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Pinerolo Indialogo

Marzo 2016


Dialogo tra generazioni

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 Benchmarking territoriale 



L'Hafen City di Amburgo

La più grande riqualificazione urbanistica d'Europa

 

di TAC - www.tac-lab.it

Pinerolo Indialogo - Anno 7 - N.3 - Marzo 2016

Amburgo è la seconda città della Germania dopo Berlino e sorge adagiata sull’estuario del fiume Elba. Famosa ai più per essere una delle città portuali (senza il mare però) più importanti d’Europa, ha tratto dall’acqua tutte le risorse necessarie per diventare sin dal medioevo una città prospera e internazionale.

È proprio in questo contesto, più in particolare nell’area storica di Speicherstadt con il vecchio porto e i suoi magazzini, che la città ha deciso di puntare e di attivare il più vasto progetto di riqualificazione d’Europa per estensione, denominato Hafen City.

Il progetto, approvato nel 1998 in seguito ad un concorso di progettazione internazionale, vedrà il suo completamento nel 2025 e prevederà la realizzazione di un’area di 155 ettari pari al 40% dell’estensione della città attuale, interamente circondata dalle acque del porto. Tutta la trasformazione è stata coordinata e promossa attraverso una serie di concorsi di urbanistica e architettura che hanno portato a competere le migliori firme dell’architettura europea e mondiale, riattivando una porzione di città un tempo ritenuta marginale.

Così un’area un tempo destinata soltanto al lavoro duro dei traffici mercantili e volutamente separata dal resto del tessuto cittadino, è ormai diventata una nuova centralità e accoglie un mix di funzioni che vanno dal commercio agli spazi per la cultura, alle residenze e ai luoghi di lavoro, non più soltanto legati alle attività portuali ma alle professioni creative del terzo settore, dei servizi, della creatività e della produzione digitale. Ma la cosa ancora più importante è che attirando nuovi ed enormi investimenti, questo piano di riqualificazione ventennale di Amburgo ha accolto nuove sfide diventando un laboratorio di buone pratiche e di processi che stanno facendo da apripista per il resto della Germania e dell’Europa, tanto da meritarsi l’appellativo di Città cantiere.

Nel 2013 infatti Amburgo ha ospitato la Mostra Internazionale di Architettura Iba Hamburg (Internationale Bauasstellung Hamburg) per la quale si è impegnata a realizzare una cinquantina di progetti di residenze innovative nell’area sud della città chiamata Wilhelmsburg, andando a creare un quartiere ecologico sperimentale e innovativo dove le più moderne tecnologie costruttive sono state mescolate ai nuovi modelli abitativi del co-housing in mezzo alla natura. Tutto ciò è stato possibile grazie ad una partnership tra progettisti, imprese e sponsor tecnici ed è stata sviluppata con particolare attenzione al cambiamento climatico.

Come per la riqualificazione di Hafen City, anche in questa occasione si è scelta la via dei concorsi pubblici di architettura, indicendone uno anche per il nuovo parco ecologico che ha riconvertito l’area dell’ex discarica Georgswerder.

Ultimo ambizioso progetto della città di Amburgo è invece legato alla mobilità: tema tra i più importanti per le agende degli amministratori e dei pianificatori, anche del nostro territorio. L’amministrazione della città tedesca, in questo ambito, si è impegnata a raggiungere l’obbiettivo di diventare la prima città in Europa Car free, ovvero di rendere la città e i suoi cittadini liberi dal traffico veicolare privato.

Attraverso il progetto Green Network, ad Amburgo nasceranno percorsi pedonali e piste ciclabili per permettere a tutti i cittadini di avere a disposizione vie di comunicazione sicure che colleghino i diversi punti di interesse della città, mettendo a sistema delle aree verdi, veri e propri polmoni capaci di ridurre la CO2 e di essere luoghi di socialità.

Abbiamo visto dunque come una città fortemente mono-funzione come Amburgo ha deciso di definire il suo futuro sostenibile con un Piano strategico a lungo termine attraverso tre punti semplici ma fondamentali: puntare sulla varietà, sulla qualità diffusa attraverso il recupero di aree periferiche ma dal forte legame con la storia della città, sull’innovazione, sia di processo che di tecnologie legate all’abitare e al vivere in condivisione, e cosa più importante di tutte sulla mobilità dei suoi cittadini e dei suoi visitatori e sull’infrastrutturazione verde.