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Dicembre 2017

Dialogo tra generazioni

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 Buone News 

Per vivere in un paese vitale

Mobilità sostenibile

di Francesca Olocco

Pinerolo Indialogo - Anno 8 - N.12 - Dicembre 2017

Nello scorso articolo della rubrica «Buone news» si è parlato di mobilità sostenibile a Torino e di come questa stia ora tentando di cogliere una buona occasione per una potenziale crescita. Vi sono però alcuni paesi dove questa crescita è già avvenuta, ed essi potrebbero aiutarci a individuare nuove linee guida da seguire per raggiungere lo step seguente: un reale mutamento del nostro punto di vista.

L’esempio più comune è rappresentato sicuramente dalla situazione olandese, che dimostra apertamente come il cambiamento possa arrivare sia dal basso che dall’alto, ovvero anche dall’impegno dei singoli cittadini, che spesso invece tendono a delegare la colpa dei problemi dovuti all’inquinamento alle istituzioni a loro superiori.

In Olanda, invece, è stata recentemente pubblicata la Bicycle Agenda 2017-2020:
http://tourdeforce2020.nl/wp-content/uploads/2017/02/Bicycle_Agenda_2017-2020.pdf.

Di che cosa si tratta? In breve, di un documento in cui il paese, dopo aver riassunto i notevoli risultati già raggiunti, si impegna a creare uno strumento di lavoro per gli anni a venire.

Il primo punto da sottolineare è sicuramente il grande interesse che circonda l’iniziativa, sia da parte di enti sia pubblici, sia da privati. Le collaborazioni attivate vanno da quelle con le autorità, a quelle con i partiti politici, gli istituti e le organizzazioni che si occupano di ciclismo. L’importanza della mobilità sostenibile è quindi una consapevolezza diffusa in ogni strato della società, e può addirittura trasformarsi in un mezzo di coesione sociale.

In secondo luogo, colpisce la motivazione scelta per giustificare questo atto: il desiderio di vivere in un paese più vitale, ove i cittadini siano più vitali, sia nelle aree urbane che in quelle rurali.

Continuando la lettura, è notevole l’ambizione dimostrata nella scelta degli obiettivi da perseguire: i Paesi Bassi, infatti, intendono divenire il principale paese ciclistico al mondo, da un lato aumentando il numero di ciclovie sia nelle città che fuori da esse, in modo da collegare diverse regioni, dall’altro lato assicurando maggiore sicurezza stradale ai ciclisti. Si tratta in tutto di otto obiettivi molto chiari, per i quali si batterà il leadership team, che avrà il compito di assicurarsi il costante impegno di tutte le parti coinvolte, nonché di trovare i giusti mezzi per continuare a generare motivazione in tutti i beneficiari dell’accordo. Entro il termine del progetto, i Paesi Bassi sperano di raggiungere un aumento del 20% dei chilometri percorsi rispetto al periodo anteriore al 2017.

La riflessione che vorrei proporre è molto semplice. Se i cittadini decidessero di compiere un atto di responsabilità, capirebbero (e, quindi, capiremmo), tra i tanti lati positivi, quali vantaggi possediamo rispetto a molti altri paesi (come il clima mite che permette di utilizzare la bicicletta per buona parte dell’anno) e a quali mezzi possiamo ricorrere (come tutti i sistemi di bike sharing nelle medio-grandi città) per permettere all’Italia di assomigliare un po’ di più all’Olanda, per lo meno dal punto di vista dell’amore verso l’ambiente e verso la salute di tutti.