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Pinerolo Indialogo Marzo 2016

Dialogo tra generazioni

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 Officine del suono 


Musica emergente

Gli As Once


di Isidoro Concas

Pinerolo Indialogo - Anno 7 - N.3 - Marzo 2016

 

Gli As Once sono un duo acustico di Pinerolo, formato da Marco Negro e Andrea Salmaso.

Ragazzi, tra un due settimane suonerete allo Stranamore. Fino ad ora le vostre comparsate live sono state brevi e sporadiche, anche se il progetto esiste da quasi un anno: a cosa si deve questa assenza dalle scene?
In questo anno abbiamo dato la priorità alla scrittura dei pezzi e prima ancora alla ricerca di un suono "nostro". Prima di questo autunno avevamo pronti una decina di pezzi ma ci siamo accorti che non era il genere che volevamo proporre; così abbiamo deciso di azzerare tutto per riscrivere canzoni nuove. In questo percorso di scrittura però proprio assenti non siamo stati: dalla scorsa estate abbiamo fatto 8/9 concerti, una media di uno al mese, proprio perché non volevamo tralasciare un aspetto fondamentale come quello dei live. Essendo in una fase di work in progress abbiamo privilegiato eventi privati e serate in cui la nostra musica accompagnava e non era la protagonista. Tante di queste serate erano eventi privati e per ovvi motivi non potevamo pubblicizzarle: da qui la nostra apparente assenza!

Nel tempo, crescendo, avete anche cambiato nome: perché avete scelto di passare a As Once, qual è la storia dietro al vostro nome?
All’inizio avevamo scelto Yestreen Ease, un nome che ci piaceva molto e ci caratterizzava. Con il passare del tempo però, abbiamo cambiato il nostro modo di scrivere i pezzi, sperimentando sonorità che prima avevamo escluso. Ci è venuto naturale cercare un nome che ci rispecchiasse maggiormente in questa dimensione musicale, proprio come Yestreen Ease aveva fatto agli inizi del nostro progetto. Dopo molti dubbi e discussioni abbiamo finalmente trovato il nome che ci caratterizza, l’attuale As Once. È un nome immediato, fluido e facile da ricordare. La cosa bella di un nome è che ognuno puó attribuirci il significato che più gli piace, con tutte le sue possibili sfaccettature. Il nostro significato? Beh, vi facciamo una proposta: ascoltate la nostra musica e sarà chiaro quello che intendiamo trasmettere.

Della vostra produzione inedita si è potuto sentire pochissimo, da questo aspetto quali sono le vostre direzioni?
In programma abbiamo qualcosa, ma per ora preferiamo non svelare nulla!

Nelle comparsate in live che avete fatto figurano luoghi come la biblioteca Alliaudi o gli aperitivi di Officina Pinerolese: non essendo la vostra propriamente musica da ballare, qual è l’ambiente che cercate di dare, con la vostra musica?
Gli eventi che hai citato erano tutte serate in cui la nostra musica accompagnava, e giustamente, visto il tipo di evento. Quindi in quelle occasioni abbiamo dato alla nostra musica un aspetto più minimal, più soft. In realtà pensiamo che nelle nostra musica ci siano degli elementi che possano far venir voglia di muovere fianchi e testa! Chiaro, se volete ballare tutta la sera forse è meglio organizzare una serata in discoteca...

Quello che proponete è molto lineare, in un’epoca di forti contaminazioni voi tornate alla formazione chitarra/voce. Come siete giunti a questa scelta?
Questa in realtà non è stata una vera e propria scelta, è stato un percorso molto naturale. Entrambi sentivamo di poter esprimere noi stessi con questo tipo di musica, semplicemente abbiamo seguito le nostre inclinazioni musicali. Fin da subito abbiamo deciso di proporre questa idea e le canzoni sono state scritte proprio con quest’impronta acustica. Non neghiamo che per molte canzoni abbiamo previsto, per future registrazioni, la possibilità di includere altri strumenti.