Pinerolo Indialogo

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Pinerolo Indialogo

Aprile 2016


Dialogo tra generazioni

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 Benchmarking territoriale 



CLAC - Centro Laboratorio Arti Contemporanee

Un'impresa culturale resiliente di Palermo

Un bell'esempio per Pinerolo

 

di TAC - www.tac-lab.it

Pinerolo Indialogo - Anno 7 - N.4 - Aprile 2016

È sempre più chiaro che la cultura ci salverà. Gli esempi li abbiamo anche vicini a noi: la mostra dedicata a Monet allestita alla GAM è stata la mostra più visitata d’Italia. Torino a gennaio è stata inserita dal New York Times tra le 52 città da visitare nel mondo nel 2016. È innegabile che sia in gran parte merito della cultura e dei luoghi ad essa dedicati nati negli ultimi anni. Torino ha saputo reinventarsi a partire da qui e sembra che questa nuova anima stia funzionando. Non è chiaro se sia stato un disegno politico o una spinta dal basso, ma è un dato di fatto che la rigenerazione urbana stia funzionando anche come fattore di ricomposizione della coesione sociale.

Come sempre, però, abbiamo voluto guardarci intorno per scovare una buona pratica da presentarvi, a cui sia Torino che Pinerolo potrebbero ispirarsi.

Il progetto fa capo a CLAC, un’organizzazione resiliente di Palermo. Innanzitutto cerchiamo di definire cosa significa resilienza. La resilienza è la capacità di adattarsi a un cambiamento, non solo come accettazione, ma anche e soprattutto come spinta nuova proprio grazie a quelle stesse condizioni che cambiano.

Dal 2003, CLAC lavora nella città di Palermo con la cifra distintiva di adattarsi a contesti mutevoli e, nello stesso tempo, di cambiare il territorio attraverso progettazione e innovazione culturale. Si occupa di tante cose e pensa l’agire culturale come capacità di muoversi in ecosistemi sociali ed economici diversi utilizzando capacità trasversali.

Arriviamo al perché ci hanno colpito (come se tutto quello che vi ho appena illustrato non bastasse!). Ci hanno colpito per un progetto molto interessante che prende il nome di "Tour di Primavera". A partire dall’idea che "bisogna trascorrere più tempo con le persone che sanno fare le cose", CLAC ha lavorato con e sugli artigiani presenti nel centro di Palermo.

Uno dei problemi più grandi che l’avanzare dei centri commerciali ai margini delle città ha creato, è stato infatti il depauperamento dei centri cittadini. Come già detto sopra, rigenerazione e presenza vanno di pari passo a coesione sociale. Ecco perché un centro storico privo di negozi, di attività, è avamposto solo di criticità.

Non è propria solo di Palermo, però, la spinta dal basso da parte di botteghe artigiane a riprendersi gli spazi abbandonati e riscoprire una vendita al dettaglio di qualità che si contraddistingue per diventare una vera e propria relazione e conoscenza tra cittadini, fruitori degli stessi spazi e valori ad essi connessi.

Sono partiti da qui i professionisti di CLAC per studiare appunto i Tour di Primavera con gli "Artigiani al Centro" per la promozione degli artigiani di Palermo.

Alle spalle di questo ambizioso progetto c’è la Fondazione Telecom Italia, ma l’idea arriva dal basso, da cittadini che hanno voluto riprendersi il centro storico della loro città e le attività che lo contraddistinguevano da sempre.

Il Tour prevede diversi itinerari a piedi per conoscere le botteghe e incontrare gli artigiani. Non solo vendita ed esposizione, ma storie. Le storie di chi sa fare. Le storie di chi lavora con le mani la ceramica, il legno, il ferro, ma anche il grano, il pesce, l’uva, il latte… Da una parte chi ha scommesso sul proprio saper fare, dall’altra la città fatta di antri, viuzze, monumenti, sapori, vicoli legati a fatti storici, odori e profumi. Il tutto viene reso ancora più unico da un tema legato a volte alla musica, a volte all’olfatto, a volte al nome di una via che evoca collegamenti con mondi lontani che sono passati da Palermo o dalla Sicilia.

Questo progetto è anche diventato un’app e l’ Università lo ha studiato per trarne un’etnografia artigiana della città di Palermo.

L’idea di base è assolutamente innovativa e vincente: fare della tradizione eno-gastronomica siciliana il settore trainante di altre forme di produzione artigianale che rischiano di diventare definitivamente invisibili, in modo da creare una filiera i cui prodotti si sostengano a vicenda.

La nostra domanda, a questo punto, è chiara: perché non prendere spunto da questa best practice? Una città come Pinerolo dovrebbe ripartire da ciò che c’è, da ciò che ha. Un centro storico splendido, con palazzi storici di grande interesse, chiese con organi tra i più antichi d’Europa. Una recente spinta a voler rivivere questi luoghi, in particolare da parte dei giovani. Una forte volontà di far tornare la produzione al centro, inteso sì come centro storico ma anche come questione fondante.

Perché non porci questo obiettivo anche in vista delle prossime elezioni?

Palermo