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Pinerolo Indialogo

Giugno 2016

Dialogo tra generazioni

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 Sociale & Volontariato 

Punto ristoro e informativo della Diaconia valdese

Cose Buone, startup generativa


di Federica Crea

Pinerolo Indialogo - Anno 7 - N.6 Giugno 2016

Sabato 21 maggio, alle ore 18.00, è stata inaugurata Cose Buone, una nuova start up d’impresa a cura della Diaconia Valdese – Coordinamento Opere Valli, gestita da Alessandro Legger, ex gestore della mensa universitaria di Pinerolo, e Silvia De Maria, campionessa paraolimpica di canottaggio e tennis. Dalla sua collocazione, in Via Silvio Pellico 2, Cose Buone guarda una delle facciate laterali del Duomo di Pinerolo. Non è la solita caffetteria né un comune ristorante: è un piccolo angolo di civiltà che profuma di campagna e di tradizione, impreziosito dagli arredi in legno e rame che danno un tono rustico all’ambiente e lo rendono famigliare, contrariamente a quelli in ferro e in vetro, che richiamano un forte senso di modernità.

Marco Armand Hugon, membro della giunta COV della Diaconia Valdese, ha raccontato: «Il nostro supporto all’agricoltura sociale e al cibo civile si è concretizzato due anni fa quando, grazie ai terreni posseduti dal Rifugio Re Carlo Alberto di Luserna San Giovanni e ai finanziamenti ottenuti dall’8x1000 alla Diaconia Valdese, siamo riusciti a mettere in piedi una piccola start up – Cascina Sociale Carlo Alberto – con l’obiettivo di dare vita a una vera e propria forma di welfare generativo, ossia un welfare capace di generare pratiche buone, partendo da risorse già disponibili, come ad esempio il capitale umano e il territorio».

In quest’ottica generativa nasce Cose Buone, un locale che ha l’ambizione di valorizzare i prodotti provenienti da Cascina Sociale e da altri soggetti attivi sul territorio e che si configura come il naturale continuum del nuovo paradigma dell’agricoltura sociale. Ma Cose Buone non è soltanto un luogo di ristoro per dolcissime colazioni e pranzi prelibati, a base di sapori tradizionali e di eccellenze locali. Il piano superiore del locale è stato infatti adibito a Punto Informativo della Diaconia Valdese, con l’obiettivo di recuperare il contatto umano e rinvigorire le relazioni face-to-face legate alla richiesta di informazioni, notizie e aggiornamenti in merito alle attività e alle funzionalità diaconali.

Come ha dichiarato Fabrizio Galliati, Presidente di Coldiretti Torino: «Coldiretti ha creduto profondamente in questo percorso e lo supporta con grande entusiasmo tutt’ora, perché esso può rappresentare un grandissimo slancio per il futuro non soltanto delle aziende, ma anche del territorio e dell’economia locale. Agricoltura sociale vuol anzitutto dire essere in grado di introdurre sul mercato del lavoro quelle persone che vengono definite contrattualmente deboli e che, in questo modo, possono trovare un proprio spazio partecipativo e generativo.

La Diaconia Valdese, forte anche del sostegno di altri enti sensibili a questi temi, come Regione Piemonte e Città Metropolitana, è stata un modello in questo senso, poiché ha saputo cogliere e mettere in pratica quegli aspetti economici, ambientali e sociali che sono alla base dell’agricoltura sociale e del cibo civile».