fosse la città più romantica in cui fossi mai stata.

Dopo diverse esperienze in gruppi od altri contesti, il tuo lavoro si è concentrato nella produzione da solista. Come sei arrivata a questa decisione?
Mi piace sia collaborare con altri musicisti, sia portare avanti progetti da solista ed è una cosa che continuo a fare. Da quest’estate collaboro spesso con ‘uNa Tale Band’ (Fausto Ciapica e Pietro Pesce), sono due musicisti bravissimi e splendidi amici. Durante i miei concerti coinvolgo spesso altri artisti e trovo che la condivisione che si crea durante le prove e il live sia qualcosa di magico e irripetibile. Anche per quanto riguarda la scrittura, compongo soprattutto da sola, ma anche con altri autori. Mi piace sperimentare, mettermi alla prova con generi, mentalità e modi di scrivere lontani dal mio. Se c’è affinità, possono nascere idee davvero belle.

Tu fai parte delle schiere di artisti dell’UGA, un collettivo di giovani musicisti genovesi. Come ti trovi all’interno di questa esperienza?
UGA (Unione Giovani Artisti) è un collettivo nato da un anno e mezzo a Genova per raggruppare musicisti, illustratori, scrittori, fotografi e tante forme d’arte, così da fare fronte comune nell’organizzazione di eventi in Liguria, ma presto anche in tutta Italia. Un punto forte di quello che portiamo al pubblico è la mescolanza di tutte queste forme espressive: durante i nostri eventi si possono ascoltare musica inedita o letture e nel contempo assistere a live painting digitale o su tela e a mostre fotografiche o di illustrazione. Cooperare rende tutto più entusiasmante, anche se la gestione non è sempre facile. Con molti dei musicisti del collettivo sono già nate delle collaborazioni e spero continuino nel tempo!

Ora stai portando in live il tuo EP e le molte altre canzoni che hai composto. Quali saranno i tuoi prossimi progetti in programma?
Ci sono moltissimi progetti che ho in mente e di cui svelerò tutto nei prossimi mesi. Ho in programma una ristampa dell’EP "Berlino" in una versione in parte rinnovata, ci saranno collaborazioni con altri artisti da adesso fino alla prossima estate e sto già pensando ad un prossimo EP, mentre continuo a lavorare ad un album sperimentale che vedrà la luce più avanti.