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Pinerolo Indialogo

Settembre 2016


Dialogo tra generazioni
 
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 Parlar di storia

Cenni di storia pinerolese 

Pinerolo e il Pinerolese in epoca romana


"Si può affermare che il villaggio di Ocelum fosse l’attuale Usseaux"

 

 

di Stefano Nangeroni 

 

 

Pinerolo Indialogo - Anno 7 - N.8/9 - Settembre 2016

La storia di Roma è ben nota a tutti. Da piccolo centro si espanse fino a diventare l’epicentro di un impero che controllò per diversi secoli gran parte del mondo allora conosciuto: dalle alture scozzesi fino alle porte di Babilonia e dalle sponde del Reno sino alle acque atlantiche del Portogallo.

Immaginando una tale vastità viene quasi spontaneo chiedersi come Roma penetrò all’interno del territorio pinerolese.

Paradossalmente il primo incontro con la potenza romana avvenne grazie al nemico storico della Roma repubblicana: Annibale. Durante la Seconda Guerra Punica (218 a.C – 202 a.C) Annibale attraversò le Alpi occidentali, ancora oggi non è del tutto certo quale sia stato il suo itinerario. Sono state molte le ipotesi avanzate: la più accreditata fa discendere Annibale dal Colle del Monginevro con arrivo a Torino dopo aver percorso la Val Susa; un’altra ipotesi invece, avanzata da Carlo Promis nel suo "Storia dell’antica Torino", fa discendere Annibale sempre dal Monginevro ma con prosieguo attraverso la Val Chisone. Questa tesi è avvalorata dalla scoperta di ossa di un animale di grandi dimensioni, forse uno degli elefanti da guerra cartaginesi, all’imboccatura della Val Troncea poco prima della Seconda guerra mondiale.

Nel I sec. a.C. il Pinerolese venne inserito nella giurisdizione del territorio denominato Gallia Cisalpina (Gallia Citerior); le prime fonti certe risalgono a questo periodo in quanto tutti i territori controllati dalla dinastia dei Cozii (valli della Dora Riparia, del Chisone, della Varaita e della Maira) entrarono a far parte ufficialmente del mondo romano. Nel 58 a.C viene datato il passaggio di Giulio Cesare nel villaggio di Ocelum; nel De bello Gallico viene indicata questa località come l’ultima della Gallia Citerior, si può quindi affermare, seppur con diverse riserve (non era raro dare ad insediamenti diversi un nome uguale), che il villaggio di Ocelum fosse l’attuale Usseaux.

Dopo l’assegnazione dello Jus Latii da parte di Augusto a diverse località del Pinerolese la presenza romana divenne più stabile, ciò è confermato dal fatto che i principali reperti trovati sono databili a partire dal periodo augusteo.

Durante i lavori della tratta ferroviaria Pinerolo-Torre Pellice nei pressi del torrente Lemina furono ritrovate delle statuette raffiguranti Mercurio. La scoperta più importante è del 2003 quando, durante i lavori di costruzione dell’autostrada Pinerolo-Torino, vennero rinvenuti presso Riva i resti di una necropoli romana di età imperiale (chiamata successivamente Necropoli della Doma Rossa): si riportarono alla luce una ventina di sepolture con relative tombe in laterizio e diversi suppellettili di metallo, vetro e ceramica. Attualmente i ritrovamenti sono conseravti presso il Palazzo del Senato a Pinerolo.

I ritrovamenti e le testimonianze di epoca romana in Pinerolo sono tutt’ora pochissimi, si sono trovati solo alcune parti di un vecchio muro di recinzione difficilmente databile e di dubbia origine romana. Ciò è dovuto al fatto che in epoca romana non vi era un borgo romano dove ora sorge la città, si dovrà aspettare il 981d.C per vedere per la prima volta scritto il nome "Pinarolium".