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Pinerolo Indialogo

Settembre 2016


Dialogo tra generazioni
 
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 Il Passalibro 

Non lo conosce nessuno, così ne parlo!
L'amante di Wittgenstein

 



di Cristiano Roasio

 

Pinerolo Indialogo - Anno 7 - N.8/9 - Settembre 2016

Questo è un libro importante. Ma potrebbe anche non esserlo. Potrebbe essere altresì un libro difficile, ma questo è un problema vostro.
Non mi stupirei se altri lo considerassero semplice ed innovativo, ma tant’è.
Kate è rimasta sola sulla Terra. Lascia messaggi in giro sui muri, cercando qualcuno. Poi smetterà anche di cercare, perchè non trova nessuno.
Viaggia con auto ormai arrugginite, si ripara nei musei e brucia le cornici delle opere più famose.
Con le parole di Foster Wallace "è una curatrice del museo dei propri ricordi, gli stessi dell’umanità".
Il senso è quello, comunque.
David Foster Wallace adorava questo libro. Poi è morto. Ma non c’entra con questo libro, rifiutato da 44 editori negli Stati Uniti, ed arrivato in Italia solo nel 2016.
I rifiuti non sono una gran cosa, ma forse sono solo la testimonianza che il tempo non era così propizio per un libro così strano e straniante.
I rifiuti solidi sono ancora peggio, sono l’esatto opposto: il tempo non era più propizio per cumuli di oggetti.
La mente stessa è un accumularsi di nozioni e Kate, un tempo pittrice, ormai sa così tanto da confondersi.
Che poi non sarebbe tutto questo problema visto che è l’unica sulla Terra, eppure ci siamo noi, lettori: "Ti sbagli! E’ Zenone quello del paradosso, non Archimede!"
Ma si tratta solo di un libro, in fondo, non così importante.
Un libro è un insieme di parole. Le parole sono insiemi di lettere.
Le lettere si uniscono e si scrivono per dire: "Ehi, guardatemi, ci sono anche io qui!"
Poco importa se gli altri non si accorgono di voi, forse non ci sono.
Kate ha avuto un marito e un figlio. Ora il figlio piccolo è morto.
Ha avuto altri uomini, ma non per questo i figli piccoli muoiono. Succede.
Il mondo è tutto ciò che accade. Pazienza.
Penelope, dopotutto, siamo sicuri che in vent’anni abbia aspettato Ulisse?
E’ un libro consigliato agli appassionati di mitologia, pieno di frasi irriverenti sui grandi miti. Elena era così bella? Non si combatte dieci anni per una donna, per bella che sia.
E’ anche consigliato agli appassionati di filosofia. Un romanzo di fantascienza post-apocalittica filosofica.
A Kate piace Wittgenstein, non che lo conosca.
Sia come uomo che come filosofo. Però vive la vita nella tremenda prigione del cervello che è il primo Wittgenstein del Tractatus logico-philosophicus.
Un’impresa leggerlo.
Il Tractatus, non questo libro, molto più scorrevole di quello che uno può pensare leggendo questa recensione, secondo lo stile del libro.
E’ una sua rappresentazione grafica.
Una rappresentazione grafica di un mondo dove i fatti accadono e nulla, proprio nulla, è collegato ed ha senso. Ed esistere... pazienza, è solo un altro fatto.

Pubblicato dalle Edizioni Clichy, costa 15 euro.
Lo ha scritto David Markson.
Ma nessuno lo conosce, così ne ho parlato.
E merita. Forse il saggio nella postfazione di DFW aiuta a comprenderlo.
Non comprendere DFW, ma il libro di cui stiamo parlando.
E’ molto complesso, il saggio.
Il libro invece forse non lo è, ma è molto saggio.
Perchè ormai sembra che leggere sia diventato un passatempo.
E questa non so se è o non è una bella cosa.
Di una cosa sono certo, leggendo questo libro vi accorgerete che qualcuno esiste ancora.