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Pinerolo Indialogo Aprile 2016

Dialogo tra generazioni

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 Officine del suono 


Musica emergente

Limitless


di Isidoro Concas

Pinerolo Indialogo - Anno 7 - N.4 - Aprile 2016

 

Simone Maniscalco, in arte Limitless, è un rapper pinerolese.

Simone, qualche mese fa è uscito il tuo primo mixtape, Ascension. Come è nato questo progetto, attraverso quale percorso sei arrivato a questo traguardo?
Ho sempre avuto la passione per il rap, quando ero piccolo non sono mai mancati Fabri Fibra, Eminem e tutti i più famosi nelle mie cuffie. Adesso ascolto molti tipi di musica, tutto può servire, ma la mia voglia di rap ha continuato a crescere fino ad intasarmi la memoria del pc e del cellulare di hip-hop.

Quando ho incominciato ad approcciarmici per scherzo, con un freestyle con degli amici che già lo facevano seriamente mi è piaciuto, ed ho deciso di provare a praticarlo. DI pari passo cominciai anche a scrivere. Fortunatamente, avendo la costanza per continuare ed amici critici quanto me, migliorare era cosa matematica. Ho sempre voluto fare un mixtape e dire "Questo l’ho fatto io, sono io!" e pomparlo in macchina da buon tamarro: ora saranno tre anni che rappo seriamente, e nell’ultimo anno ho deciso: "Basta! Fuori Ascension Mixtape!".

Un mixtape, solitamente, lascia più libertà a chi rappa nella scelta delle strumentali. Come ti sei regolato? Sono presenti solo strumentali altrui o ci sono produzioni originali?
Per ora il mixtape è la cosa migliore per me, si trova un beat e ci si rappa subito su, così la roba gira, all’inizio devi farti sentire, mica fare lo splendido. Un album è una cosa che per ora non considero. Non c’è nessun beat originale nel mixtape, ma in cantiere c’è un progetto con un amico per il prossimo mixtape, o quello dopo ancora, chissà.

Si nota una certa varietà di flow ed ambientazioni, tra un pezzo e l’altro. Tra chi cerca di proporre un proprio singolo suono e chi punta più alla poliedricità, tu sei tra i secondi: da che deriva questa scelta?
Questa è stata una scelta che ho ragionato molto, ho pensato che essendo la prima roba che la gente avrebbe ascoltato di me non volevo bruciarmi una fetta di pubblico perchè faccio un genere che non gli aggrada, e poichè l’hip-hop mi piace nelle sue tante sfumature, anche se sono principalmente sull’hardcore new-school, ho deciso di svarionarmela un po’. La cosa mi piace molto, ed Ascension è così.

Dopo questo primo lavoro, quali sono i prossimi progetti a cui stai lavorando? Che hai fatto in questi mesi?
Io preferisco fare poche cose ma farle bene, per ora ci sono due progetti in vista: uno è un probabile Ascension Mixtape vol.2, l’altro non riguarda soltanto me, ed è ancora segreto.