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Pinerolo Indialogo

Dicembre 2017


Dialogo tra generazioni

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 Vita internazionale


Intervista a Valeria Pavese 
Ingegnere pinerolese a Sudbury

di Alessia Moroni 

Pinerolo Indialogo - Anno 8 - N.12 - Dicembre 2017

Valeria è un ingegnere pinerolese con un animo internazionale fin dai tempi della scuola dell’obbligo. Vive ormai da più di due anni a Sudbury, in Canada, dove sta svolgendo il dottorato di ricerca in "Natural Resources Engineering e Ingegneria Energetica" lavorando con l’HAC Team di Mirarco Mining Innovation. Il suo è un dottorato speciale perchè si svolge in co-tutela tra il Politecnico di Torino e la Laurentian University.

Valeria, parlaci un po’ del tuo lavoro: di cosa ti occupi?
Lavoro alla "Mirarco Mining Innovation": questa azienda è una corporazione, senza scopo di lucro, associata alla Laurentian University e io mi occupo di innovazione in campo minerario ed energetico e di riduzione delle emissioni di gas serra. Il mio progetto si occupa di modernizzare il sistema dell’HAC (Hydraulic Air Compressor), un compressore idraulico del 1900 che sfruttava l’energia idraulica del fiume, e adattarlo per sostituire i meno efficienti compressori elettrici che lo avevano rimpiazzato. Le applicazioni che ne risulterebbero non sono solamente in ambito minerario, ma in tutti quei settori in cui c’è bisogno di aria compressa a bassa pressione.

Esattamente qual è lo scopo del tuo progetto di dottorato?
Il mio progetto e’ focalizzato sul provare che questo sistema, oltre ad essere utilizzato per produrre aria compressa, può essere sfruttato come sistema di cattura della CO2 (anidride carbonica). Il mio obiettivo è catturare la CO2 presente nei fumi di scarico di vari processi. Dalla cattura ci sono poi due fasi successive che includono l’immagazzinamento e il trasporto dell’anidride carbonica e in ultimo la sua utilizzazione. Il prototipo su cui lavoriamo e’ stato chiamato BabyHAC e la diversità rispetto al sistema originale è che questo è a ricircolo di acqua: lo si può costruire dove si vuole e non serve più la presenza di un fiume. L’HAC Team ha progettato e seguito la costruzione del BabyHAC "in grande scala", alto circa 30 metri, che ha sia funzione di ricerca che dimostrativa. l’HAC Demonstrator e’ stato aperto il 21 Giugno 2017.

Come mai hai deciso di volare in Canada per il tuo dottorato?
Avevo già passato a Sudbury un periodo di sei mesi, nella stessa azienda dove lavoro, per il mio progetto di Tesi di Laurea Magistrale, che ho ottenuto al Politecnico di Torino. Dopo essermi laureata mi sono presa una pausa di qualche mese, per capire cosa volessi realmente fare. Ho fatto alcuni colloqui, ma fin dal termine del mio tirocinio avevo aperta la proposta di dottorato in Canada. Ad Agosto 2015 ho deciso di comprare un biglietto di sola andata ed è così cominciata la mia seconda avventura a Sudbury.

Come ti sei trovata e come ti trovi tutt’ora a vivere in un paese così lontano?
È un posto splendido, estremamente multiculturale. Qui in Ontario la prima lingua è l’Inglese, la seconda il Francese, che conoscevo, inizialmente persin meglio, perchè ho fatto il Liceo Scientifico Linguistico. Ho sempre avuto la passione per l’estero: a diciassette anni ho svolto un trimestre scolastico in Nuova Zelanda ed ho fatto altre esperienze fuori dall’Italia ancor prima dei sei mesi di tirocinio in Canada.