Pinerolo Indialogo

MAGAZINE DI CULTURA E DI INFORMAZIONE LOCALE

 



Home page
Redazione
Contatti
Archivio
Album fotografico
Testate giornalistiche
Links utili
 
   

 


 




Pinerolo Indialogo

Giugno 2016


Dialogo tra generazioni

Home Page :: Indietro

 Primo piano



Dibattito sul futuro di Pinerolo /10

Le richieste di CNA  al futuro sindaco di Pinerolo

«Il Pinerolese deve superare le storiche debolezze della scarsa capacità di rappresentanza politica e di una insufficiente progettualità»

 

Pinerolo Indialogo - Anno 7 - N 6, Giugno 2016

 

Anche CNA e CNA Commercio hanno organizzato un incontro con i candidati Sindaco al Comune di PINEROLO. Durante l’evento è stato distribuito un interessante documento che fa un’analisi della situazione economico sociale del territorio, che pubblichiamo in sintesi.

Premessa

È in atto una profonda trasformazione dell’architettura istituzionale che modifica radicalmente il quadro di riferimento nel quale per decenni ci siamo mossi, cambiano in profondità i processi decisionali e le dinamiche di governo degli Enti Locali. Riforme pensate dal "Centro", in controtendenza con anni di Federalismo che hanno portato ad una crescente inefficienza della macchina pubblica, sovrapposizioni di competenze, aumento degli adempimenti e della loro complessità, una pesante impennata dei costi della Pubblica Amministrazione e quindi dell’imposizione fiscale a carico delle imprese, per le quali la sfida di ogni giorno è più con la burocrazia che con il mercato e la concorrenza.

In questo quadro, dal gennaio 2015 sono operative le nuove dieci Città Metropolitane, che sono il cuore del paese, vere e proprie aree strategiche dove sono attivi i maggiori centri di ricerca e le principali Università, si concentrano le attività produttive, dei servizi e del terziario avanzato, si crea la quota maggiore del PiI e si conferma, per dirla con una felice definizione di Aldo Bonomi, "il ruolo che i poli metropolitani vanno assumendo in Europa e nel mondo, non solo quali centri direzionali dello sviluppo economico ma anche come laboratori sociali, politici e culturali".

Le Città Metropolitane rappresentano una grande sfida, potranno essere il motore di un grande impulso modernizzatore, capace di costituire un esempio virtuoso di collaborazione pubblico - privato, o vivacchiare nel solito tran tran, dove poco o nulla cambia, con il risultato di allargare ancora di più il solco tra il paese legale e quello reale.

Tra le aree metropolitane italiane individuate, quella torinese è la più estesa con i suoi 6.830 Km quadrati e quasi 2.300.000 di abitanti, con il maggior numero di Comuni, ben 315, dei quali 135 con meno di 5.000 abitanti e 119 con meno di 1.000.

In questa area sono attive 198.579 imprese, di queste, 3.972 (pari al 2%) hanno più di 50 addetti e 194.608 (pari al 98%) meno di 50. Delle 194.608 imprese con meno di 50 dipendenti, 19.461 (pari al 10%) sono tra i 5 ed i 50 addetti, e 175.147 (pari al 90%) hanno meno di 5 dipendenti.

Se esaminiamo i dati riferiti alla sola Zona Omogenea del pinerolese, facendo un confronto tra il 2009 primo anno della crisi, ed il 2015, vediamo che dalle 14.011 imprese con 37.213 addetti del 2009 passiamo alle 13.301 imprese e 34.812 addetti del 2015, per un saldo negativo di - 710 imprese e - 2.401 addetti. I settori più in sofferenza, sempre nel confronto 2009 su 2015, sono le costruzioni con un saldo negativo di - 340 imprese e - 826 addetti. Seguono l’agricoltura con - 231 imprese e - 148 addetti ed il commercio in generale con - 164 attività e - 68 dipendenti. In chiaro scuro il settore dei servizi destinati alle imprese, che registra un +100 aziende ma un - 272 addetti.

Il dato dimensionale delle 13.301 imprese attive nel 2015, è in linea con quello della Città Metropolitana, infatti, 12.927 imprese, pari al 97%, ha meno di 10 addetti, e solo 374, il 3%, va oltre. Di queste 374, solo 58 imprese superano i 50 dipendenti, il 15%, e 316, l’85%, sono tra i 10 ed i 50.

Per ciò che riguarda nello specifico le sole imprese artigiane, nella Zona Omogenea pinerolese erano attive 4.649 nel 2009, scese a 4.239 nel 2015, con una perdita di 410 aziende. Gli addetti, pari a 8.663 nel 2009, si riducono a 8.232 nel 2015, con un saldo di -431.

Le imprese artigiane attive nel territorio della sola Città di Pinerolo, passano da 1.121 del 2009 a 984 del 2015, segnando un -137, e gli addetti scendono dai 1.881 del 2009 ai 1.831 del 2015, facendo registrare un lieve decremento pari a -50 addetti.

Numeri che nella loro oggettività fanno riflettere e la dicono lunga sul ruolo determinante della micro e piccola impresa per l’economia della Città Metropolitana.

Con l’introduzione delle Città Metropolitane nel nostro ordinamento istituzionale, cambia radicalmente il quadro politico/amministrativo e l’orizzonte si allarga ad una competizione tra territori. Il rischio che la Città Metropolitana fosse schiacciata da un ruolo preponderante di Torino si è stemperato con I’istituzione delle undici "Aree Omogenee" individuate: Avigliana-Susa, Beinasco-Orbassano Chieri, Chivasso, Ciriè-Lanzo, Collegno, Cuorgnè-Rivarolo, Ivrea-Strambino, Pinerolo e Settimo.

L’Area del pinerolese con i suoi 45 Comuni ed oltre 132.000 abitanti, ha nella dimensione e nell’omogeneità territoriale due punti di forza, ma deve superare le storiche debolezze della scarsa capacità di rappresentanza politica e di una insufficiente progettualità. Rappresentanza politica e progettualità sono ancor più decisive alla luce dell’introduzione all’interno della Legge 56 dell’obbligo della Pianificazione Strategica che si sostanzia nella redazione del "Piano Strategico triennale". Lo Statuto della Città Metropolitana, al riguardo, recita all’Art. 7 "II Piano è Fatto di indirizzo e di programmazione per lo sviluppo sociale, economico ed ambientale del territorio metropolitano, nonché per l’esercizio della funzioni dei Comuni e delle Unioni di Comuni, anche nell’esercizio di funzioni delegate o attribuite dalla Regione". Ed al comma 3): "II Piano Strategico definisce gli obiettivi generali, settoriali e trasversali di sviluppo per l’area metropolitana, individua le priorità di intervento, le risorse necessarie al loro perseguimento, i tempi e il metodo di attuazione, nel rispetto dei principi di sostenibilità ambientale". Dunque, il concetto di programmazione e governo del territorio diventa il cardine delle politiche di sviluppo. Tutto ciò accentua ancor più l’esigenza che il pinerolese ragioni in via prioritaria su questi temi per arrivare a dotarsi di un proprio "Piano Strategico di Area Omogenea" che vada ad incardinarsi, con una chiara e forte visione prospettica del nostro territorio, in quello della Città Metropolitana.

Questo comporta una diversa assunzione di responsabilità e quindi di ruolo per Pinerolo, che deve diventare a tutti gli effetti "Città capofila", luogo di sintesi delle politiche dell’Area Omogenea e terminale della rappresentanza politica.

Più semplicemente, occorre investire su opzioni di rilancio del territorio con scelte sempre più coordinate e compatibili, perché è semplicemente impensabile definire politiche di sviluppo locale prescindendo da ciò che capita nel Comune vicino.

Sviluppo economico, decollo del turismo, crescita dei servizi, poli culturali, gestione del territorio, politiche assistenziali e sanitarie, coordinamento delle manifestazioni e via discorrendo richiedono, ormai, una comune "regia politica ed operativa". I Comuni devono derogare a proprie competenze esclusive per cominciare a ragionare su logiche sovracomunali. Il dibattito aperto sulla riduzione degli ottomila Comuni italiani attraverso le fusioni, e la necessità di arrivare alla gestione coordinata ed integrata dei servizi, devono superare logiche di campanile tese unicamente a preservare piccoli privilegi ed aree di falsa identità locale, a scapito di servizi moderni improntati a parametri di efficacia ed efficienza. L’alternativa è rassegnarsi ad accettare una prospettiva di crescente marginalità e declino.

Questa è la vera sfida politica del pinerolese, perché a nostro parere, questo territorio si potrà rilanciare a due condizioni. La prima, se comincerà a ragionare insieme, superando definitivamente le progettualità singole e divisive. La seconda, se Pinerolo si assumerà la responsabilità della leadership della "Area Omogenea", è svolgerà un incisivo e dialettico ruolo di rappresentanza all’interno della Città Metropolitana, in netta discontinuità con il passato.

Un territorio non si inventa, ma si governa e si rilancia partendo dalle imprese, perché solo dove ci sono le imprese c’è sviluppo.

Pinerolo e la qualità della vita

Pinerolo è una bella città, collocata in una posizione ambientalmente invidiabile e dove la qualità della vita è elevata. I suoi standard qualitativi devono però essere ulteriormente migliorati, innanzitutto per i pinerolesi, ma anche per proporsi come luogo di insediamento di attività economiche e di residenzialità di qualità, vista anche la vicinanza ed il livello dei collegamenti con Torino. La qualità e la cura del luogo, il livello dei servizi, la vita culturale, l’ambiente..., sono premessa e condizione essenziale per qualsiasi politica di promozione del territorio. Solo aprendosi sempre di più all’esterno ed accreditandosi come luogo attrattivo, anche attraverso alleanze e sinergie con Torino, il polo forte del territorio, Pinerolo potrà cogliere opzioni di sviluppo.