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Pinerolo Indialogo

Dicembre 2017


Dialogo tra generazioni

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 Politica Giovane Young



Il Sindaco di Pinerolo Luca Salvai

"Un nodo da sciogliere è il cambio del sistema di raccolta dei rifiuti"

«Pinerolo non è degradata. Ci sono situazioni che possono essere migliorate. Per questo é stato messo un assessore all’ambiente che si occupi in modo specifico del tema»

 

di Antonio Denanni  

Pinerolo Indialogo - Anno 8 - N.12 - Dicembre 2017

 

A un anno e mezzo dall’insediamento della sua Giunta facciamo un bilancio: incominciamo dalle cose realizzate che a suo parere hanno migliorato la città.
Sicuramente l’operazione più significativa è quella che abbiamo fatto sulla Nino Costa. Abbiamo poi messo in pista diversi lavori che partiranno a breve: l’antisismica sulla scuola Brignone (speriamo che il cantiere possa partire a marzo), i lavori sulla piscina, i lavori che abbiamo fatto quest’estate nelle scuole con delle manutenzioni che si protraevano da diverso tempo, il piano delle asfaltature, il progetto della bicipolitana che è in linea di conclusione; abbiamo approvato il regolamento sulla partecipazione e poi c’è tutto il discorso della cultura.

Quali sono invece le cose che non siete riusciti a realizzare o il nodo più importante al momento da sciogliere?
Sicuramente il cambio di sistema di raccolta dei rifiuti. È senza ombra di dubbio la questione su cui nel 2017 siamo stati fermi, oggettivamente per mie responsabilità perché la delega era mia. Per ovviare a questa mancanza è stata fatta la scelta di mettere un assessore all’ambiente che si occupi in modo specifico di questo tema.

A parere di molti il problema cruciale di questa città è il suo degrado, che risale a molto prima dell’insediamento della sua amministrazione. Avete fatto un’analisi seria di questa situazione e quali iniziative intendete mettere in atto?
Secondo me ci sono delle aree e tutta una serie di situazioni che possono essere migliorate (ad esempio la stazione su cui stiamo lavorando), però sostenere che Pinerolo sia degradata non corrisponde al vero. Certo si può avere una maggiore attenzione ai dettagli, come le pulizie, i cassonetti, le cacche dei piccioni sotto i portici... tutte cose che si possono affrontare, ma parlare di degrado è eccessivo.

Il tipo di contratto con l’Acea in tutto questo non c’entra niente? Pensa che la convenzione con l’Acea non sia da rivedere? Molti vedono una sudditanza dell’amministrazione nei confronti dell’azienda.
Quello del rapporto con l’Acea è un problema che c’è sempre stato. È mancata a mio avviso negli anni la forza da parte dell’organismo di controllo politico della società, che è il consorzio, la forza di farlo; per cui si è sempre lasciato fare alla società un po’ quello che voleva. Ora è complicato andare a controllare quello che fanno, ad esempio i camion o altre realtà dell’azienda, per cui avere una persona che nell’amministrazione si occupa di questo settore potrà aiutare ad avere migliori risultati.

Nel dibattito politico sovente si è parlato di vocazione della città, quasi ci fossero chissà quali tesori da scoprire. Non è più realistico e serio parlare di progetti per la città? Quali sono i progetti prioritari che vorreste avviare o portare a termine? (Il primo suppongo sia il centro storico)
Sul centro storico abbiamo iniziato tutto un lavoro di confronto con i cittadini, con le associazioni di categoria, con i residenti, i famosi tavoli che abbiamo attivato e che sono ancora in corso per affrontare in maniera organica tutte le problematiche: la viabilità, il commercio, le manifestazioni, l’arredo urbano… Sono venute fuori delle belle idee, adesso dobbiamo chiudere e dare gambe a queste proposte. Alcune di queste sono a costo zero, per altre bisogna trovare i soldi per finanziarle. Altri progetti sono la Nino Costa, la riqualificazione di piazza Roma e un terzo progetto riguarda la risistemazione di piazza Cavour. Avevamo anche idea di intervenire sull’edificio dell’ex Sumi, però il bando è andato deserto, per cui torna in auge l’idea di trasferirci il CISS. C’è poi tutto il discorso della valorizzazione della Caprilli e della Bochard e la rifunzionalizzazione dei locali del tribunale.

Sempre a proposito di vocazione sembra che nella sua Giunta ci sia ancora qualcuno innamorato di Pinerolo città della cavalleria che ha procurato tanti sprechi. Cioè una città, come l’ha definita un autorevole pittore locale, più rivolta all’800 che al futuro. Come stanno le cose?
Non direi solo alcuni elementi della Giunta, ma tutta la Giunta crede in Pinerolo città della cavalleria. Il problema è che Pinerolo si trova da quest’anno in una situazione in cui non si è trovata prima, ovvero abbiamo in mano tutti i principali asset legati alla storia del cavallo in Pinerolo: la cavallerizza Caprilli che abbiamo acquisito circa un anno fa, la caserma Bochard, il campo Tancredi che andremo ad acquisire, l’impianto di Abbadia e stiamo per aprire un discorso con il ministero sul Museo della cavalleria, che senza ombra di dubbio è il Museo più bello ed interessante che abbiamo a Pinerolo.
E’ un tentativo che facciamo. Noi ci siamo posti l’obiettivo nel 2018, in occasione della ricorrenza dei 150 anni della nascita di Caprilli, di provare a progettare e costruire un qualcosa che permetta un utilizzo funzionale ed interessante di questi immobili importanti della città in cui il cavallo è il fil rouge che lega la riqualificazione. Io non direi che è tornato in auge il discorso di Pinerolo città della cavalleria, è che probabilmente nessuno fino adesso ha mai provato a buttare giù un progetto organico che legasse tutti i luoghi di Pinerolo a questo aspetto.

Veniamo alla partecipazione e alla protesta degli otto consiglieri di opposizione. C’è stata violazione del regolamento o no? Anch’io trovo un po’ assurdo che un gruppo di autoconvocati si eriga a comitato di quartiere senza che gli abitanti del quartiere ne sappiano niente.
L’ho detto anche pubblicamente in occasione di un’assemblea alle Macine: senza ombra di dubbio questa vicenda è stata gestita con un po’ di superficialità, nel senso che dopo l’approvazione del regolamento – che come tutti i regolamenti può avere qualche falla – abbiamo approvato questo comitato di quartiere che era già preesistente senza indagare prima su come si era costituito. Questo è stato un errore al quale si rimedierà con nuove elezioni a gennaio. Il dire che questa partita è stata gestita con superficialità ci sta, però dire che questa sia stata una brutta pagina per la democrazia mi sembra eccessivo.

Lei è un sindaco molto social (almeno lo era fino a qualche tempo fa), eppure viene addebitata alla sua amministrazione l’incapacità di comunicare, meglio di raccontare i progetti che si vogliono realizzare per trascinare il consenso (es. la bicipolitana). Condivide?
Sulla comunicazione penso che rispetto al passato siano stati fatti molti passi avanti. Sulla capacità di raccontare per guidare una progettualità e un processo politico riconosco i nostri limiti, ma credo che solo dei sindaci eccezionali siano in grado di fare questo. Sulla comunicazione, però, oltre ad aver rimodernato il sito abbiamo introdotto nuove realtà come la pagina facebook.

Nei giorni scorsi avete presentato le linee guida per la modifica del piano regolatore. Quali sono le linee portanti del vs PRG e la filosofia che vi sta dietro?
Le 3 Erre: riduzione del consumo di suolo, rigenerazione urbana, resilienza urbana.

Molti progetti per decollare hanno bisogno del sostegno delle realtà sovra territoriali. Qual è il rapporto con la Città metropolitana e la Regione?
Ci confrontiamo abbastanza sovente. La Città metropolitana versa oggettivamente in una situazione complicata dal punto di vista organizzativo e finanziario, per cui anche loro faticano. Con la Regione pure dialoghiamo: in questo periodo stiamo collaborando per migliorare la situazione della stazione.