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Pinerolo Indialogo

Marzo 2016


Dialogo tra generazioni

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Docenti universitari pinerolesi / 26

Intervista a Franco Algostino, Ingegneria

«Pinerolo la trovo una cittadina gradevole a misura d’uomo...» 

"Sono entrato al Politecnico come studente nel 1962 e poi ho proseguito come docente fino al 2014, oltre mezzo secolo"

 

a cura di A D
Pinerolo Indialogo - Anno 7 - N.3 - Marzo 2016

Ci parla di sé e del lavoro che ha svolto in ambito universitario?
Sono entrato al Politecnico come studente nel 1962, mi sono laureato in ingegneria civile nel 1967, e, da allora, sono rimasto al Politecnico fino al 2014, anno in cui sono andato in pensione; la mia presenza al Politecnico è durata quindi per più di mezzo secolo.
Ho tenuto corsi per studenti di ingegneria energetica, chimica, aeronautica, e per studenti di architettura.
Dal 1990, con alcuni colleghi di discipline diverse, abbiamo assunto, nell’ambito di una convenzione stipulata dal Politecnico con le famiglie delle vittime del disastro aereo di Ustica, l’incarico di consulenti di parte civile. E’ stato un periodo di attività durato una quindicina di anni, in cui abbiamo dovuto occuparci di problemi spesso molto diversi dai nostri campi di ricerca, ma è stato un periodo di attività appassionante. Sempre in quegli anni sono stato consulente nel processo riguardante i fatti avvenuti, durante il G8 di Genova, nella scuola Diaz.
La mia attività di studio è quindi spesso uscita dal campo strettamente inerente alla Scienza delle costruzioni.

La sua è la materia di base degli ingegneri e degli architetti. Ce ne parla?
Quando ero un giovane ingegnere spesso veniva da me un amico architetto con qualche progetto particolare e mi chiedeva se, dal punto di vista strutturale, era logico, in caso contrario lo avrebbe abbandonato. Questo mi sembra un modo molto corretto di affrontare l’architettura.
La Scienza delle costruzioni comunque non riguarda solo le opere architettoniche, ma pressochè tutti i rami dell’ingegneria, in una struttura aeronautica ad esempio è fondamentale una ottimizzazione al fine di ridurre il peso.

Un docente di Scienza delle costruzioni come lei mi ha detto che i suoi migliori allievi venivano dal liceo classico. È capitato anche a lei?
I migliori allievi sono quelli che hanno imparato a ragionare e si chiedono il perchè delle cose e non si accontentano di "manuali di istruzioni", sicuramente il liceo classico fornisce questo tipo di formazione mentale, o forse chi sceglie il liceo classico ha già questo approccio nei riguardi del sapere.
In questa logica trovo che un aspetto positivo della formazione dell’ingegnere italiano è quello di preparare a ragionare più che insegnare come si realizzano determinati processi. Questo porta ad avere persone forse meno pronte per il mondo del lavoro, ma sicuramente più capaci di affrontare problemi nuovi; forse, purtroppo, questo aspetto sta cambiando con una specializzazione sempre più spinta.

Dal punto di vista strutturale come vede il patrimonio edilizio pinerolese?
La maggior parte delle costruzioni pinerolesi, compresa casa mia, sono state realizzate prima che si tenesse conto di criteri antisismici, fortunatamente il rischio sismico non è alto...
Nelle zone montane, ci sono begli esempi di architettura rurale, spesso però rovinati da ristrutturazioni poco rispettose.

Sull’archeologia industriale pinerolese invece cosa dice l’occhio dell’ingegnere?
Come cittadino di Pinerolo trovo che la presenza, nel centro della città, di vecchi edifici industriali fatiscenti sia indecorosa; penso che quelle aree andrebbero utilizzate per aree verdi, servizi per i cittadini e edilizia residenziale o commerciale, in modo da non occupare con nuove costruzioni aree attualmente agricole.

Veniamo a Pinerolo, sua città di residenza da 25 anni. Che cosa le piace e che cosa la disturba?
Da quando sono andato in pensione vivo molto di più a Pinerolo, e quindi conosco meglio la città; la trovo una cittadina gradevole, a misura d’uomo in cui ci si può muovere a piedi. Ciò che manca maggiormente sono le opportunità di lavoro, ma questo non è un problema solo di Pinerolo.

Siamo in campagna elettorale per le prossime amministrative. Qual è a suo parere la cosa che dovrebbe esserci in cima alla lista delle cose da fare?
Le cose da fare sono sempre molte, purtroppo le esigenze cozzano contro la scarsità dei mezzi. In questo momento di crisi penso che la priorità fondamentale sia l’attenzione al sociale: in una comunità in cui una parte dei cittadini vive in una condizione di disagio si sta peggio tutti.

Invece qual è la realtà che dovrebbe essere valorizzata di più?
Occorrerebbe valorizzare di più la montagna creando opportunità di lavoro in un’agricoltura montana ecosostenibile, eventualmente anche con sovvenzioni.

Lei si interessa di volontariato nel settore abitativo, ce ne parla?
Da quando vivo a Pinerolo mi occupo delle case di accoglienza del "Riparo", nate per soddisfare le emergenze abitative e, da quando è nato, faccio parte del "Comitato Rete Casa del Pinerolese".

Ci parla nello specifico anche del "Comitato Rete Casa del Pinerolese"?
Il comitato è nato da circa due anni: ci si è resi conto che, oltre alle persone in emergenza abitativa perchè prive di reddito o con reddito insufficiente, esiste una classe di persone a basso reddito che hanno difficoltà nel far fronte alle spese per la casa e che, pur non essendo in condizioni di povertà, rischiano di caderci.
Il comitato ha stipulato convenzioni coi comuni di Pinerolo, Cumiana e ora anche None, in cui il comune concede, a fronte di affitti ridotti che a Pinerolo rientrano negli affitti calmierati, una riduzione IMU e altre garanzie; nel comune di Pinerolo i proprietari usufruiscono anche della riduzione dell’IRPEF.
Il comitato mette in contatto i proprietari e i potenziali inquilini, li segue negli adempimenti burocratici e, dopo, nelle eventuali difficoltà che dovessero sorgere.
Nel comune di Pinerolo, abbiamo stipulato una quindicina di contratti di locazione, in alcuni casi con riduzione dell’affitto per inquilini già presenti: i proprietari si sono resi conto che ciò che prendono in meno viene compensato dalla notevole riduzione fiscale, e gli inquilini, avendo meno difficoltà, sono più puntuali nel pagamento. Fino ad ora non sono sorte difficoltà.
I contratti conclusi non sono molti, avremmo voluto farne di più, sono molte le persone che si rivolgono a noi per cercare casa. Purtroppo i proprietari spesso preferiscono tenere l’alloggio vuoto, piuttosto che affittarlo. Occorre che chi ha un alloggio si renda conto che, affittando a prezzo calmierato, oltre a compiere un’opera di solidarietà risolvendo il problema abitativo di una famiglia, fa un’operazione che economicamente può essere vantaggiosa.
Abbiamo bisogno di trovare alloggi, se volete saperne di più potete contattare il comitato al numero 3246897043.