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Pinerolo Indialogo

Marzo 2016


Dialogo tra generazioni

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 Uomini-Donne del pinerolese


Roberta Bozzalla, una vita con la danza

La danza è un'arte performativa di tutto il corpo

a cura di Sara Nosenzo  

Pinerolo Indialogo - Anno 7 - N.3 Marzo 2016

 

Ci racconti un po’ di lei …
Sono nata a Pinerolo e ho iniziato a far danza all’età di quattro anni, sotto la spinta della mia bisnonna, presso il Circolo Sociale di Pinerolo che era una succursale del Teatro Regio di Torino. All’epoca a Pinerolo c’era danza, calcio e pallavolo: si può dire che la scelta era molto limitata, a differenza di adesso. Ho sempre fatto stage in Italia e all’estero, fino a che il mio viaggiare mi ha condotto a New York di cui ho un bellissimo ricordo. Era un altro mondo per me: le lezioni che frequentavo, fino a dieci ore al giorno, avevano la musica dal vivo. Intanto mi sono iscritta all’ISEF per diventare insegnante di ginnastica. È proprio grazie a questo viaggio che ho potuto conoscere il mondo della ritmica ed entrarci, come coreografa, fino ad innamorarmene. Per quindici anni mi sono occupata della ritmica finché non mi sono iscritta e ho vinto un concorso per le navi da crociera. Questo lavoro mi ha permesso letteralmente di vedere tutto il mondo perché al tempo le tratte cambiavano e anche se i ritmi erano estenuanti, l’esperienza è stata davvero appagante ed emozionante. Tornata a casa ho ripreso con la ritmica a livelli meno sostenuti per potermi dedicare anche alla mia famiglia che stava crescendo.

Dal punto di vista sportivo iniziano ad affacciarsi alcune nuove discipline, ce le può spiegare brevemente?
Una novità che offriamo è la partecipazione a un musical tramite la scuola "Voce del verbo cantare" di Grazia Di Michele e Francesca Ficara, specializzata nel canto, in collaborazione con le nostre ballerine. In questo modo le ragazze entrano in contatto con un altro tipo di danza, quella legata al teatro, la quale offre un ambiente poliedrico che non può far altro che stimolarle nella danza e nell’interazione con l’altro. Da quest’anno abbiamo anche un settore sportivo in cui rientra il cheerleading che si sta affacciando sul mondo italiano e si divide in cheerdance dove ci sono i pon pon e il cheerleading composto di lanci, prese e figure. A differenza della danza e della ginnastica, il cheerleading permette di avere atleti di età più elevate: il mio gruppo va dai quindici ai venticinque anni; l’anno scorso avevo due atlete, quest’anno, invece, ne ho trenta divise in sei team. Questa nuova disciplina sta iniziando col piede giusto. Inoltre, la generosità del Dottor Cappellin si è tradotta in borse di studio per le ragazze più meritevoli e con difficoltà economiche così da non precludere ad un talento la possibilità di tentare la strada della danza.

Cosa può trasmettere un’arte performativa?
La questione è molto complessa: quando balli devi riuscire ad entrare nel personaggio, ti devi trasformare. Ci sono ballerine molto brave che però non trasmettono nulla al pubblico; è un aspetto da non sottovalutare. Essendo arti performative necessitano del coinvolgimento di tutto il corpo, soprattutto il volto dove la maggior parte dell’emozione traspare. La danza, come molte discipline, è rigore, educazione, uno stile di vita e per questo motivo le ragazze devono attenersi a delle regole di comportamento e abbigliamento.

In vista delle elezioni comunali, cosa vorrebbe chiedere al nuovo sindaco?
Dal punto di vista sportivo si potrebbero adottare delle migliorie nella gestione e nella manutenzione degli spazi comunali e, in particolare, delle palestre. Spesso non si possono utilizzare degli spazi perché il riscaldamento non è funzionante o perché se piove troppo forte c’è il rischio che si allaghi tutto. Questo crea disagio e difficoltà nel continuare il duro lavoro di ogni atleta, di qualunque sport si tratti. Infine, chiederei una maggiore attenzione sul tema sicurezza: dalle buche nelle strade, alle strutture, al degrado dei rifiuti gettati per strada quali bottiglie di vetro, mozziconi di sigaretta e altro.