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Dicembre 2017

Dialogo tra generazioni

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 Sociale & Volontariato 

Intervista
Giorgia, giovane volontaria della Croce Rossa

 a cura di Gruppo Giovani Croce Rossa Italiana Pinerolo

  Pinerolo Indialogo - Anno 8 - N.12  Dicembre 2017

Intervista a Giorgia, quasi 19 anni, volontaria della Croce Rossa, del comitato di Torre Pellice, ma che lavora di più nella sede di Pinerolo.

Quando sei entrata in Croce Rossa? Perché?
Sono entrata in Croce Rossa il 25 novembre 2014. Il perché non lo saprei dire. Ai tempi in cui entrai frequentavo ancora il conservatorio di musica di Torino e pensavo che la mia vita fosse già incasinata così, tra liceo e musica quindi non avevo mai pensato di fare qualcos’altro nella mia vita. Poi un giorno dei volontari sono venuti a scuola a portare la loro esperienza e subito dopo il video di presentazione io ero già convinta di voler entrare a far parte di questa associazione. So che molti dei miei "colleghi" hanno motivazioni che oserei definire filosofiche ma in realtà io sono entrata in Croce Rossa semplicemente perché ero curiosa e perché mi piaceva, in qualche modo mi sembra la risposta più pura ed onesta che si possa dare.

Di cosa ti occupi?
In Croce Rossa non ci sono limiti. Formalmente parlando sono la responsabile della sede di Pinerolo e mi occupo della gestione dei giovani (dai 14 ai 31 anni). Le formazioni che ho seguito all’interno della Croce Rossa mi portano ad occuparmi di attività nel sociale o comunque ad individui vulnerabili ma in realtà ogni settimana mi occupo di qualche cosa di diverso. Il grande pregio di essere in Croce Rossa è che qualsiasi cosa ti interessi in qualche modo lo ritrovi. Ti piace dipingere? Bene creiamo dei laboratori per bambini in difficoltà. Sei bravo con la macchina fotografica? Bene, puoi occuparti di tutta la gestione dell’immagine dell’associazione. Ogni cosa, ogni interesse trova il suo posto in Croce Rossa,tu stesso trovi il tuo posto.

Nel tempo cosa ti ha spinto a continuare a far parte dell’associazione?
È una domanda che mi sento fare spesso, specialmente quando magari la vigilia di Natale o Natale stesso mi ritrovo con la mia divisa addosso da una parte o dall’altra della città a fare chissà che cosa. Non saprei come spiegare il perché ma quando sei in Croce Rossa è come se tu fossi in una bolla estranea a tutto il resto. Per cui non importa chi sei, cosa hai fatto o qualsiasi cosa ti sia successo, sei semplicemente lì a dare il tuo contributo, piccolo o grande che sia. Non è un peso, non è una costrizione e ne tanto meno una perdita di tempo. Molte persone quando parlo del mio essere volontaria (circa il 70% delle volte che apro bocca) mi dice che sto dando troppo all’associazione, che loro non capiscono e non lo farebbero; il problema è che loro, giustamente, non si rendono conto invece di quanto l’associazione abbia dato a me. Ho conosciuto tantissime persone e molto spesso anche completamente diverse da me, che mi hanno raccontato storie che non avrei mai sentito, ho provato sulla mia pelle cosa vuol dire cercare di essere un agente di cambiamento ed essere in prima linea per quello che è giusto e non semplicemente stare lì a guardare. Mi ha fatto crescere come persona e mi ha investito di responsabilità che io stessa volevo prendermi ma che normalmente non mi vengono date " perché sono troppo piccola e non potrei capire". Okay, sono troppo piccola, non ho di certo avuto tutte le esperienze che una persona adulta ha avuto ma ho la voglia di mettermi in gioco, di imparare cose nuove e ho una prospettiva ed un approccio alle problematiche diverso che qualche volta, non sempre, può essere utile. Croce Rossa ha riconosciuto la mia potenzialità, così come quella di molti altri giovani e l’ha usata come punto di forza.

Per concludere, sono in Croce Rossa perché ogni volta ho la possibilità di provare e vedere cose nuove, perché mi spinge ad andare oltre a quelli che considero dei limiti e mi fa rischiare e perché ho conosciuto e continuo a conoscere tantissime persone che hanno cambiato il mio modo di vedere il mondo e io voglio continuare a cambiare. Per cui per tutti quelli che mi chiedono " ma ne vale veramente la pena? " io rispondo " assolutamente sì ".