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Pinerolo Indialogo Giugno 2016

Dialogo tra generazioni

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 Officine del suono 


Musica emergente

Letizia Vitali


di Isidoro Concas

Pinerolo Indialogo - Anno 7 - N.6 - Giugno 2016

 

Letizia Vitali, classe ’95, suona e canta. Da un anno e mezzo a questa parte ha cominciato a pubblicare su internet diverse sue versioni di brani altrui, raccogliendo un vasto seguito.

Letizia, in video come in live canti e suoni tutto te. Come hai sviluppato questa unità?
Ho imparato a suonare la chitarra (alla buona) a 9 anni insieme a mio papà e ho cominciato a cantarci sopra fin dal principio. Al liceo ho avuto esperienze di canto corale e ho avuto la fortuna di poter suonare con dei gruppi alle giornate autogestite o ai balli. Tuttavia ero quasi sempre la cantante, e poche volte sono riuscita a suonare. Mi piaceva, mi divertivo e sul palco mi sentivo a mio agio, prima di ogni esibizione c’era ansia da prestazione, chiaro, ma una volta lì mi sono sempre buttata. Ad ogni modo sentivo che mi mancava qualcosa, un’identità forse, e quindi ho cominciato a suonare e cantare in camera, scegliendo pezzi che mi piacessero e che potessi sentire miei. Due anni fa mi hanno regalato un ukulele, ho imparato a suonarlo e ad amarlo e da lì è partita la voglia di pubblicare qualcosa, di espormi da sola.

Nei tuoi ultimi live hai presentato il tuo primo pezzo inedito. Come è stato scritto? Ci sono altri brani in lavorazione?
Il mio primo pezzo è stato scritto a dicembre, ci sono state persone che mi hanno spinto e motivato verso la strada del cantautorato. Mi viene più spontaneo scrivere la musica piuttosto che il testo. Tant’è che il mio primo vero pezzo l’ho scritto un anno fa ed è solo pianoforte. Il testo della canzone che ho suonato live è abbastanza intimo, nasce da un periodo un po’ teso. Però è bello quando da momenti brutti possono nascere creature come delle canzoni, è una specie di rivincita. E sì, ci sono pezzi in lavorazione.

La comunicazione nei media è stata per te la piattaforma di lancio. In che modo pensi che la rete possa aiutare un artista ad emergere?
La rete è fondamentale ed è malvagia, bisogna essere accorti e pianificatori. E’ come se fosse una bestia feroce da addomesticare, e non scherzo! E’ pieno come tutti sappiamo di "haters" che sono pronti a demolirti e a farti passare la voglia di esporti. Ci sono due cose importanti secondo me. La prima è pubblicare qualcosa che sia fatto bene, qualcosa di cui si è convinti e di cui magari sono state fatte prima tante prove. Io mi registro tantissime volte quando scelgo di coverizzare una canzone: capisco la tonalità più adatta, dove stono, se modificare l’accompagnamento. La seconda è l’originalità nella scelta del pezzo e nell’interpretazione. E’ un binomio inscindibile, se sei originale la gente per un puro senso di curiosità ci cliccherà sopra e se il pezzo è eseguito bene magari piacerà e verrà fatto ascoltare a qualcun altro. L’originalità e l’interpretazione permettono anche di crearsi un carattere, un’identità musicale ovvero ciò che fa breccia sulle persone, che le fa affezionare ad una voce o ad un modo di suonare. Da qui si crea un seguito, un pubblico, sia su youtube che su facebook, ed è magnifico perchè conosci moltissima gente, anche cantautori che ti fanno ascoltare i loro pezzi. Tutto ciò è fondamentale poichè nel momento in cui uno si dovesse buttare sulla scrittura di pezzi originali (che è come una caduta libera a tutti gli effetti) è come se questo pubblico fosse un enorme cuscino che rende morbido l’impatto, delle mani che non ti fanno cadere.