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Pinerolo Indialogo

Genn-Febb 2017


Dialogo tra generazioni

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 L'ambiente siamo noi



Ambiente e migrazioni

di Beppe Gamba

Pinerolo Indialogo - Anno 8 - N.1-2 - Genn-Febbraio 2017

A fine di novembre si è celebrata nel mondo l’annuale Giornata dell’Albero, una ricorrenza nata per sottolineare il ruolo delle piante negli ecosistemi che rendono vivibile il pianeta. Anche a Pinerolo si è celebrata la ricorrenza, con la piantumazione di 80 nuove bellissime piante nel Parco della Pace, un progetto finanziato dalla società Freudenberg e realizzato operativamente da Legambiente e dal Comune, proprietario del parco.

Nell’occasione i partecipanti hanno anche preso atto che oltre alla necessità di rimpiazzare le piante che in origine non avevano attecchito, il parco necessita di una migliore pulizia e manutenzione. Senza escludere la responsabilità dei frequentatori che non dovrebbero lasciare in giro cartacce, sacchetti, lattine e bottiglie (mi domando sempre: ma se le portiamo fin là piene di cibo e bevande, costa fatica riportarle indietro vuote?) rimane il compito dei servizi pubblici di fare pulizia, di tenere in ordine i cestini, di metterne altri ove occorre. E rimane spazio per l’azione volontaria di chi, frequentando il parco, vuole dare una mano: così alcuni dei presenti alla manifestazione, armati di guanti e sacchi, si sono fermati per una pulizia straordinaria dei vialetti e dei prati e hanno raccolto una dozzina di sacchi di rifiuti "dimenticati". Tra di loro alcuni rifugiati e richiedenti asilo, ospiti nella nostra città a cura della Cooperativa Crescere Insieme, che vogliono dimostrare concretamente la loro voglia di diventare cittadini. Il gruppo di rifugiati si è anche assunto il compito insieme a Legambiente di ripetere periodicamente la corvée volontaria di pulizia. Aree pubbliche più pulite riducono la "tentazione" di sporcare.

Sappiamo che tra le cause che inducono milioni di persone ad abbandonare i loro Paesi, oltre a guerre e persecuzioni politiche, ci sono cause economiche, spesso indotte o aggravate da problemi ambientali gravi. La pluriennale siccità che colpì la Siria, il conseguente abbandono delle terre e l’inurbamento caotico di milioni di persone, sono stati tra le cause che hanno generato le tensioni sociali poi sfociate nella guerra civile.

Prendersi cura dell’ambiente che li ospita è, da parte dei rifugiati, un gesto carico di significati e promesse. Sarebbe bello che oltre a darci una mano a "tenere pulita la casa", i nostri ospiti stranieri potessero inserirsi in attività produttive e formative, imitando ad esempio l’idea del patron della Salewa che ha messo a disposizione un terreno di proprietà vicino all’azienda dove alcuni migranti coltiveranno frutta e ortaggi destinati alla vendita locale, diventando in questo modo dei micro imprenditori.

Un’idea che merita di essere copiata.

Abbiamo nel Pinerolese terreni non utilizzati, destinabili a questo utilizzo? Imprenditori agricoli disponibili a fare da tutor a questi nuovi potenziali coltivatori? Se ci sono, si facciano avanti, il seme è stato gettato anche nella Giornata dell’Albero 2016.