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Pinerolo Indialogo

Aprile 2016

Dialogo tra generazioni

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  Teatro


Uno spettacolo vibrante e sincero

Cyrano de Bergerac

di Sara Nosenzo

Pinerolo Indialogo - Anno 7 - N.4 - Aprile 2016

Cyrano de Bergerac è uno spettacolo vibrante e sincero dall’interpretazione viva e coinvolgente.

Il Cyrano de Bergerac incarna le figure e i valori di un’acuta rivisitazione de La Bella e la Bestia in chiave neoromantica. Il protagonista, Cyrano appunto, è un poeta/soldato che la sorte ha marchiato con un naso abnorme e un animo gentile, compassionevole e attento alle bellezze del mondo. Tra tutte le più belle, Cyrano non ha occhi che per sua cugina Rossana, nobildonna in età da marito. I due, cresciuti insieme come amici fraterni, condividono un profondo affetto che agli occhi di Rossana non supera la barriera dell’innamoramento: per lei cugino appare e cugino rimane. Degno consigliere e innamorato immerso nel mistero, Cyrano occupa le sue giornate in scaramucce e scontri a colpi di spada annegando il suo malessere nella violenza fisica e verbale mantenendo tuttavia l’eleganza e la scaltrezza che lo contraddistingue. Non fosse per il naso, quell’appendice che adorna e sforma il volto, il suo animo da poeta potrebbe osare e intraprendere la battaglia per conquistare il cuore della bella Rossana, ma dal suo punto di vista l’aspetto esteriore è l’unica porta per l’interiorità.

La trama iniziale svela subito i toni dello spettacolo che andrà a presentarsi: un dramma amoroso che non auspica un lieto fine. Il tutto si infittisce con l’apparir di numerosi pretendenti per la mano di Rossana e, primo fra tutti, di Cristiano il giovane soldato bello d’aspetto, ma come un burattino quando si tratta di parlar di sentimenti. E da burattino, qual è, ripete le parole di Cyrano, che per amor di Rossana, le regala l’innamoramento che vorrebbe avesse, solo con un altro volto, quello di Cristiano. La scena è struggente: l’amore e le parole sono di Cyrano, ma hanno il suono della voce di Cristiano e il suo volto è quello che Rossana vede e non può far altro che innamorarsene, lasciando che la bellezza catturi la sua attenzione, e le soavi parole il suo cuore.

Jurij Ferrini dirige e interpreta uno spettacolo curato nei dettagli, fedele all’originale ed estremamente attrattivo. Il suo Cyrano ha voce fiera e profonda, autoironico e sincero cattura il pubblico strappando risate nei primi atti dello spettacolo. La scelta minimal della scenografia permette di prestare maggiore attenzione alla recitazione, allontanando le distrazioni. «Il teatro dovrebbe essere solo un incontro tra esseri umani… tutto il resto serve solo a confondere» così diceva Ingmar Bergman e così è questo spettacolo. I veri protagonisti sono i sentimenti che incarnano la storia e gli attori non sono che il tramite: corpo e voce che donano sfericità all’idea che Ferrini ha del Cyrano.

Una storia da vedere e assaporare, lasciandosi scappare qualche lacrime. L’interpretazione è naturale e ricercata, la regia fine ed essenziale nelle scelte di messa in scena e nella distribuzione dei ruoli, lasciando ad ogni personaggio uno spazio per esprimersi e lasciarsi conoscere dal pubblico. Caldamente consigliato.