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Pinerolo Indialogo

Maggio 2016


Dialogo tra generazioni

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Arte, Mostre, Musei 

 Davide Sorasio, New York

Direttore di Fotografia e Assistant Camera

di Chiara Gallo 


Pinerolo Indialogo - Anno 7 - N.5-Maggio 2016

 

 Davide Sorasio ha 26 anni, si è diplomato al Liceo Classico e dopo aver conseguito la laurea in Psicologia all’Università di Torino si è trasferito a New York dove oggi lavora nel settore cinematografico in qualità di Direttore di Fotografia e Assistant Camera. Un traguardo importante che ha saputo raggiungere grazie a tanto lavoro, impegno, costanza e soprattutto passione. Cresciuto con i film di Martin Scorsese e Woody Allen ha trovato nella Grande Mela la sua vera casa e la sua vocazione.

Cosa si prova a vivere in una realtà come quella newyorchese, per di più in un settore competitivo come quello cinematografico?
   È un processo che richiede un po’ di adattamento. Qui tutto si muove molto più velocemente rispetto all’Italia, è una realtà dinamica e le cose accadono in fretta. L’industria del cinema in particolare può essere molto stressante, bisogna essere sempre pronti a cogliere ogni occasione. Al tempo stesso offre opportunità incomparabili, si viaggia molto, si incontrano persone uniche sia a livello creativo sia professionale. La film community di New York è un piccolo microcosmo dove tutti si conoscono e dove occorre fare attenzione a mantenere il livello della propria performance sempre alto poiché ci si aspetta il massimo da tutti. È una pressione con la quale non è facile convivere, ma fa parte del gioco!
Una delle cose che mi ha colpito è come il duro lavoro viene ripagato. Qui si è valutati per la qualità e la professionalità dimostrata, l’età non è mai un fattore determinante. È normale trovarsi in una posizione di forte responsabilità fianco a fianco con persone che hanno esperienza pluriennale. Le possibilità ci sono ciò che conta è essere all’altezza delle aspettative.

Quali sono i progetti realizzati finora di cui vai più fiero?
   
Ho potuto lavorare su progetti di alto livello qualitativo e che hanno ottenuto una buona accoglienza. Due pellicole da me filmate, "StickyFingers" e "Leche", sono state accettate in Festival di primo livello sia negli Stati Uniti che in Canada. Durante la realizzazione di Leche ho inoltre lavorato a stretto contatto con un’attrice del calibro di Jessica Pimentel, lead star di "Orange Is The New Black". Così con altri progetti.

Una domanda importante: come si diventa Direttore della Fotografia e Assistant Camera?
  
Il Direttore della Fotografia è il responsabile della riuscita visiva del film e delle scelte tecniche legate all’immagine, l’Assistant Camera, invece, è responsabile del funzionamento della telecamera, in particolare per quanto riguarda la messa a fuoco dell’immagine. Entrambi i ruoli sono soggetti a molta pressione, in quanto si è costantemente di fronte agli occhi della produzione, della crew e in fine del pubblico, non vi è spazio per il minimo errore. Non esiste tuttavia un iter predefinito per lavorare nel cinema. La scuola riveste un aspetto importante, dà l’opportunità di crearsi un network e di prendere confidenza con l’attrezzatura. A scuola ho avuto l’occasione di studiare da vicino il funzionamento di numerose telecamere, sia digitali che a pellicola, e da allora ho continuato ad appassionarmi e informarmi. La pratica e la costanza sono il requisito fondamentale per chiunque voglia lavorare nel cinema.

Che consigli daresti ad un giovane che vuole muovere i primi passi in questo campo?
   Saper cogliere le occasioni e avere una grande preparazione. La formazione scolastica è importante ma bisogna compiere quel passo in più da soli per raggiungere traguardi significativi. Per chi volesse diventare Direttore della Fotografia consiglierei di studiare tanti dipinti. Tutti i grandi pittori del passato oggi probabilmente sarebbero dei grandi direttori della fotografia poichè di fatto significa dipingere con la luce.