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Pinerolo Indialogo

Maggio 2016


Dialogo tra generazioni

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Dibattito sul futuro di Pinerolo /9

Enrico Falda, Presidente della Fondazione Bertoni di Saluzzo


«Il nostro è un fare turismo e cultura in modo professionale»

 

di Antonio Denanni

Pinerolo Indialogo - Anno 7 - N. 5 Maggio 2016

 

Il turismo e l’organizzazione di eventi culturali sono sempre più dei modi non solo per promuovere le città e il territorio, ma anche per creare occasioni di lavoro. Non solo Torino (seconda capitale europea per intraprendenza culturale), ma anche piccole città si danno molto da fare. Un esempio lo abbiamo nella vicina Saluzzo con la Fondazione Bertoni, il cui presidente dal 2014 è Enrico Falda che abbiamo incontrato.

Ci racconta la storia della Fondazione Amleto Bertoni?
La Fondazione nasce nel 1999 per volontà dell’amministrazione comunale dalla fusione della Sala d’Arte Amleto Bertoni che si interessava delle mostre di Antiquariato e Artigianato con la Pro Saluzzo che organizzava e patrocinava gli eventi cittadini per conto del Comune È intitolata ad Amleto Bertoni, illustre cittadino, artigiano, mecenate, educatore, considerato il padre dell’artigianato saluzzese contemporaneo. La Fondazione è l’ente strumentale del comune di Saluzzo per lo sviluppo turistico e la valorizzazione della città, si occupa di organizzare, promuovere e coordinare i principali eventi del saluzzese, oltre che ospitare manifestazioni e convegni di vario genere.

Ha un consiglio di amministrazione formato da 10 persone, tutte volontarie, di nomina comunale: 6 sono espressione della maggioranza che amministra il Comune, 1 della minoranza e 3 sono espressione delle categorie associative locali (gli artigiani, i commercianti e la Coldiretti). Il consiglio dura in carica quanto l’amministrazione comunale e abbiamo in usufrutto questa ex grande caserma M.Musso dove organizziamo i nostri eventi.

Ci può dare anche qualche cifra? A quanto ammonta il suo bilancio, quante persone ci lavorano, quanta gente mobilita nelle sue iniziative turistico-culturali?
La fondazione ha un bilancio di circa 800 mila euro, il Comune ne dà 110 mila, il resto lo riceviamo dai privati e dalle decine di nostre manifestazioni, compreso il calendario estivo del Comune di Saluzzo e il Festival Occitano. La Fondazione ha 5 dipendenti ed è operativa tutto l’anno.

Circa le persone che la fondazione riesce a mobilitare con gli eventi in città è difficile fare un conto (durante gli eventi estivi delle notti bianche si parla di 25-30 mila persone per sera), un dato più certo che abbiamo sono le persone che partecipano alle manifestazioni organizzarte presso la nostra sede, che sono 80-90 mila. È comunque riconosciuto che Saluzzo è una città molto viva.

Qual è il rapporto con l’ente pubblico?
Con l’attuale sindaco Mauro Calderoni vi è una stretta sinergia e collaborazione. Io e Luca Ellena, il presidente dell’altra fondazione di Saluzzo, la scuola di Alto Perfezionamento Musicale (APM), siamo tutti i mercoledì in Giunta, siamo praticamente degli assessori aggiunti e questo permette una condivisione continua delle problematiche e dei progetti.

Di fatto siete coinvolti nell’amministrazione della città...
Sì, oltre che in Giunta siamo presenti nei gruppi di lavoro importanti e nelle varie iniziative cittadine inerenti il sociale, la scuola, il turismo... Il legame tra fondazione e amministrazione è strettissimo. Il grande vantaggio per un ente pubblico di operare attraverso un ente autonomo è la flessibilità e la velocità degli interventi (contratti, bandi, ecc.), cosa che un Comune con le sole forze interne non riesce a fare.

Che cosa ha significato in questi anni per Saluzzo la nascita della Bertoni?
È un fare turismo e cultura in modo professionale. Noi abbiamo un addetto stampa, un addetto per gli eventi, un’amministrativa, due operai a tempo pieno. Per Saluzzo nel settore turistico-culturale è stato un cambiamento epocale. L’arricchimento per la città è la conseguenza della professionalità e del tempo che la nostra fondazione vi dedica, cosa che nessun assessorato riuscirebbe a fare: i risultati sono sotto gli occhi di tutti.

Ha ancora senso il turismo fatto con il volontariato delle Pro-loco?
Io non ho mai fatto turismo con le Pro loco, quindi non saprei... Tuttavia la promozione turistica di una città o di un territorio, come stiamo facendo noi in questo periodo con i Comuni del Monviso e delle Valli occitane, con le pro-loco non si riesce a fare di sicuro, in quanto incentrate su dei volontari, mentre con una struttura come la nostra Fondazione che fa perno su dei professionisti che lavorano a tempo pieno tutto l’anno, con una certa esperienza e dinamicità nel gestire gli eventi, ciò è possibile.

La formula della Bertoni è esportabile in una città come Pinerolo?
Secondo me la formula della Bertoni è esportabile dappertutto. Bisogna che ci sia la volontà di farlo e che ci sia una struttura idonea. Bisogna crederci. Certo è che a fronte di un finanziamento di 110 mila euro dato dal Comune a una fondazione come la nostra, il vantaggio che questa col suo lavoro porta al settore turistico-culturale della città non è poco.

Pinerolo-Saluzzo, vuole dare un giudizio su questo vicino con il quale nei secoli passati c’è stato anche un confronto poco pacifico e che ora invece ammira il fermento culturale della sua città?
Conosco poco Pinerolo, mi piacerebbe conoscerla di più. Per quel che la conosco è una città molto bella, situata anche in un posto strategico e che ha sicuramente tutte le potenzialità di leader del territorio. Il Pinerolese è anche una realtà a cui guardiamo con interesse, per portare i pinerolesi ai nostri eventi di Saluzzo. È una realtà importante che confina con noi e con la quale si potrebbero creare anche delle sinergie come facciamo con altri paesi del territorio o al di fuori come le Langhe e il Roero. Le collaborazioni sono ormai determinanti, perchè non si va più a chiedere i finanziamenti europei come città, ma come territorio. Quindi le alleanze tra vicini sono strategiche.

 

                        Basta con il turismo da Pro loco!

Urgono in città delle politiche turistiche che valorizzino il territorio: basta con il turismo da Pro loco affidato alla disponibilità di volontari, in buona parte pensionati che organizzano il carnevale, sapori di vini, manifestazioni di Natale e simili. Tutte iniziative lodevoli e meritevoli per l’impegno che i volontari della Pro Pinerolo ci mettono, ma oggi occorrono programmazione e professionalità per valorizzare le potenzialità turistiche della città e del territorio. Ormai anche quella turistica e culturale è una vera e propria attività imprenditoriale e di marketing che richiede competenza e preparazione, ci sono dei veri e propri corsi di laurea in materia. Pinerolo non può fermarsi al turismo da Pro loco - tanto di cappello per chi finora si è impegnato in questa associazione - ma è ora di cambiare. Non c’è bisogno di andare lontano per vedere degli esempi virtuosi che hanno arricchito le città. Basta guardare la vicina Saluzzo (16 mila abitanti) che fa delle cose eccelse con la sua Fondazione Bertoni. Pinerolo invece è ancora ferma al palo, anche questo è indice della mancanza di iniziative, di idee, di ripetitività. C’è un bisogno assoluto di cambiamento, di aprirsi al nuovo, di uscire dall’immobilismo che la soffoca.
La competenza del futuro assessore al turismo e alla cultura, finora considerato di serie B, sarà fondamentale per fare delle politiche turistico-culturali che arricchiscano la città.
                                                                                                 Antonio Denanni