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Pinerolo Indialogo

Settembre 2016


Dialogo tra generazioni

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 L'ambiente siamo noi



Per uno sviluppo equo e sostenibile

L'ambiente siamo noi

di Beppe Gamba

Pinerolo Indialogo - Anno 7 - N.8/9 - Settembre 2016

 
Il titolo di questa nuova rubrica non è stato scelto per il gusto della provocazione. Come tutti gli esseri viventi anche noi umani siamo parte del complesso sistema che chiamiamo "ambiente" e siamo soggetti alle sue leggi, ai cicli della natura e ai suoi rivolgimenti. Come ci ricordano purtroppo le frequenti catastrofi "naturali".

La nostra biologia ci fa appartenere a tutto titolo al mondo naturale, ma in quanto esseri pensanti abbiamo sviluppato un sistema culturale di regole e codici comportamentali che ci distingue dagli altri viventi ed esercitiamo una enorme capacità di trasformare l’ambiente. Insomma siamo contemporaneamente ospiti, parte costituente e costruttori dell’ambiente che abbiamo imparato a "pensare, rappresentare e modificare".

Certo anche i castori, le cavallette e altri animali modificano in modo talvolta rilevante l’ambiente in cui vivono, ma ciò che distingue l’intervento umano è la dimensione e soprattutto l’intenzionalità: grandi trasformazioni che si risolvono a volte in effetti positivi (penso ai diecimila anni di pratiche agricole, ai paesaggi rurali e allo straordinario intreccio di natura e cultura rappresentato dal paesaggio italiano). Molte altre volte i risultati della nostra azione si sono rivelati devastanti, al punto da mettere in pericolo la sopravvivenza di molte specie e di sconvolgere gli equilibri che regolano la vita sul pianeta: dall’estesa cementificazione dei suoli, ai cambiamenti del clima, allo scioglimento dei ghiacci polari, alle catastrofi industriali e l’esaurimento delle risorse.

Peraltro noi umani, grazie alle conoscenze scientifiche e alla consapevolezza del nostro ruolo, saremmo in grado di fare molto per preservare e migliorare l’ambiente in cui viviamo. Non solo con i necessari programmi di conservazione ma anche con le opportunità offerte dalla tecnologia e da un’economia orientata in chiave "green" .

Per molto tempo si è confusa la coscienza ambientale con un’ottusa ostilità al progresso scientifico e tecnologico, sottovalutando così la fondatezza della critica all’economia industriale otto-novecentesca che vedeva nella natura solo un giacimento illimitato di risorse. Oggi le conoscenze scientifiche e lo sviluppo di tecnologie basate sull’imitazione dei cicli naturali (la bio-mimicry di scuola anglosassone, la green economy o l’economia circolare di cui parlano oggi le istituzioni internazionali) ci consentono di immaginare e progettare soluzioni sostenibili, alla ricerca di un benessere diffuso ma rispettoso dei cicli e dei limiti dell’ambiente naturale.

Nei prossimi numeri ci occuperemo di problemi ambientali specifici e di come noi, nel nostro territorio pinerolese, possiamo prendere parte alla sfida di uno sviluppo equo e sostenibile. Se l’ambiente siamo (anche) noi, ci conviene trattarlo bene.